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IL TRIONFO DELL’AMORE – 1) C’è speranza di conquistare chi ti piace, ma non sembra interessato/a? Come scegliere con chi mettersi insieme?

Di CuoreMenteSpirito
IL TRIONFO DELL’AMORE – 1) C’è speranza di conquistare chi ti piace, ma non sembra interessato - Come scegliere con chi mettersi insieme

 

Come conquistare chi ti piace? C’è una persona che ti piace, ma non sembra notarti o non è interessata a te? Cosa puoi fare per cercare di fare breccia nel suo cuore? Dopo i post COME L’AMORE CI TRASFORMA – La mia esperienza: come l’amore mi ha trasformato dentro e fuori 1), 2), 3), 4), È giusto cambiare per amore?, sono sicuro che la mia storia ti darà altri ottimi spunti utili, per cui continuo il racconto.

 

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C’è speranza di conquistare chi ti piace, ma non sembra interessato/a?

Nei post AMORE NON CORRISPOSTO E MAL D’AMORE – 1) Quando ha senso continuare ad amare e provarci con una persona che non sembra interessata?, – 2) Quando è sbagliato continuare ad amare senza essere corrisposti?, – 3) Quando è giusto difendere il proprio amore, e quando invece si dovrebbe combattere un amore impossibile? ci eravamo chiesti fin quando è giusto resistere e lottare per amore, e c’è una speranza fondata che la persona che ti piace, ma che non sembra interessata, si accorga di te e cominci ad esserne attratta, cambiando idea.

Per rispondere a tale domanda, come promesso all’inizio del primo post richiamato qui sopra, in questi ultimi della prima serie sull’amore racconterò di una ragazza che ha continuato ad amarmi nonostante tutto, ma per un tempo ragionevole e con una speranza fondata (non come avevo fatto io con un’altra, vedi i post sopra citati), fino a conquistare il mio cuore.

 

La scoperta di piacere da tempo a una ragazza

Nel post AFFERRARE LA MANO TESA PER SALVARE – 1) Di chi fidarsi per uscire dalle situazioni più difficili?, quando ho raccontato dell’incontro con Cristina il 15 Febbraio 2007, ho precisato che stavo parlando con un gruppo di amici. Era il gruppo con cui uscivo di solito, nel quale c’era anche Chiara, l’amica e confidente con cui parlavo spesso via chat su MSN. Ebbene, grazie alle sue reazioni alla vicenda di Cristina e alle conferme del mio amico Adil, scoprii di piacerle da tempo, circa da quattro mesi.

Non mi ero mai accorto di nulla. Mi aveva amato in silenzio per tutto quel tempo, sentendomi continuamente parlare e lamentarmi a proposito di Maddalena? Io non sapevo quanta sofferenza le davo, dicendole certe cose tremende quando cercava di tirarmi su (vedi il post AMORE NON CORRISPOSTO E MAL D’AMORE – 2) Quando è sbagliato continuare ad amare senza essere corrisposti?), come il fatto che non mi potesse capire a pieno, perché non aveva mai vissuto così a lungo un amore non corrisposto… che pugnalate dovevano essere per lei quelle parole, proprio per lei che si teneva dentro i suoi sentimenti per me, sapendo che ero innamorato di un’altra! Ecco allora perché un paio di volte era uscita dalla chat, mentre le scrivevo quelle cose, non potendone più!

Con quel silenzio mi aveva dimostrato un amore altruistico straordinario: aveva deciso di tacere per confortarmi come amica in quel periodo buio, senza darmi il peso dei suoi sentimenti… nessuna, mai nessuna aveva fatto qualcosa del genere per me.

Ma avendolo scoperto proprio quando avevo conosciuto e iniziato ad uscire con Cristina, cosa potevo fare?

 

Ma nel frattempo stavo con un’altra…

Come ho già raccontato, il 23 Febbraio io e Cristina ci mettemmo insieme, perciò mi sentii in dovere di dirlo a Chiara. Domenica 25, essendo molto preoccupato per come l’avrebbe presa, mi misi d’accordo con due amiche sue. Le rivelai la novità via chat e poi feci subito andare da lei le sue amiche affinché le stessero vicino in quel brutto momento. L’unica cosa che Chiara riuscì a dirmi fu:

«Mi spiace ma non ce la farò più a parlare con te. È una cosa mia, non riuscirò a farcela, già lo so».

