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LA VERITÀ DELL’AMORE: COSA SIGNIFICA AMARE? – 2) Bisogna impegnarsi e amare per sempre?

Di CuoreMenteSpirito
Amare per tutta la vita: bisogna impegnarsi e amare per sempre?

 

Amare “finché dura” è amore? Perché bisogna impegnarsi ad amare in un modo preciso? Per amare davvero bisogna amare per tutta la vita?

 

Perché bisogna impegnarsi ad amare in un modo preciso?

Se vuoi che l’automobile non si fermi, allora devi rifornirla di benzina: è necessario fare benzina affinché la macchina non si fermi. Correre implica muoversi, è necessario muoversi per correre. Allo stesso modo amare veramente nella relazione di coppia implica amare in un modo preciso: se vuoi amare il tuo partner, allora devi amare in un modo preciso. La necessità fisica ha una struttura analoga al dovere morale, che è la forma morale della necessità, basata sull’ordine della realtà. Necessario è infatti ciò che non può non essere, o non essere in un determinato modo; quindi deve essere così e basta.

 

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Le 5 caratteristiche dell’amore nella relazione di coppia

Come dimostrato nel post precedente LA VERITÀ DELL’AMORE: COSA SIGNIFICA AMARE? – 1) L’amore è un compromesso o un dono? Di che cosa?, per quanto riguarda la relazione di coppia:

  1. se non si ama gratuitamente allora nemmeno si ama, perché lo si fa per interesse;
  2. se non si ama generosamente allora nemmeno si ama;
  3. se non si ama perennemente allora nemmeno si ama fino alla fine;
  4. se non si ama esclusivamente una persona allora nemmeno si ama fino in fondo;
  5. se non si ama in unione totale (o almeno verso la totalità) allora nemmeno si ama totalmente.

In particolare, se non si ama nelle ultime quattro modalità che caratterizzano il contenuto della scelta di amare il partner, non gli si dona completamente se stessi. Scegliere di amare nella relazione di coppia equivale dunque a scegliere tutte e cinque le condizioni, cioè amare in quelle cinque modalità, che in realtà corrispondono all’unico modo, l’unica sintesi possibile: donando completamente se stessi all’altro per amore dell’altro, cioè stando insieme a una persona gratuitamente, generosamente, perennemente, esclusivamente e in unione totale (o almeno verso la totalità, finché non sarà possibile).

 

Ognuna delle 5 caratteristiche è necessaria, ma non sufficiente da sola per amare davvero: devono esserci tutte insieme

Ciascuna delle cinque condizioni è necessaria per poter amare davvero, ma da sola non è sufficiente a garantirlo. Solo la congiunzione di tutte e cinque le condizioni è condizione anche sufficiente per poter amare davvero, cioè solo attuando tutte e cinque le modalità di amare si ama davvero; e si ama davvero solo attuandole tutte e cinque, perché le due cose sono equivalenti. La negazione di una delle modalità di amare comporta la negazione dell’amore: insieme sussistono, e allora si ama il proprio partner, oppure non lo si ama. Non si può non attuarne qualcuna e amarlo comunque, si devono attuare necessariamente tutte. O tutte o non si ama, aut-aut. Se vuoi amare nella relazione di coppia, devi amare in quel modo.

 

Se si ragiona onestamente, si capisce cosa occorre per amare veramente

La ragione, mossa ad agire dalla volontà di amare (vedi il post COME RISOLVERE LE CRISI, I PROBLEMI SENTIMENTALI E RESTARE INSIEME? L’amore è un sentimento o un atto di volontà?), scopre i doveri morali dell’amore, ossia ciò che è moralmente necessario fare, ciò che si è obbligati a fare se si vuole amare, cioè tutto ciò che comporta amare davvero. Non lasciare? Si deve (in assenza di impedimenti all’unione, che tratteremo nel post COSA PUÒ IMPEDIRE DI VIVERE UNA VERA RELAZIONE DI COPPIA? Quando è giusto lasciare il partner?). Lasciare? Non si deve (sempre in tale ipotesi). I doveri scoperti dalla ragione sono verità dimostrabili. Infatti il dovere morale esprime una necessità razionale in ambito pratico. Così il bene morale si fonda sulla verità, ed anzi coincide con essa nel campo pratico.

