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Perché è necessaria la volontà razionale per amare veramente?
Riassumiamo alcuni punti stabiliti nei post precedenti, per trarne le conclusioni.
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Dal sentimento dell’amore alla volontà razionale di amare
Durante l’innamoramento si percepiscono i fini dell’amore, mediante le sue percezioni teleologiche (priorità della felicità della persona amata, esclusività della persona amata, percezione della perennità dell’amore e desiderio di unione totale). Ma poi quando la fase dell’innamoramento finisce e il sentimento di amore non prevale sempre sui suggerimenti dei sentimenti e dei pensieri negativi, che spingono agli scopi opposti (percezioni anti-teleologiche), ovvero a lasciare il partner, si pone il problema di scegliere se restare con lui o lasciarlo.
Allora non è detto che, per prendere la decisione giusta, si ragioni correttamente per capire cosa comporta veramente l’amore nella relazione di coppia, cioè le cinque modalità che lo caratterizzano (gratuità, generosità, esclusività, perennità e unione totale) dedotte razionalmente ma corrispondenti alle percezioni teleologiche dell’amore, perché la volontà è libera di servirsi o meno della ragione, a seconda che la sua intenzione sia buona o no, che si voglia amare un’altra persona o solo usarla per se stessi. E pure se si è già capito tutto questo, ciò non garantisce la realizzazione di quelle modalità dopo il ragionamento, poiché la volontà ha il libero arbitrio per distogliersi da quella conoscenza e scegliere di non amare.
Solo la volontà, dopo aver ricavato le modalità con cui si deve amare per amare veramente il partner, può compiere la scelta di amare, ora non più un’intenzione generica, ma ben determinata grazie alla ragione. Questo atto della volontà si può perciò definire volontà razionale di amare. La volontà razionale è infatti la volontà che vuole razionalmente, cioè in accordo con la ragione.
Il passaggio psicologico dall’innamoramento all’amore
Nel caso dell’amore per il partner, la volontà razionale di amare consente finalmente di realizzare i fini che erano stati solamente avvertiti attraverso le percezioni teleologiche, e poi ricavati razionalmente (le cinque modalità), applicando concretamente, in tutto e per tutto, il criterio morale corretto: amare l’altro per amore dell’altro.
Il processo psicologico per amare veramente
Il processo della vera scelta di amare è quindi:
- voglio amare, ho intenzione di amare veramente l’altro (scelta libera);
- voglio ragionare sull’amore nella relazione di coppia per metterlo in pratica (scelta libera);
- ragiono e deduco le modalità in cui bisogna amare il partner (deduzione necessaria);
- infine voglio rispettare le cinque condizioni dedotte dalla ragione (scelta libera razionale) e quindi amo davvero.
I corrispondenti atti della volontà e della ragione
La corrispondente successione degli atti della volontà e della ragione è in sintesi la seguente:
- volontà di amare (post COME RISOLVERE LE CRISI, I PROBLEMI SENTIMENTALI E RESTARE INSIEME? L’amore è un sentimento o un atto di volontà?);
- uso della ragione, comandato dalla volontà intenzionata ad amare, per determinare in cosa consiste amare veramente nella relazione di coppia (post LA VERITÀ DELL’AMORE: COSA SIGNIFICA AMARE? – 1) L’amore è un compromesso o un dono? Di che cosa?);
- volontà razionale di amare: la volontà, se sceglie di confermare la scelta di amare specificata dalla ragione, diventa volontà razionale di amare, in grado di attuare, sempre con un atto libero ma ora determinato, ciò è stato appreso mediante la ragione, e quindi amare veramente il partner.
È la volontà di amare che “attiva” o almeno consente l’uso della ragione (si è liberi di ragionare o non ragionare), la quale scopre la verità e i contenuti della morale naturale dell’amore, ovvero quella alla totale portata della ragione e fondata sulla natura della persona umana. Per questo la morale naturale dell’amore viene dedotta mediante un’etica puramente razionale. Ed è ancora la volontà che può scegliere di metterla in pratica.