Ancora non sapeva che io avevo scoperto ciò che provava per me. Ero davvero addolorato per lei. Il prezzo della mia felicità era l’infelicità di una mia carissima amica? Sembrava tutto così ingiusto

 

L’unica ragazza che mi amava veramente: voleva la mia felicità più della sua…

Dopo qualche ora, io, Chiara e le amiche ci incontrammo sotto ai palazzi vicino alla nostra scuola. Lì chiarimmo la situazione: io le dissi che sapevo tutto e mi dispiaceva tantissimo, e lei, pur avendo gli occhi pieni di lacrime, trovò la forza di rispondermi in un modo che non posso dimenticare:

«Ora non devi pensare a me, ma a lei. Dopo tutto ciò che hai sofferto ti meriti la tua felicità».

Se ricordi il discorso a proposito della percezione teleologica della priorità della felicità della persona amata (rivedi il post COSA SI PROVA QUANDO SI È INNAMORATI? (Parte II) Vorresti che fosse felice?), puoi ben capire come questa frase la lasci trasparire in tutta la sua forza. Che amore grande doveva nutrire Chiara per me! Replicai che invece lo sapeva che mi importava di lei, e le chiesi come volesse che mi comportassi. Mi propose di non sentirci per un po’, perché le faceva troppo male. Ovviamente era comprensibile, ed accettai: era il minimo che potessi fare per lei…

 

…ma sperava ancora di poter stare con me (e a me faceva piacere)

Il primo Marzo, il giorno del mio diciottesimo compleanno, fuori dalla scuola vennero gli amici del gruppo a farmi gli auguri e a darmi il regalo da parte loro, anche di Chiara. C’era anche lei, che mi fece gli auguri, prima di scappare. Non sapeva che il giorno prima Cristina mi aveva praticamente lasciato (chiedendomi una “pausa”, rivedi il post precedente AFFERRARE LA MANO TESA PER SALVARE – 2) Quando lasciarsi andare e quando lasciar andare?). Il nostro amico Adil aveva deciso di non farglielo sapere perché, se poi Cristina avesse cambiato idea, Chiara si sarebbe illusa inutilmente.

Iniziammo a riparlarci solo l’8 Marzo. Come altre volte, eravamo andati entrambi a fare volontariato presso la mensa della Caritas (organizzato dalla nostra scuola), e al ritorno Chiara si avvicinò ed esordì chiedendomi scusa: intendeva scusarsi per avermi chiesto di non parlarle per un po’. Lei mi chiedeva scusa?! Ero io a dovermi scusare con lei! Poi le rivelai che Cristina mi aveva praticamente lasciato (mi lasciò definitivamente il giorno dopo, rivedi il post sopra richiamato). Chiara non poté trattenere un euforico: «Ah!», esclamazione per la quale in seguito mi chiese anche scusa. Ma quale scusa, era del tutto comprensibile! Non mi diede affatto fastidio, anche se ovviamente per me non era mica bello essere stato lasciato…

 

L’ultima telefonata con Maddalena, e un un’altra ragazza che voleva conoscermi

Arrivò il 12 Marzo, giorno del compleanno di Maddalena. Dopo lo scambio di messaggi in seguito al suo squillo del 6 Marzo (vedi sempre il post sopra), potevo telefonarle, dato che aveva acconsentito a ricominciare a sentirci ogni tanto. Provai a chiamarla al cellulare, ma era spento. Allora le inviai un SMS: «Ciao! Oggi se non sbaglio di grosso è il tuo diciottesimo compleanno! Maggiorenne anche tu! Prima avevi il cellulare spento, dopo se mi fai uno squillo ti richiamo». Lo squillo me lo fece il giorno dopo, e così le telefonai. La conversazione durò più o meno un quarto d’ora, sempre a proposito del più e del meno, visto che non me la sentii di parlarle di Cristina. La chiacchierata fu tranquilla e piacevole, ma non sapevo bene cosa provavo in quel momento. Qualunque cosa fosse, si era ormai molto affievolito.

Il 22 Marzo, come ogni Giovedì, io e Chiara andammo alla Caritas. Conobbi e feci amicizia con Nicoletta, una ragazza che faceva parte del gruppo di volontari della nostra scuola. Alla fine della giornata, Nicoletta mi riferì che una ragazza di un’altra scuola, anche lei volontaria, mi aveva notato e aveva detto che ero carino, ma non sapeva che fare. Allora Nicoletta le aveva proposto di farsi dare il mio numero, così Nicoletta me lo chiese per comunicarglielo, e io glielo diedi. Chiara, non molto distante, assistette a questa scena. Poi Nicoletta ci fece conoscere. La ragazza si chiamava Giulia.