Se la ragione entra in azione e si ragiona correttamente, non si può non scoprire la verità ad essa accessibile, anche se poi la ragione non può obbligare a seguirla: è necessario un altro atto di volontà, un’altra volizione, come vedremo nel post COME ATTUARE LA SCELTA DI AMARE VERAMENTE E MANTENERE SOLIDA LA RELAZIONE? Cos’è la volontà razionale di amare?.

 

Spesso chi non vuole amare rifiuta la verità dell’amore, per non sentirsi moralmente obbligato a rispettarla

Per questo chi vuole rimanere nello stadio estetico chiuso sentimentale positivo (vedi i post HAI MAI LASCIATO O PENSI DI LASCIARE IL PARTNER SE NON SEI PIÙ INNAMORATO/A? Sarà la scelta migliore? e PERCHÉ MOLTE STORIE FINISCONO E SI CONTINUA AD AVERE PROBLEMI IN AMORE?), o seguire acriticamente un criterio di scelta sbagliato per decidere se rimanere con il partner o lasciarlo

(vedi i post DECIDERE SE RIMANERE INSIEME O LASCIARE IL PARTNER SOLTANTO IN BASE AI SENTIMENTI È UN BUON CRITERIO DI SCELTA?, COME SCEGLIERE SE RIMANERE INSIEME O LASCIARE IL PARTNER? – 1) Per continuare ad amare bastano le convenzioni morali e sociali?,2) Esiste la “persona giusta”?,3) Basta “stare bene insieme”?, 4) Tutti gli amori finiscono? Come evitarlo?, COME SI FA A RESTARE INSIEME AMANDOSI VERAMENTE? – 1) Bastano le motivazioni più comuni e i sentimenti, o serve un altro criterio di scelta?, PER QUALE MOTIVO DOVRESTI RIMANERE PROPRIO CON QUELLA PERSONA?),

di solito non vuole ragionare, forse anche per paura di scoprire la verità, nel timore di trovarla in disaccordo col suo proposito, ovvero per non conoscere e ignorare, colpevolmente, i suoi doveri, essendo in suo potere non ignorarli. Non vuole conoscerli per non sentirsi moralmente obbligato a seguirli, intuendo che amare in verità comporta dei sacrifici, e illudendosi nello stesso tempo di amare comunque.

 

Le “regole” dell’amore servono per amarsi davvero

Si scopre così il dovere di amare in un modo preciso, ossia nelle cinque modalità, perché questo dovere esprime moralmente la condizione logicamente necessaria per poter amare davvero: la scelta di amare implica amare in quelle precise cinque modalità. Se Tu vuoi amare, allora devi amare per amore dell’altro e donare completamente te stesso. Il bene morale si fonda infatti sulla verità, che l’intelletto è in grado di conoscere e dimostrare attraverso la ragione. Infatti al vero corrisponde il bene morale, la scelta moralmente giusta; al falso corrisponde il male morale, la scelta moralmente sbagliata. Ma spetta sempre alla volontà volere e fare il bene o il male.

Un dovere in amore?! Sì, ma non ingiustificato e fine a se stesso, bensì seguìto proprio per amore, altrimenti ricadremmo nella soggezione a una morale imposta dall’esterno. Questo dovere non deve essere concepito come scopo ultimo: una morale puramente esterna ed esteriore, con precetti da osservare per se stessi, senza bisogno di motivazioni, sarebbe disumana. Il dovere in questione spiega solo cosa comporta una certa scelta e la sua opposta rispetto a un determinato scopo da raggiungere: o ami così o non ami. Tu devi amare così se vuoi amare il tuo partner, perché per amare nella relazione di coppia è necessario farlo in un modo preciso, e devi fare così non perché devi e basta, ma per poter amare.

 

Se vuoi amare il tuo partner, devi amare così per far durare l’amore

L’amore non si oppone alla morale tradizionale, anzi chi vuole amare la riconferma, trovando però i suoi doveri morali all’interno e non all’esterno di se stesso per mezzo della ragione. Li segue liberamente, non li subisce dall’esterno, come rassegnandosi a restare schiacciato dal loro peso. Chi ama accoglie nel proprio intimo ed attua i doveri morali per mezzo della ragione e della volont. Non li accetta acriticamente, vivendoli come pura apparenza e formalità, ma sa che sono l’unico modo per amare veramente. Sören Kierkegaard scrive infatti ne Gli atti dell’amore:

“Soltanto quando c’è il dovere di amare, allora soltanto l’amore è garantito per sempre contro ogni alterazione […]. Quest’assicurazione dell’eternità caccia ogni angoscia e dà all’amore la perfetta garanzia. Infatti l’amore naturale, per quanto fiducioso esso sia, ha però ancora un’angoscia, l’angoscia della possibilità della mutazione”.

