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Come capire quando ha senso continuare a lottare per conquistare la persona che si ama, e quando invece è il momento di rinunciare e andare avanti?
Se sei innamorato perso di una persona che però non sembra interessata a te, e continua imperterrita a rifiutarti nonostante tutti i tuoi tentativi di corteggiamento, fino a che punto ha senso persistere in questo amore non corrisposto, respingendo persino le avances di altri? E se il rifiuto risulta ormai palese, quando è meglio lasciar perdere e andare oltre? Non è facile dare una risposta univoca, valida per tutti i casi: bisogna considerare le persone coinvolte e la situazione, oltre a quanto tempo passa, per capire:
- fin quando è giusto resistere e lottare per amore, e c’è una speranza fondata che l’amato si accorga di te e cominci ad esserne attratto, cambiando idea;
- e quando è invece il momento di desistere, per non restare bloccato in eterno in una situazione che ormai non può portare alcun bene né a te né all’altra persona.
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I diversi casi di amore non corrisposto di cui parleremo in questo e nel prossimo post
Siccome appunto le persone, le situazioni e il tempo trascorso possono essere diversi, per offrire qualche spunto di riflessione utile, anche in base alla mia esperienza:
- in questo e nel prossimo post, proseguendo il racconto della mia storia, mostrerò come mi ero ostinato ad amare inutilmente una ragazza ad oltranza (vedi i post precedenti, a partire da APRIRSI ALLA BELLEZZA – 1) Come si fa ad innamorarsi ed evitare delusioni?), in modo irragionevole, rifiutando perfino altre possibilità concrete;
- in un post successivo (AFFERRARE LA MANO TESA PER SALVARE – 1) Di chi fidarsi per uscire dalle situazioni più difficili?) racconterò come sono uscito da questa ossessione, e come, avendo imparato la lezione, non ho ripetuto lo stesso errore;
- negli ultimi post di questa prima serie sull’amore (IL TRIONFO DELL’AMORE – 1) C’è speranza di conquistare chi ti piace, ma non sembra interessato/a? Come scegliere con chi mettersi insieme?, – 2) L’amore può nascere dall’amicizia?) riferirò invece del caso opposto, in cui una ragazza ha continuato ad amarmi nonostante tutto, ma per un tempo ragionevole e con una speranza fondata, fino a conquistare il mio cuore. Per ora non faccio spoiler su chi è e com’è andata a finire, ma il suo nome comparirà già nel prossimo post…
Quando è sbagliato continuare ad amare senza essere corrisposti? Il mal d’amore e l’uso improprio della volontà di amare (prima parte)
Il mio caso di amore non corrisposto
Volevo solo sentirla ogni tanto e sapere che stesse bene
A seguito della mia dichiarazione d’amore durante la vacanza estiva del 2007 in Trentino (vedi il post COSA SI PROVA QUANDO SI È INNAMORATI? – (Parte III) “Ti amerò per sempre”?), qualche giorno dopo il mio ritorno a Roma, telefonai a Maddalena. Le chiesi scusa per il disturbo e le dissi che se avessi sentito la sua voce e appurato che stesse bene, avrei potuto dormire sonni più tranquilli. Non era una semplice frase sdolcinata: era la verità (vedi perché nel post COSA SI PROVA QUANDO SI È INNAMORATI? (Parte II) Vorresti che fosse felice?).
Desideravo solo sentirla ogni tanto e sapere che stesse bene per andare avanti, per sopportare quell’amore palesemente non corrisposto, come sembrava ormai chiaro, senza però un’esplicita conferma da parte sua. Mi rispose con tono affabile e comprensivo, non privo di una certa nota di contentezza, che avrei potuto chiamarla quando avessi voluto, e mi fece sapere che aveva letto tutte le cose che avevo scritto per lei. Mi ringraziò e disse che non se le meritava, e io naturalmente ribattei che invece se le meritava eccome. Per il resto parlammo come al solito del più e del meno. Maddalena non aggiunse altro di rilevante.
Non mi rispondeva più per non ferirmi, ma così io stavo peggio
In seguito, pur avendomi detto che potevo telefonarle quando volevo, non rispose più alle mie chiamate. Immaginai che lo facesse pensando che così sarei stato meglio e l’avrei dimenticata più rapidamente, e anche perché si sentisse a disagio a parlarmi, non sapendo come comportarsi per non ferirmi. Forse per questo non aveva voluto darmi alcuna risposta in merito alla dichiarazione e alle cose che le avevo scritto.