La volontà sceglie sempre razionalmente o può andare anche contro la ragione?
Sapere cosa è giusto o sbagliato non fa agire necessariamente bene, perché abbiamo la libertà di scelta
Anche dopo aver usato la ragione, la conoscenza della verità, e in particolare della verità morale, ossia di qual è la scelta giusta, che è il bene morale, non determina da sola scelte e atti buoni, anche se predispone ad essi.
Come sostengono sia S. Tommaso d’Aquino che Giovanni Duns Scoto e contrariamente a quanto pensava Socrate, ma come tutti possono verificare, se uno conosce il bene, non per questo necessariamente si comporta bene. Si comporta bene solo se, dopo aver riconosciuto qual è il bene, decide di attuarlo con un atto libero della volontà. Il male morale non è frutto dell’ignoranza, ma della cattiva volontà.
La volontà è “appetito intellettivo”, ma non sempre “appetito razionale”
Dunque la volontà è necessariamente un “appetito intellettivo” (come ammettevano Aristotele, S. Tommaso d’Aquino e Duns Scoto fra gli altri), perché non può agire senza la conoscenza dell’oggetto come bene appetibile fornita dall’intelligenza (che però non la determina all’azione). Ma non è necessariamente un “appetito razionale”, ossia che presuppone il ragionamento e agisce sempre in accordo con la ragione, anche se può e anzi dovrebbe essere razionale, per tendere veramente alla verità e al bene morale individuato dalla ragione fra i molti oggetti conosciuti dall’intelletto.
Ad esempio tramite l’intelligenza sei consapevole che puoi sia lasciare che non lasciare la persona al tuo fianco. Ma solo la ragione, dopo tutti i ragionamenti fatti nei post precedenti, ti assicura che, in assenza di impedimenti all’unione (a cui dedicherò il post COSA PUÒ IMPEDIRE DI VIVERE UNA VERA RELAZIONE DI COPPIA? Quando è giusto lasciare il partner?), la scelta giusta è rimanere con il partner con cui si è impegnati, se vuoi amare veramente in una relazione di coppia. La ragione, se usata propriamente e onestamente, trova necessariamente le verità necessarie come pure quelle contingenti e quindi, in campo morale, il bene, la scelta giusta.
Ma il concorso della ragione è in potere della volontà, che è la causa principale dell’atto volontario, ed è libera di servirsene o di non servirsene come concausa dell’atto volontario stesso, il quale necessita sempre dell’intelletto conoscente, ma non per forza della ragione in senso stretto. Siccome la ragione deduce con necessità la verità anche sul bene morale (vedi il post VOLONTÀ, RAGIONE E SENTIMENTO – 2) Per amare serve anche la ragione?), se la volontà fosse sempre un appetito razionale, vorrebbe razionalmente, e quindi necessariamente e non liberamente il bene, e non vorrebbe mai il male.
Puoi scegliere volontariamente in modo sia conforme sia contrario alla ragione, ad. es. seguendo sempre i sentimenti senza pensarci
Invece la volontà può volere liberamente pure in modo irrazionale, contro la ragione, facendo la scelta sbagliata anziché quella giusta, ad es. seguendo liberamente ma acriticamente sentimenti e abitudini che spingono a credenze erronee e azioni sbagliate.
Certo, per essere retta, ovvero tendente e finalizzata a un vero bene, la volontà deve essere razionale, cioè deve servirsi della ragione per determinare con certezza l’azione materialmente giusta e orientarla al giusto fine, affinché sia buona anche intenzionalmente, e poi deve voler compiere quell’azione che si accorda alla ragione. Solo la volontà razionale può essere certamente retta.
Può capitare che la volontà si diriga di fatto ad una buona azione seguendo immediatamente un sentimento spontaneo che tende di per sé ad un vero bene, pur avendo fatto a meno di indagare razionalmente sulla bontà o cattiveria dell’atto, cioè sulla sua materia (oggetto o contenuto) e sul fine per cui viene compiuto. Ma se il sentimento avesse spinto ad una scelta intenzionalmente o materialmente sbagliata? La volontà, seguendolo indiscriminatamente, avrebbe scelto male, e in tal caso, per scegliere bene, avrebbe dovuto per forza usare la ragione.