Sören Kierkegaard

A scanso di equivoci, sottolineo che per ora sto parlando soltanto del dovere di amare nel preciso modo espresso dalle cinque modalità caratterizzanti l’amore nella relazione di coppia. Questo dovere indica che è necessario comportarsi così per poter amare il partner. Ma perché si deve amare? Sul dovere di amare in sé e per sé rifletteremo in un’altra serie futura, affrontando la domanda sul fine ultimo dell’amore e della vita.

 

Se non rispetti i doveri morali, perdi qualcosa di importante e non realizzi te stesso/a

I doveri morali non sono imposti e coercitivi come invece le leggi umane (civili e penali). Devono essere capiti e condivisi volontariamente da ogni persona che usa la ragione, non possono essere imposti con l’autorità o con la minaccia. Per l’amore è evidente: non si può imporre, ma solo proporre. I doveri morali esprimono il fatto che se scegli di non rispettarli – e sei libero/a di non farlo –, ci sono conseguenze negative e non ottieni qualcosa di importante. Chiaramente volere quella cosa è indispensabile affinché si voglia anche rispettare le condizioni per ottenerla. Queste condizioni si possono infatti scrivere nella forma: “se vuoi x, allora devi fare y, altrimenti non ottieni x”. Facciamo un esempio.

Ricordo quando da piccolo la babysitter, per farci rimettere a posto i giocattoli che avevamo usato, ci disse: «Uh, presto, è arrivato il disordine!», inducendoci a percepirlo come una vera e propria entità maligna. Così molto spesso i genitori e gli educatori dei bambini ricorrono allo spauracchio di mostri, entità maligne e minacce per indurli a compiere o impedire loro di compiere determinate azioni, invece di spiegare, certo con la dovuta semplicità, le ragioni per cui è meglio fare così o colà. In tal caso ad esempio si potrebbe dire: “Se non rimetti a posto i giocattoli, poi ti sarà difficile ritrovarli e muoverti in camera senza rischiare di farti male. Tu vuoi ritrovarli facilmente ed evitare di farti male? Allora devi rimetterli a posto”.

 

Il dovere non è fine a se stesso, ma è finalizzato al bene della persona, e non va imposto ma proposto

L’educazione e la morale non vanno inculcate con la forza delle mani e della paura di ritorsioni, ma con la forza della ragione. Non bisogna dire: “Fai questo e basta!”. Occorre dire: “Se fai o non fai questo, succede o non succede quest’altro. Tu vuoi che succeda o che non succeda? Allora agisci di conseguenza”. Non è una minaccia, è un dato di fatto, come ad esempio: “Se non mangi, allora muori. Tu vuoi morire?”.

Bisogna fornire le ragioni di un dovere, non imporlo, perché il dovere non è fine a se stesso, ma è finalizzato al bene della persona, e bisogna lasciarla libera di fare o non fare una certa cosa, entro limiti ragionevoli. L’importante è far capire l’entità e le conseguenze di un certo comportamento, e qual è lo scopo da perseguire; poi sta all’altro decidere. Può essere costretto solo se ancora è incapace di intendere e di volere qualcosa ed è ragionevole impedirgli di fare cose sbagliate, come impedire a un bambino di toccare il fuoco o una presa di corrente se ancora non sa o non capisce cosa succede facendolo; ma poi è sempre meglio spiegarglielo comunque.

 

La sregolatezza egoistica ferisce le persone, uccide l’amore e impedisce la propria piena realizzazione

Una volta dedotto qual è il bene, la scelta giusta, cosa è necessario fare per amare, la persona rimane libera di fare la sua scelta: rimanere con il partner o lasciarlo, amare o non amare, e con l’intenzione che vuole: per amore dell’altro o solo di se stessa. Ma ciò non significa che tutte le scelte siano indifferenti, ugualmente giuste. Al contrario la ragione dimostra che solo una è quella giusta. Le altre possono essere scelte liberamente, ma si rivelano sbagliate.