 

La delicata gelosia di Chiara (che mi faceva piacere)

Al ritorno, sull’autobus, Chiara faceva evidentemente finta di dormire: infatti, una volta scesi, si ricordava perfettamente il contatto di chat che Nicoletta mi aveva dato. Prima di scendere, mi disse di essere giù di umore perché si era sentita inutile alla Caritas. In realtà il motivo era la scena a cui aveva assistito, e infatti aggiunse che non riusciva mai a raggiungere i propri obbiettivi. Alla fine, mentre la accompagnavo a casa, buttò lì:

«Allora, ho visto che hai fatto colpo…».

Quando me ne stavo andando, mi confessò:

«E comunque sono gelosa, devo ammetterlo».

Mi sentii lusingato.

 

Come scegliere con chi mettersi insieme?

Abbiamo già parlato delle quattro caratteristiche distintive del sentimento dell’amore nei precedenti post: COSA SI PROVA QUANDO SI È INNAMORATI? – 1) Esclusività della persona amata: si può amare più persone contemporaneamente?, 2) Vorresti che fosse felice?, 3) “Ti amerò per sempre”?, 4) Desiderio di unione totale: vorresti stare con lui/lei?

Ma se sei in dubbio se ti piacerebbe stare con una determinata persona o no, e non vuoi rischiare di fare stupidaggini né ferire nessuno, ci sono dei sentimenti e delle considerazioni pratiche che possono guidarti nella scelta? Anche in questo caso, penso che alcuni aspetti della mia storia potranno darti qualche spunto utile.

 

Chiesi a Chiara di aspettare

La sera Chiara mi ribadì in chat che le piacevo ancora e non poteva farne a meno. Io le risposi che ero confuso, mi erano successe tante cose molto in fretta e non riuscivo a capire che sentimenti avessi dentro. Lei disse di non sapere se potesse ancora sperare con me, poi precisò che scherzava; ma io la corressi perché quel che diceva non era uno scherzo: le feci capire che avevo bisogno di un po’ di tempo per chiarirmi le idee prima di darle una risposta. Non volevo mica comportarmi come Maddalena: una risposta prima o poi dovevo dargliela.

Chiara mi invitò a prendermi tutto il tempo necessario.

 

L’uscita con Giulia e i suoi amici

In seguito Giulia mi invitò ad uscire insieme a lei e al suo gruppo di amici. Trascorsi una serata piacevole (in amicizia) e scoprii che aveva la mia stessa fede e il medesimo amore per gli altri, quindi non faceva volontariato tanto per fare.

Ma abitava lontano, dall’altra parte di Roma rispetto alla mia. Inoltre io ero già troppo confuso, dopo essere stato lasciato da Cristina, e ora che mi si prospettavano più possibilità di andare avanti nella mia vita, poiché c’erano addirittura più ragazze interessate a me, non sapevo come comportarmi.

 

L’ultima sorpresa: anche l’amica di Cristina si era presa una cotta per me

Come se non bastasse, il 26 Marzo ebbi un’altra sorpresa: Francesca, l’amica di Cristina (vedi i due post precedenti AFFERRARE LA MANO TESA PER SALVARE – 1) Di chi fidarsi per uscire dalle situazioni più difficili?, 2) Quando lasciarsi andare e quando lasciar andare?), mi scrisse un SMS in cui dichiarò i propri sentimenti per me. Mi disse che da quando avevamo iniziato a parlare in chat su MSN, da quando aveva letto le mie poesie per Maddalena (nei post COME L’AMORE CI TRASFORMA – La mia esperienza: come l’amore mi ha trasformato dentro e fuori (parte II), AMORE NON CORRISPOSTO E MAL D’AMORE – 1) Quando ha senso continuare ad amare e provarci con una persona che non sembra interessata?) e da quando ridevamo e scherzavamo insieme a scuola, si era innamorata di me.

Il giorno dopo mi consegnò una lettera che aveva scritto per me. Io, come raccontato in precedenza, di lettere d’amore ne avevo scritte diverse, fin dalle elementari (vedi ad es. i post INNAMORAMENTO – 1) Perché ci innamoriamo di una certa persona? e COME L’AMORE CI TRASFORMA – La mia esperienza: come l’amore mi ha trasformato dentro e fuori (parte II)), ma non ne avevo mai ricevuta una.

 

La prima ragazza che dovetti respingere e la difficile decisione successiva

Purtroppo però a ricreazione fui costretto a respingerla. Si era anche vestita molto carina per me… mi sentivo veramente crudele. Ma che potevo farci, se per me lei era un’amica e non avevo un’attrazione di altro tipo? Non potevo mica prenderla in girodovevo dirglielo subito: la mia esperienza mi aveva insegnato che il silenzio sarebbe stato molto peggio di una risposta chiara, seppure dolorosa. Appena capì la risposta che le stavo dando, scappò via in lacrime.

