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COSA SI PROVA QUANDO SI È INNAMORATI? (Parte II) Vorresti che fosse felice?

Di CuoreMenteSpirito
Chi si innamora desidera la felicità propria o della persona amata?

 

Il sentimento dell’amore fa desiderare la felicità propria o della persona amata?

 

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La mia esperienza personale

Nel post precedente COSA SI PROVA QUANDO SI È INNAMORATI? (Parte I) Esclusività della persona amata: si può amare più persone contemporaneamente? abbiamo individuato un primo aspetto di ciò che si prova quando si è innamorati: la percezione dell’esclusività della persona amata. Per quanto riguarda il secondo aspetto, come avrai letto nel brano ripotato in quel post, il mio sentimento di amore aveva la caratteristica di rendere più forte di ogni altro desiderio quello della felicità della persona amata. Detto in altre parole, la cosa che desideravo più di ogni altra era la felicità di Maddalena, e ciò malgrado il mio dolore, cosa che prova appunto il fatto che desiderassi la sua felicità più della mia.

La domanda che sorge spontanea a questo punto è: se davvero il sentimento dell’amore spinge ad elevare sopra ogni altra cosa la felicità della persona amata, che ne è della propria felicità? Oppure questa è proprio legata all’amore? Per una risposta più estesa, vedi questi futuri post.

 

La percezione teleologica della priorità della felicità della persona amata

Intanto qui mi preme sottolineare che la percezione teleologica della priorità della felicità della persona amata è una caratteristica essenziale del sentimento dell’amore: esso sollecita a superare i desideri egoistici dettati dall’amor proprio per favorire la realizzazione della felicità dell’altro. Il sentimento dell’amore è necessariamente caratterizzato dall’avvertimento dell’importanza della felicità della persona amata, persino maggiore rispetto alla propria, tanto che anche senza questa percezione non si può parlare di autentico sentimento di amore, ma semmai di amore infantile, desiderio di possesso, voglia di stare insieme a qualcuno o di sentirsi desiderati, che lo si chiami pure come più piace.

 

Per capire se ti sei innamorato/a, chiediti: cosa desideri più di tutto?

Quando la domanda “qual è la cosa che desidero di più?” ha come risposta “la felicità, il bene della persona che amo”, è una delle prove più certe di nutrire un autentico sentimento di amore. Accade, come allora era accaduto a me, che avendo raggiunto il vertice sentimentale dell’amore si abbia la percezione – non parlo ancora di intenzione, decisione o scelta (ne parleremo nella seconda serie) – di questo fatto, cioè che il sentimento di amore fa mettere al primo posto la felicità della persona che si ama.

Insomma si sente dentro questa percezione: desidero più di ogni altra cosa la sua felicità adesso. Si tratta sempre di una sensazione: come tale è al tempo presente (perciò ho specificato “adesso”) e non presuppone che venga realizzata o mantenuta nella realtà, rinunciando all’egoismo per amore dell’altro, il che costituisce tutto un altro problema di cui mi occuperò in dettaglio nella seconda serie di post sull’amore.

Desiderare ardentemente la felicità della persona amata è una delle percezioni teleologiche dell’amore perché rivela qualcosa del fine dell’amore, e nasce proprio per spingere l’amante a tale fine. Infatti tale percezione indica che l’amore è finalizzato a realizzare per prima cosa la felicità, il bene della persona amata (rimando al post della seconda serie CUORE E MENTE POSSONO ANDARE D’ACCORDO? La ragione è in armonia con il sentimento dell’amore? e ad un’altra serie futura il rapporto fra bene e felicità), ovvero che uno degli scopi dell’amore è quello di agire mettendo al primo posto la felicità e il bene della persona amata. Quale sia questo bene da dare alla persona amata, lo scoprirai in particolare nel post della seconda serie LA VERITÀ DELL’AMORE: COSA SIGNIFICA AMARE? – 1) L’amore è un compromesso o un dono? Di che cosa?.

 

Questi sentimenti sono comuni a tutti? Quando si è innamorati si provano sempre o no?

Come risulta da quanto detto sopra e nel post precedente, le percezioni teleologiche sono suscitate spontaneamente dal sentimento dell’amore al suo vertice, e quindi tutti coloro che lo vivono possono sentirle a prescindere da qualunque ragionamento o idea. Queste percezioni infatti, come i concetti logici e filosofici e i princìpi fondamentali che riguardano tutta la realtà (vedi questa futura serie di post), sono comuni per natura a tutti gli uomini, e in questo caso costituiscono una fonte di conoscenza non strettamente intellettuale ma non per questo meno oggettivamente valida e fondamentale per la vita. Abbiamo visto che tali sentimenti sono teleologici nel senso che indicano e spingono alla realizzazione dei fini, degli scopi dell’amore, nella sua autenticità, sebbene non sempre vengano realizzati.