Ma sebbene ormai non fosse difficile immaginare che tipo di risposta mi avrebbe dato, io non mi davo pace: il suo silenzio era un tormento straziante per me. Ciononostante mi sembrava impossibile ora come ora forzarla a darmi quella risposta, anche perché non rispondeva più alle telefonate che di tanto in tanto le facevo (sempre lasciando passare molti giorni fra un tentativo e l’altro). Così cercai di non disturbarla, pensando che era quello che desiderasse, e quindi ritenni più sensibile nei suoi confronti non telefonarle più.
Messaggi senza risposta
Tuttavia per me era la sofferenza più atroce non poterla sentire più. Perciò, trascorso un po’ di tempo dopo la vacanza estiva, le inviai questi i seguenti messaggi, ai quali non rispose:
13 Agosto
“Ciao, ieri ho cercato di chiamarti, ma non ti ho trovata, come poco fa. Non è che potresti farmi uno squillo quando non hai da fare, così ti richiamo? Sempre se ti va eh…”
6 Settembre
“Ciao… scusa ma siccome tua sorella mi ha detto poco fa che eri connessa [qui non mi riferivo agli SMS, ma al vecchio MSN], ma io non ti vedo in linea, forse hai avuto problemi col mio contatto [in realtà credo che mi avesse bloccato]. Se vuoi riaggiungerlo basta che metti “aggiungi contatto”, il mio indirizzo è ***”
14 Ottobre
“Ciao sono Francesco, scusa se ti disturbo ancora, avevo pensato di non cercarti più perché tu lo preferissi, e se è davvero così sono disposto a farlo… ma sai è molto dura per me non poterti chiedere nemmeno come stai… e io ho tanto bisogno di sapere se stai bene… se speri che possa dimenticarti sai che è impossibile, quindi dimmi tu cosa preferisci fare… rispondi se ti va e se hai tempo…”
Il mio miglioramento fisico, seppure mi chiedevo a che scopo, suscitò l’interesse delle ragazze
Intanto io continuavo ad allenarmi come al solito in palestra, e iniziai nello stesso tempo anche boxe, che praticai per sei mesi.
Però non sapevo più per quale scopo allenarmi, a differenza dell’anno prima, in preparazione alla mia dichiarazione d’amore. Comunque miglioravo sempre più fisicamente, con l’effetto che, come in parte si stava verificando in terzo liceo (ora ero in quarto), cominciai ad attirare l’interesse delle ragazze.
In particolare, proprio quando mandai a Maddalena l’ultimo messaggio il 14 Ottobre, conobbi una ragazza, amica di una mia amica. Qui è meglio non fare esplicitamente il suo nome, ma posso dire che esso ha a che fare con il sole, e in effetti lei col sole aveva molto in comune: aveva i capelli color oro, ricci e abbastanza lunghi, come se avesse i boccoli naturali, gli occhi chiari e un aspetto che faceva pensare ad una bambola di porcellana. Era senza dubbio molto carina, solare ed espansiva (forse fin troppo).
L’incontro con un’altra ragazza
Quando la nostra amica comune ci fece conoscere, diventammo subito amici, e qualche volta lei mi invitò ad accompagnarla mentre portava il suo cane a fare una passeggiata. In breve ci aprimmo molto l’uno verso l’altra, e venimmo a conoscenza del nostro rispettivo passato. Anche lei stava attraversando un periodo difficile, perché il suo primo ragazzo l’aveva lasciata, e non sapeva se avrebbe cambiato idea oppure no. Comunque stava cercando di distogliersi da lui.
Si iscrisse anche alla mia stessa palestra, chiedendomi se potevamo andarci insieme, così le avrei insegnato come allenarsi in maniera corretta. Io accettai volentieri. Durante il tempo trascorso insieme in palestra, lei si comportava in modo… diciamo vistosamente affettuoso nei miei confronti: quando rispondevo alle sue domande sull’amore e sulla vita mi diceva che ero molto saggio; mi faceva complimenti per il mio fisico; una volta mi disse: «Ti voglio tanto bene!» e mi diede un bacetto sulla guancia; un’altra volta addirittura mentre parlavamo mi cinse con disinvoltura i fianchi e mi attirò a sé… io ero molto imbarazzato e non riuscivo a lasciarmi andare, perché mi sentivo ancora troppo legato a Maddalena, e credo che lei se ne rese conto. Tutto ciò, da quando avevo conosciuto questa ragazza, avvenne nel giro di un paio di settimane.