La morale non è coercitiva come la legge, ma è oggettiva e universale (vedi l’approfondimento in un’altra futura serie di post), non soggettiva e relativa alla singola persona, ai sentimenti, allo stato d’animo del momento, alla situazione, al contesto storico-sociale, alla cultura, alla religione ecc. Se non rispetti le leggi e vieni scoperto, ricevi una sanzione, mentre se infrangi la morale in modi non puniti dalla legge no, ma ciò non significa che tali atti e le loro conseguenze non possano essere altrettanto gravi, se non di più. Ci sono un sacco di leggi in ambito pubblico, mentre intanto nel “privato” la sregolatezza egoistica ferisce le persone, uccide l’amore e impedisce la propria piena realizzazione.

 

Per amare davvero bisogna amare per tutta la vita?

Sono sicuro che, fra tutte le cinque modalità dell’amore nella relazione di coppia (vedi sopra), quella della perennità è oggi la più difficile da accettare per molte persone. Potrei dire che se questo problema non ci fosse, non mi sarei mai messo a scrivere. Perciò è opportuno fare qualche ulteriore considerazione su questo aspetto fondamentale e imprescindibile dell’amore.

 

L’amore è donare completamente se stessi per sempre, non temporaneamente

Come già dimostrato, se vuoi amare il partner, vuoi il bene maggiore per la persona amata, e allora questo bene non può essere donato “a tempo”, ma deve essere perenne. Poiché quel bene maggiore nella relazione di coppia è il dono completo di te stesso, per dare alla persona amata il suo bene perenne devi starci insieme perennemente. Se scegli di starci insieme perennemente (in assenza di impedimenti all’unione, oggetto del post COSA PUÒ IMPEDIRE DI VIVERE UNA VERA RELAZIONE DI COPPIA? Quando è giusto lasciare il partner?), scegli il bene maggiore, e fai la scelta giusta. Se scegli di lasciarla, non le dai un bene perenne, ma temporaneo, dunque un bene minore, poiché esso ha fine nel tempo, e fai la scelta sbagliata.

Qual è il dono maggiore, quello di chi dona qualcosa a tempo determinato o quello di chi dona la stessa cosa a tempo indeterminato? Se pensi al lavoro, non credo che hai dubbi in merito; perché dovresti averne qui? Allora non si può negare che lasciare una persona (per propria volontà) è non amarla e amare più se stessi. Amare implica non lasciare, perciò lasciare implica non amare: non si può credere di amare e poi lasciare, perché se si amasse si amerebbe perennemente per donarsi del tutto all’altro, e dunque non si lascerebbe.

Per questo un amore finito, per volontà propria, non è mai iniziato. Il “vero amore”, l’amore eterno, non si trova cercando di persona in persona, ma si decide di donare alla persona con cui si sta, e si dimostra, giorno dopo giorno.

 

Se non ti doni definitivamente al partner o poi lo lasci, non stai amando davvero un’altra persona, ma te stesso/a

Ecco perché nei post COME SCEGLIERE SE RIMANERE INSIEME O LASCIARE IL PARTNER? – 2) Esiste la “persona giusta”? e PER QUALE MOTIVO DOVRESTI RIMANERE PROPRIO CON QUELLA PERSONA? ho scritto che ci si dovrebbe sposare non quando si trova la “persona giusta”, che non esiste, ma quando si ha finalmente la volontà (e la possibilità) di mettere in pratica la radicale decisione di unirsi totalmente alla persona al proprio fianco per tutta la vita, e questa allora sarà la donna o l’uomo “della propria vita”, non perché la si abbia fortunatamente o fatalmente trovata, ma perché la si è scelta volontariamente come tale.

Si potrebbe però obiettare: “Magari uno lì per lì, ad esempio quando si sposa o va a convivere, ha intenzione di amare una persona per tutta la vita, ma poi se non se la sente più, le cose non vanno bene o cambia idea…”. Questo comportamento si auto-contraddice! È come dire: “Decido di porre fine a ciò che ho deciso di rendere senza finire”. Non si può scegliere la perennità e poi rinnegarla, perché tale scelta ha per forza carattere definitivo.