Per fare le scelte giuste e amare veramente devi usare la ragione?
Cosa può succedere quando si agisce senza riflettere
- Un paio di esempi di scelte che senza usare la ragione risultano materialmente sbagliate:
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- Se decidi di picchiare una persona (senza alcuna necessità) seguendo immediatamente un sentimento di rabbia che ti spinge a questo, scegli male. Solo ragionando puoi capire che picchiarla senza un valido motivo (come la difesa di sé o di altri) è sbagliato, è un male morale. Così puoi scegliere di non picchiarla, contrastando l’ira che spinge a quell’azione sbagliata.
- Oppure se scegli di lasciare per tua volontà la persona con cui stai, seguendo immediatamente una sensazione che, finito l’innamoramento, ti spinge a credere che sia anche per il suo bene, scegli male. Solo ragionando puoi capire che lasciarla (in assenza di impedimenti all’unione) è sbagliato, non è il suo bene, perché se vuoi amarla, volerle bene, il suo bene è il dono completo di te stesso/a, che implica la perennità. Così puoi decidere di non lasciarla, non seguendo e contrastando il sentimento che spinge a quella scelta sbagliata.
- Un esempio di scelta che senza usare la ragione risulta intenzionalmente sbagliata, cioè fatta con cattiva intenzione, seppure con un contenuto buono: se decidi di restare con il partner solamente per appagare un tuo sentimento e conseguire quindi unicamente il tuo piacere e benessere, scegli male. Solo ragionando puoi orientare la tua scelta, di per sé materialmente giusta, al giusto fine, che è quello di restare per amore dell’altro e non soltanto per altri fini egoistici o di convenienza.
Per prendere le giuste decisioni, anche in amore, occorre voler ragionare e seguire la ragione
Dunque la volontà deve essere razionale per poter fare sempre la scelta riconosciuta come giusta dalla ragione nelle varie situazioni concrete. Perciò la vera scelta di amare, con materia ed intenzione buone, può essere fatta solo tramite la volontà razionale. La scelta fondamentale della morale naturale dell’amore è la scelta fra amare o non amare, che deve essere fatta sia prima che dopo il ragionamento su come è necessario amare: prima per effettuarlo ed orientarsi a tal fine, e poi per metterlo in pratica.
La volontà razionale di amare serve ad evitare di lasciarsi e a mantenere solida la relazione fondandola sul vero amore
Per uscire dal ciclo di “storie” e rotture che si ripete nello stadio estetico chiuso sentimentale positivo, ma non solo per motivazioni egoistiche o di convenienza (i diffusi criteri di scelta già discussi), occorre la volontà razionale di amare. Infatti nello stadio estetico chiuso sentimentale positivo ci si chiude almeno in parte alla volontà e alla ragione. Anche se si usa la volontà, magari per sopportare i momenti negativi della “storia” in vista di quelli positivi, perché convinti che il partner sia “quello giusto” o per non buttare via un rapporto durato a lungo e tutto sommato piacevole, motivazioni che possono crollare da un momento all’altro, lo si fa solo per il benessere sentimentale o materiale complessivo che ciò procura a se stessi, e non certo per l’altra persona.
Quindi non si usa affatto la volontà razionale di amare, che è unicamente quella di attuare tutte le modalità per amare veramente nella relazione di coppia, ricavate dalla ragione: gratuità, generosità, esclusività, perennità e unione totale. Non si può uscire veramente da quello stadio e passare alla fase etica dell’amore senza questa volizione razionale. Come scrive Kierkegaard in Enten-Eller (Aut-Aut) infatti:
“La vera eternità dell’amore, che è la vera moralità, lo libera dunque, di fatto, unicamente uscendo dal sensuale [sentimentale]. Ma per dar luogo a questa vera eternità si esige una volizione”.