Un’occasione per distogliermi dal mio amore non corrisposto, ma che non ho colto
Durante quel breve periodo io sapevo di avere una buona occasione per tentare di lasciarmi alle spalle la mia fissazione per Maddalena, e date le circostanze provai ad illudermi di poter pensare ad una ragazza che non fosse Maddalena. Questo diede adito a un sogno che dimostra quanto appena detto.
Mi trovavo nella zona dell’hotel, vagavo per i suoi locali e i suoi spazi esterni, in cerca di Maddalena, con un sorriso beffardo che desideravo mostrarle, probabilmente per dimostrarle che adesso ero padrone di me stesso, e che potevo stare tranquillamente al suo cospetto, orgoglioso e fiero, non più colpito e intimidito dalla sua presenza e dagli effetti del mio amore per lei.
In quella sorta di stato di sospensione, misi da parte il mio dolore, mi sentii meglio e cercai di entrare in quell’ottica. Ma non riuscii a spingermi oltre l’amicizia. Alla fine, il 28 Ottobre, mi resi conto di non pensare più costantemente a Maddalena come prima, e fui assalito dal dubbio sul mio stato sentimentale inverosimile. Così decisi di inviarle un ultimo, provocante messaggio, promettendomi che, se non mi avesse risposto, avrei provato a pensare solo alla ragazza che avevo conosciuto da poco… e Maddalena, per la prima volta dopo mesi, proprio quel giorno, sorprendendomi, mi rispose!
Il motivo per cui Maddalena non mi rispondeva più
Le scrissi:
“Non mi vuoi dire nemmeno se stai bene? Francesco”.
Confesso che inviai quel messaggio anche con una punta di rancore: credevo che sentendosi chiedere “Non mi vuoi nemmeno dire se stai bene?”, si sarebbe sentita in colpa per come soffrivo a causa sua, e in tal modo mi sarei convinto più fortemente a “dimenticarla”.
Maddalena replicò:
“Francesco… io ho tentato tutto per cercare di farti stare meno male possibile… ma ora non ce la faccio a non risponderti… va benino, grazie… tu?”.
Scoppiai in lacrime, realizzando tutt’a un tratto che stavo rischiando di perdere la cosa più cara, che ritenevo più importante nella mia vita, che mi aveva reso ciò che ero: l’amore per Maddalena. Mi sentii cattivo per il sentimento vendicativo che in parte mi aveva spinto a mandarle quel messaggio e, pentendomi, le scrissi:
“Beh ecco al momento sono molto agitato… felicissimo di aver sentito da te stessa che stai bene, ma mortificato per averti fatto star male per colpa mia…”.
Così si infranse l’illusione di poter andare avanti, ma rimasi nell’illusione dell’amore non corrisposto
Feci crollare all’istante il castello di cristallo che mi stavo costruendo sulla vana illusione di quel momento, quando il vero castello in aria, la vera illusione era quella di poter amare Maddalena in quel modo. Ma questo ancora non lo accettavo. Ritornai tale e quale al Francesco di prima, ancora più convinto dei miei sentimenti per Maddalena, grazie anche al fatto che mi aveva detto il motivo per cui non mi rispondeva: cercare di farmi stare meno male possibile. Io lo apprezzai molto, anche se in realtà pensavo che stesse commettendo un grosso errore: io soffrivo atrocemente non potendola sentire mai e senza poter sapere con certezza se stesse bene. Faceva male a pensare che sarei stato meglio non sentendola più!
L’ultimo scambio di messaggi
Per questo il giorno dopo le inviai un altro SMS:
“Ciao… capisco che non sia stato facile per te e mi dispiace tanto che ti sia preoccupata per me… io volevo dirti che comunque non devi aver paura di ferirmi o farmi star male, a me farebbe piacere poterti parlare ogni tanto, anche raramente, SOLO per chiederti come stai e come va… ma io voglio solo ciò che vuoi TU, e quindi ti chiedo se per te va bene…”
lei mi rispose:
“No Francesco… sono io che faccio stare male te, e me ne devo dispiacere, non il contrario…”
io replicai:
“Ma tu non mi hai mai fatto nulla di male! Sono io che amo te, non è colpa tua, non puoi farci niente! Ti prego non sentirti in colpa, il tuo dispiacere mi addolora, non sopporterei che tu stessi male!”.