Per chiarire le idee, faccio l’esempio di un’altra percezione universale che può essere definita teleologica, ma non riguardante l’amore: quando si ha fame, si ha una percezione che spinge a mangiare. Quindi la percezione della fame è teleologica perché sollecita a mangiare, e indica qual è lo scopo per cui si ha fame, cioè mangiare. Quando si ha fame, è immediatamente evidente – senza la mediazione del ragionamento – il fine a cui tende tale sensazione. Ma non è detto che questo fine venga realizzato nella realtà, perché ci si può anche tenere la fame senza mangiare. Lo stesso discorso vale per le percezioni teleologiche riguardanti l’amore. Esse spingono alla realizzazione dei fini suggeriti dal sentimento dell’amore, ma non è detto che questi vengano poi effettivamente realizzati.

 

Quanto durano le percezioni teleologiche dell’amore?

Inoltre non sto ancora facendo alcuna considerazione sulla persistenza e la durata di tali percezioni (vedi i post della seconda serie sull’amore NON SONO PIÙ INNAMORATO/A. CHE FARE? – 1) La fine dell’innamoramento,2) Dai problemi sentimentali al problema della scelta: restare con il partner o lasciarlo?), perché è sufficiente che esse si facciano sentire anche solo per un istante per comunicare i loro fini. Di conseguenza potresti sentire per un istante che quella persona è l’unica che ami, e solo per un attimo che la sua felicità è la cosa più importante. L’istante successivo potresti sentire invece di desiderare altre persone o che la tua felicità conta di più.

Questo però non annulla la grande portata delle percezioni teleologiche che hai avvertito anche solo per un momento! Perché se anche se ne vanno come sono venute, il loro contenuto non viene cancellato da sensazioni di altro tipo. Però occorre riconoscerle e accogliere il loro messaggio, senza far finta di non averlo sentito. Naturalmente di fronte a percezioni contrastanti e mutevoli nel tempo bisognerà capire come regolarsi, a quali affidarsi e quali contrastare: lo vedremo nella seconda serie di post sull’amore.

 

La teleologia (finalismo) immanente, non trascendente dell’amore

Preciso infine che la teleologia (finalismo) come metodo che sto impiegando ora non è di tipo trascendente, ossia culminante nel ricondurre il fine ultimo di tutte le cose ad un fine superiore trascendente la realtà terrena, bensì di tipo immanente, cioè i fini che essa individua sono insiti nella realtà terrena, e non richiedono per ora la considerazione di una dimensione trascendente, che dia motivo a sua volta di tali fini. Cioè individuiamo le percezioni che riguardano e spingono all’attuazione dei fini dell’amore umano, senza domandarci per ora a cosa siano finalizzati in modo ultimo quegli stessi fini, cosa che faremo in altri post futuri.

Invece la questione su come si debba agire nella realtà e come reagire ai propri sentimenti e alle percezioni teleologiche, specialmente se in contrasto con altre, è precisamente oggetto della seconda serie di post sull’amore, definibile come “etica dell’amore”, in quanto l’etica si occupa proprio di stabilire come l’uomo deve agire concretamente nella realtà.

 

Completeremo l’analisi del sentimento dell’amore negli altri due post COSA SI PROVA QUANDO SI È INNAMORATI? – 3) “Ti amerò per sempre”?, 4) Desiderio di unione totale: vorresti stare con lui/lei? in cui parleremo delle altre due percezioni teleologiche dell’amore, dopo aver mostrato come l’amore mi ha trasformato dentro e fuori e aver discusso più in generale se sia giusto cambiare per amore o no (vedi il post COME L’AMORE CI TRASFORMA – È giusto cambiare per amore?).

 

Nel prossimo post: COME L’AMORE CI TRASFORMA – La mia esperienza: come l’amore mi ha trasformato dentro e fuori (parte I)
Se preferisci, salta direttamente al post: COSA SI PROVA QUANDO SI È INNAMORATI? (Parte III) “Ti amerò per sempre”?

 

Vedi l’indice di tutta la serie: AMORE – problemi e consigli

 

Questi post offrono consigli e riflessioni importanti sui dubbi e problemi in amore, difficilmente trovabili altrove.
Tuttavia, se hai bisogno di aiuto psicologico diretto, ti consiglio di rivolgerti ad un professionista.

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Giusto per avere un riferimento, vedi ad es. https://www.unobravo.com/focus/relazioni

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