Non bisogna già essere maturi e profondi per amare così, ma amare così per diventare maturi e profondi
Solo così si può proseguire nel cammino dell’amore, senza restare fermi nello stadio estetico. Qualcuno potrebbe dire: “Non tutti sono abbastanza maturi e profondi per amare così”, ma i suoi presupposti sono falsi: bisogna voler amare così. Non ci sono qualità innate che determinano il modo di amare di una persona, ma solo la sua volontà. La maturità e la profondità non sono condizioni che si devono avere per poter amare così, ma al contrario proprio quando si vuole amare veramente si diventa più maturi e profondi.
Questi aspetti di una persona non dipendono solamente da fattori esterni e cronologici, come la sua età, che di per sé non garantisce alcuna qualità del suo modo di amare: quanti adulti sono maturi e profondi come un ragazzino? La maturità e la profondità di una persona dipendono dal suo progresso volontario nel cammino dell’amore.
Ora sai che per amare veramente devi amare gratuitamente, generosamente, esclusivamente, perennemente e in unione totale, ma solo tu puoi scegliere di amare o non amare
Se hai capito ciò che hai letto in questo e nei precedenti post, allora sai cosa significa amare veramente: amare gratuitamente, generosamente, esclusivamente, in unione totale e perenne la persona con cui stai. Infatti tutto questo non è frutto di una speculazione astrusa e alla portata di pochi, ma una verità semplice ed evidente, che tutte le persone, dotate di intelligenza e volontà, possono comprendere, nonostante le molte falsità diffuse che tentano di sommergerla. Altrimenti solo pochi potrebbero amare, il che non è vero, perché per iniziare basta un po’ di buona volontà.
Perciò, in realtà, non sarebbe nemmeno servito che te lo dicessi io; ma se eri intenzionato seriamente ad amare veramente, l’avresti presto capito Tu stesso/a, perché è necessario determinare razionalmente che cosa significa amare una persona, per poi mettere in pratica quel proposito. Si può avere intenzione di amare, ma per metterla in pratica e amare veramente è chiaro che bisogna capire cosa significa, e questo è compito della ragione. Non sono io che ti spingo a riconoscere la verità, ma la tua stessa ragione. Basta che ti decidi a usarla onestamente, e vedrai che essa riconfermerà tutto quanto ti ho spiegato.
Comunque, se hai letto e capito, sai già cosa significa amare, e adesso non puoi più ignorarlo, ma solo scegliere liberamente fra amare oppure non amare, e questa è una libera scelta che puoi fare solo Tu, attraverso la volontà razionale di amare.
L’amore va dimostrato attraverso determinate scelte e atti concreti?
Dalla teoria alla pratica dell’amore, grazie alla volontà razionale di amare
Se stai con qualcuno, è il momento di passare dalla teoria alla pratica dell’amore. Hai intenzione di amare veramente l’altro, con o senza sentimenti che ti spingano a farlo, per amore dell’altro? Hai ragionato insieme a me nei precedenti post per conoscere la vera natura dell’amore nella relazione di coppia? Se sì, allora hai la volontà di amare e hai dedotto in che modo è necessario amare in tale contesto, ossia le cinque modalità: gratuità, generosità, esclusività, perennità e unione totale.
Ora vuoi rispettarle concretamente tutte e cinque per amare veramente, senza finzioni né contraddizioni? Per far questo, devi avere la volontà razionale di amare, per poter fare la scelta riconosciuta come giusta dalla ragione nelle varie situazioni. La volontà razionale di amare è infatti quella di attuare tutte le modalità per amare veramente ricavate dalla ragione. Allora tutto questo deve tradursi in atti e scelte concrete. La volontà razionale di amare serve a mettere in pratica l’amore che si è scelto di donare all’altro.