Poi non mi rispose più, e non ci sentimmo per lungo tempo. D’altra parte questo mio ultimo messaggio, così carico di sentimento, deve averla convinta che così non potevo andare avanti, rafforzando la sua intenzione iniziale.
Pochi giorni dopo, mandai via chat su MSN alla sorella la seconda poesia che avevo scritto per Maddalena. Dopodiché lei mi confermò che l’aveva letta, ma senza fare commenti. Questa era la poesia, con una metrica e uno schema di rime variabile, comunque molto semplice, a tratti magari anche banale, ma che esprime bene i miei sentimenti di allora.
Ma tu Maddalena
Se il tempo e la distanza provassero a cancellare
le scritte indelebili dell’amore nel mio cuore,
ah! Sul marmo furono incise, inutile tentare!
Nemmeno uno scultore potrebbe, anche il migliore,
scalfire la fortezza che tu sola sei riuscita a penetrare,
non con la forza, ma con la dolcezza del tuo splendore.
Dentro di me, la tua dimora è una solida caverna;
ma il mio cuore a cessar di battere un dì sarà costretto,
così ti amo più con l’anima, che è eterna.
Tu lo sai che è sempre forte in me l’effetto
dell’incanto del tuo magico sorriso;
certo è assai nostalgico, lo ammetto,
se mi chiedi di che soffro voglio essere preciso:
la tua mancanza è il mio fardello,
vivi nel paese che è il mio paradiso,
in cui tu sei l’angelo più bello.
Il mio amore brucia sempre più del fuoco,
ma ciò che lo ferisce, al pari d’un coltello,
è sapere che da qui posso far ben poco:
vorrei renderti felice donandoti me stesso,
ma il lume del mio affetto ti giunge troppo fioco.
Dal timore che tu soffra io sono oppresso,
un terror di vento gelido come tramontana;
a sognar di starti accanto mi ritrovo spesso,
ma tu Maddalena sei lontana.
Ti ricordi di quel dì che ho confessato
il segreto che per anni ti ho tenuto celato?
Solo esprimerti il mio amore io ho voluto,
poiché il mio sentimento è di richieste muto.
Certo, star con te io l’ho sempre sognato,
ma le tue labbra sono un tempio da me mai profanato.
Amo tanto i tuoi capelli e il tuo viso e i tuoi occhi,
ma senza i miei non potrei stare ad ammirarti!
Ti prego, non chiamare i miei dubbi sciocchi,
ma sono indeciso se restare sveglio a pensarti,
o dormire con la speranza di sognarti.
Ma tu Maddalena vivi tranquilla!
Anche se non potrai mai ricambiare il mio sentimento,
la sola grazia di amarti mi rende contento;
puoi essere sicura che il mio amore non vacilla!
Non ho paura di amarti ad oltranza,
Dio mi perdoni se ti amo a dismisura!
Ma in amore il troppo non è mai abbastanza.
Sì, Egli è il Creatore e tu la creatura,
ma tu Maddalena sei un miracolo della natura!
Nella poesia puoi intravvedere il problema a cui accennavo, che continuando il racconto sarà più evidente. Poi non la cercai più, se non per inviarle un messaggio di auguri il 24 Dicembre, al quale non rispose:
“Ciao come va? Qui va tutto bene, spero anche lì, e spero tanto che tu stia bene. Volevo farti tanti auguri di buon Natale! Un abbraccio Francesco”.
Il periodo di tristezza persistente
Essenzialmente sono questi gli eventi accaduti dopo il mio ritorno dal Trentino, durante la prima metà del quarto liceo. Ma non servirebbe a molto averteli raccontati, se non ti dicessi come io abbia vissuto quel periodo, fatta eccezione per le due settimane di cui ho già parlato sopra.
In quella dolorosa situazione caddi in una cupa tristezza, che durò all’incirca dall’inizio del quarto liceo, per svanire poi esattamente il 15 Febbraio 2007, quindi proprio a metà del quarto liceo. Come mai c’è una data così precisa, lo scoprirai nel post AFFERRARE LA MANO TESA PER SALVARE – 1) Di chi fidarsi per uscire dalle situazioni più difficili?.
Riporto alcune cose che scrissi in quei tempi per avvalorare ciò che ho detto. Premetto che la tristezza profonda (che può arrivare fino alla patologia medica della depressione maggiore, ma non era il mio caso) spesso ottenebra la mente, tende a distorcere la realtà facendo vedere tutto nero, e produce una confusione in cui anche la comprensione di cose giuste viene poi sopraffatta dal pessimismo. Ricordo ancora che in questa serie di post sull’amore, quando parlo di Dio, esprimo semplicemente la mia fede e testimonio la mia esperienza. In altre future serie di post su Dio – creazione/evoluzione, fede e credibilità del cristianesimo, troverai approfondimenti scientifici, filosofici e teologici più rigorosi.