“Vabbè, allora non la faccio, faccio prima a non farla, e quindi non mi sposo”. E allora non ami affatto! Se dici: “Ora me la sento di stare con lui o lei”, ma quando non te la senti più lo lasci o la lasci, non scegliendo quindi la perennità, non stai dando il bene maggiore, te lo stai tenendo in parte per te perché non vuoi donare completamente te stesso, e dunque non stai amando davvero l’altro, ma te stesso.

 

Dovresti stare con una persona solo se vuoi prenderti un impegno serio, perché le persone vanno amate, non usate

A questo punto potresti dirmi: “Ma allora tu dici che una volta fidanzati non si dovrebbe più lasciare, e io come faccio a scegliere di mettermi con una persona, sapendo che, se voglio amare, appena mi ci metto sono tenuto a restarci per tutta la vita?”. Infatti dovresti fidanzarti solo quando hai intenzione di prenderti un impegno serio, non così alla leggera, tanto per “provare” se va bene.

Le persone vanno amate, non usate, e chi ama una persona le si dona senza riserve. Una volta preso l’impegno, è immorale ed egoista lasciarla riprendendosi indietro il dono, che quindi non era stato dato interamente, era un falso dono, un falso amore: la vita si estende nel tempo, presente e futuro, e va donata tutta intera all’altro, almeno per quanto dipende da se stessi.

 

Passa dall’innamoramento all’amore con il tuo partner attuale: è la prima persona che dovresti amare, non un oggetto da usare finché ti sta bene!

Lo so, è difficile che ci si metta insieme con una simile consapevolezza e volontà. Nemmeno io ce l’avevo all’inizio, ma è questa che bisogna avere, meglio tardi che mai. È più probabile che ci si fidanzi grazie alla spinta del sentimento di amore. Va bene, è normale, poiché esso nasce proprio per condurre all’amore, e ho scritto tutta la prima serie di post sull’innamoramento. Ma ora è tempo di passare dalla fase estetica (sentimentale, dal greco aisthētikós = ‘che concerne la sensazione’, derivato di ‘sentire, percepire’), dell’innamoramento, a quella etica dell’amore, non di fermarsi in uno stadio estetico chiuso! (vedi i post HAI MAI LASCIATO O PENSI DI LASCIARE IL PARTNER SE NON SEI PIÙ INNAMORATO/A? Sarà la scelta migliore? e PERCHÉ MOLTE STORIE FINISCONO E SI CONTINUANO AD AVERE PROBLEMI IN AMORE?).

Chiuso a che? Alla volontà di amare e alla ragione, sulle quali si basa la fase etica. Allora, se vuoi amare davvero un’altra persona e non solo te stesso (sempre che non ci siano impedimenti all’unione), fai questa scelta, proprio riguardo alla persona con cui stai adesso, perché è lei la prima che sei chiamato ad amare, non a usare finché ti sta bene! Come te, è un soggetto umano da rispettare e trattare come fine, non un oggetto da utilizzare: teniamo a mente l’imperativo categorico kantiano:

“Agisci in modo da trattare l’umanità, sia nella tua persona sia in quella di ogni altro, sempre anche come fine e mai semplicemente come mezzo”[1].

Immanuel Kant

Solo gli oggetti possono essere “usa e getta”. Le persone, se le si vuole amare, non si possono scartare come cose.

 

Nel prossimo post: CUORE E MENTE POSSONO ANDARE D’ACCORDO? La ragione è in armonia con il sentimento dell’amore?
  • Le caratteristiche distintive dell’amore nella relazione di coppia corrispondono a quelle del sentimento dell’amore?
  • L’amore è solo un sentimento o richiede anche la volontà e la ragione?
  • Desiderare la felicità dell’altro spinge all’amore generoso e gratuito?

 

Vedi l’indice di tutta la serie: AMORE – problemi e consigli

 

Questi post offrono consigli e riflessioni importanti sui dubbi e problemi in amore, difficilmente trovabili altrove.
Tuttavia, se hai bisogno di aiuto psicologico diretto, ti consiglio di rivolgerti ad un professionista.

Questo sito non è affiliato in nessun modo ad alcun servizio di consulenza psicologica.
Giusto per avere un riferimento, vedi ad es. https://www.unobravo.com/focus/relazioni

NOTE
  1. Fondazione della metafisica dei costumi, in Scritti morali, op, cit., p. 88.

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