Sei sincero/a quando dici: “Ti amo”? Lo sei se vuoi il bene del partner, e glielo dimostri dandogli il suo bene maggiore: il dono completo di te stesso/a
Amare è infatti adoperarsi per il bene dell’altro donandogli se stessi, fare azioni e scelte concrete e non solo ostentare gentilezza, intenzioni e disposizioni positiveò. Infatti se ti mostri disponibile ad aiutare una persona, ma poi di fatto non la aiuti, la stai forse amando? Come può crederti l’altro quando gli dici che lo ami, senza dimostrarglielo? Queste parole non sarebbero autentiche e veritiere se Tu non le dimostrassi con i fatti: devi dimostrare il tuo amore, affinché le parole coincidano coi fatti, se no non stai amando veramente.
Quando dici: “Io ti amo, io ti voglio bene”, significa che vuoi il suo bene, cioè scegli il suo bene, scegli di dare al tuo partner il suo bene maggiore, che è il dono completo di te stesso/a. Che importanza ha dirlo, se poi non lo dimostri dando questo bene di fatto? Le parole, il sentimento e l’intenzione non bastano, perché l’amore non è solo un ideale: va messo in pratica nella realtà.
Il sonetto qui sotto, che ho scritto per Chiara nei primi tempi, parla proprio di questo (su chi sia, rivedi i post IL TRIONFO DELL’AMORE – 1) C’è speranza di conquistare chi ti piace, ma non sembra interessato/a? Come scegliere con chi mettersi insieme?, – 2) L’amore può nascere dall’amicizia?, – 3) I primi passi (e scritti) del nostro amore).
L’amore ideal-realista
Il cuore ha domato la mente stanca,
che adesso sei tu la sola a riempire,
e come la pioggia fai rifiorire
quest’arida terra a cui l’acqua manca.
E tu mi disseti, nuvola bianca
e pura, che il cielo puoi ricoprire
del mio pensiero. Ma vorrei salire,
come un’aquila che le ali spalanca
spiccando il volo, lassù dove il male
di quaggiù non nuoce, per starti accanto.
Scusa, cercavo il conforto ideale
perché mi manchi; ma a costo del pianto
farti felice nel mondo reale
è il mio vero intento, e non per incanto.
Rendendo concreto l’ideale della felicità della persona amata, ispirato (almeno durante l’innamoramento o ogni tanto) dalla corrispondente percezione teleologica, la volontà razionale di amare cala l’ideale nel reale, mediante l’impegno quotidiano e il sacrificio di se stessi per donarsi completamente e perennemente all’altro, con o senza l’aiuto dei sentimenti. Solo così puoi realizzare l’ideale astratto del sentimento dell’amore e dimostrare l’intenzione di amare portandola a compimento.
Nei prossimi post voglio aiutarti proprio a dimostrare con i fatti il tuo amore, attraverso scelte e atti concreti. E il primo atto della volontà razionale di amare è porre le basi per realizzare l’amore nella sua pienezza. Come fare? Scoprilo nel prossimo post!
Nel prossimo post: PER AMARE VERAMENTE BISOGNA SPOSARSI? Cosa comporta il matrimonio? È possibile scioglierlo?
- Su cosa si basa un vero matrimonio? È necessario per amare pienamente?
- Un matrimonio valido rimane per sempre (anche per i non credenti), o si può sciogliere?
- Il matrimonio civile è un vero matrimonio? Cosa occorre perché un matrimonio sia valido?
- …E se non te la senti di sposarti? Nel matrimonio basta il sentimento o ci vuole qualcos’altro?
- Che differenza c’è tra fidanzamento e matrimonio? Può essere giusto rompere un fidanzamento?
Vedi l’indice di tutta la serie: AMORE – problemi e consigli
Questi post offrono consigli e riflessioni importanti sui dubbi e problemi in amore, difficilmente trovabili altrove.
Tuttavia, se hai bisogno di aiuto psicologico diretto, ti consiglio di rivolgerti ad un professionista.
Questo sito non è affiliato in nessun modo ad alcun servizio di consulenza psicologica.
Giusto per avere un riferimento, vedi ad es. https://www.unobravo.com/focus/relazioni