Cupe pagine di diario
23 Settembre
Ci sono molte persone al mondo che hanno motivi incommensurabilmente più gravi dei miei per soffrire. Ma ciò non toglie che io soffro, e nella mia vita non sono mai stato felice, mai, che mi vogliate credere o no, se non per brevissimi attimi. Sarò un ingrato, sarò un vittimista forse, ma non mi sono mai sentito veramente felice, questa è la verità. Mi sono sentito felice un solo istante, il giorno in cui scoprii di piacere ad una ragazza, il giorno in cui mi sentii amato da qualcuno, il primo e l’ultimo giorno.
Sperando nel futuro e confidando in Dio, posso sperare di essere felice solo in potenza, senza esserlo mai in atto. Dovrei ringraziare Dio ed essere felice, lo so, ma mi sento vuoto e infelice lo stesso, anche se so che Lui mi ama, e riesco al massimo a sperare nella felicità del futuro. Non ho passato e non ho presente, per quanto riguarda la felicità. Gesù, donami la forza e la fede per andare avanti.
E questo è ciò che scrissi (durante un temporale) a proposito della mia prima intenzione di non cercare più Maddalena.
Devo smettere di telefonarti. E il cielo diviene rabbioso come per rappresentare il mio paesaggio interiore: i suoi tuoni colpiscono le mie orecchie con violenza, mentre i lampi dei fulmini si espandono dalle nere nubi, e continua a cadere incessantemente la pioggia, che riempie il suolo intorno a me di larghe e tristi pozzanghere d’acqua grigia, come le lacrime che non possono spegnere l’incendio del mio dolore. E il cielo piange, come il coro delle voci nel mio cuore infranto.
I nostri stati d’animo si rispecchiano nella natura
Il tempo nuvoloso, piovoso e ventoso è ideale per chi versa nella condizione dell’amore non corrisposto o doloroso, in quanto si addice al dolore e alla dolce e amara malinconia che ad esso si accompagna. È per questo che nella splendida poesia di Leopardi Ultimo canto di Saffo la protagonista, che ama senza essere ricambiata, preferisce contemplare paesaggi aspri, duri e minacciosi, e sente lontani da sé quelli soleggiati, armoniosi e pieni di dolcezza. Il tempo sereno e i paesaggi delicati e piacevoli infatti rallegrano chi vive un amore corrisposto e felice, mentre spesso cozzano con la condizione di chi è infelice, che avverte la stridente contrapposizione fra interno ed esterno.
L’uomo sente immediatamente e spontaneamente la consonanza o la dissonanza fra il proprio paesaggio interiore e quello esterno, come quando il tempo sereno si oppone allo stato d’animo malinconico, oppure il cielo nuvoloso stona con quello felice. Gli stati d’animo vengono come potenziati dalle condizioni naturali sentite in armonia con essi, mentre la discordanza genera un senso di squilibrio psicofisico e di fastidio, anche se è pur vero che la vista della bellezza offerta della natura può rasserenare anche un animo triste, come mostrato nel post APRIRSI ALLA BELLEZZA – 2) Amare in silenzio, tristezza e bellezza della natura. Il notturno si addice sia alla malinconia che alla serenità, perché viene percepito come la profonda unità di infiniti stati d’animo. Per questo il notturno è forse lo stato naturale più sublime, il più intimo per il cuore umano.
Nel prossimo post: AMORE NON CORRISPOSTO E MAL D’AMORE – 2) Quando è sbagliato continuare ad amare senza essere corrisposti?
- Quando è sbagliato continuare ad amare senza essere corrisposti? Il mal d’amore e l’uso improprio della volontà di amare (seconda parte)
Vedi l’indice di tutta la serie: AMORE – problemi e consigli
Questi post offrono consigli e riflessioni importanti sui dubbi e problemi in amore, difficilmente trovabili altrove.
Tuttavia, se hai bisogno di aiuto psicologico diretto, ti consiglio di rivolgerti ad un professionista.
Questo sito non è affiliato in nessun modo ad alcun servizio di consulenza psicologica.
Giusto per avere un riferimento, vedi ad es. https://www.unobravo.com/focus/relazioni