Si era davvero rovesciato tutto: da cuore spezzato, ero diventato io lo spezza-cuori. Comprendevo nel profondo il dolore di cui ero causa, avendolo conosciuto personalmente, e non riuscivo a darmene pace: mi sentivo tremendamente in colpa. Sentivo per la prima volta l’amore dall’altro lato: quello di chi lo riceve; e nonostante il mio dolore di fronte alla loro sofferenza, ero costretto a rifiutare e a non poter accettare l’amore di due amiche per me. Infatti ero troppo confuso e apparentemente svuotato di ogni sentimento per fare altre scelte, e decisi di dare anche a Chiara la stessa risposta (negativa) che avevo dato a Francesca.

Ma questo si rivelò molto più difficile per me. Ad una festa di compleanno, Adil mi fece notare che, pur sapendo quanto fossi sensibile, mi stavo preoccupando per Chiara molto più del normale, non come mi sarei preoccupato per un’altra amica, come in effetti era già accaduto. Tuttavia, siccome il 2 Aprile dovevamo partire per il viaggio d’istruzione insieme alla classe di Chiara, non volevo che lei si illudesse in quel periodo; così decisi di parlarle due giorni prima, il 31 Marzo.

 

Per fidanzarsi occorre un sentimento abbastanza chiaro, per non giocare coi sentimenti degli altri

Ci recammo insieme al parco vicino casa (Chiara abitava molto vicino a me) e ci sedemmo sulla panchina sotto al salice, la stessa dove mi ero seduto nell’estate 2005, al termine della folle corsa per aver ricevuto finalmente il numero di Maddalena (vedi il post COME L’AMORE CI TRASFORMA – La mia esperienza: come l’amore mi ha trasformato dentro e fuori (parte I)).

La mia intenzione era “dirle di no”, sebbene le volessi molto bene e mi sembrasse dolce e carina, perché reputavo necessario per il fidanzamento un sentimento abbastanza chiaro e distinto, anche per non illudere le persone. Il fidanzamento e il bacio sono cose molto importanti, che toccano profondamente l’anima, perciò non bisogna scherzarci, ma vanno scelte e vissute responsabilmente, non giocando coi sentimenti degli altri.

 

Il “no” a Chiara, contraddetto dai miei gesti…

Di fatto però mi comportai in modo fortemente contraddittorio, cioè fin troppo dolce ed affettuoso: il “no” verbalmente non era netto e convinto, e continuavo ad abbracciarla, accarezzarla e tenerla per mano. Anche quando la riaccompagnai a casa, la tenevo abbracciata e le nostre mani erano intrecciate… non sapevo perché lo facessi, semplicemente mi venne spontaneo. Ci videro anche due conoscenti, e ci chiesero se stessimo insieme, ma gli dicemmo di no.

Così il messaggio che percepì Chiara non fu un “no” definitivo, ma una richiesta di altro tempo, e un ulteriore invito alla speranza. Di speranza in tutto quel periodo Chiara ne aveva nutrita davvero tanta: aveva una forza stupefacente.

 

Il viaggio con la scuola e l’evidenza della mia attrazione per Chiara

Il 2 Aprile partimmo con la scuola per Ferrara e Verona.

 

Sotto un chiaro di luna

La sera di quel giorno io e Chiara restammo a parlare vicino alla piscina dell’albergo, sotto un romantico cielo stellato, rischiarato dalla luna. Parlammo di noi, dei nostri parenti, delle nostre vacanze da bambini…

 

Il catalogo d’arte “Galeotto”

Poi la invitai a guardare insieme in camera mia il catalogo di una mostra sul Simbolismo pittorico che avevo visitato quel giorno con la mia classe. Nella camera eravamo solo io e lei, gli altri miei compagni di stanza non c’erano. Io sfogliavo le pagine, commentando entusiasta i quadri che avevamo osservato, e Chiara si mostrava interessata: anche a lei piaceva l’arte, e mi colpì vederla così vicina alla mia indole. Devo precisare che non l’avevo mai vista da sola, ma sempre nel gruppo di amici, e dato che nelle uscite comuni tendeva a sfogarsi e divertirsi spensieratamente, mi era sembrata un po’ infantile ed esagerata in certi atteggiamenti euforici. Ma in quel momento stavo cominciando a conoscere la vera Chiara, quella più sensibile e matura. Del resto nessuna ragazzina immatura avrebbe potuto nutrire per me un amore tanto grande e generoso.

Spoiler: si potrà dire, ma senza accezione negativa: “Galeotto fu il libro e chi lo scrisse”, come afferma Francesca nel quinto Canto dell’Inferno di Dante Alighieri, riferendosi al passo del Lancillotto in cui Galeotto (Galehault), un siniscalco amico di Lancillotto, intercede presso la Regina Ginevra procurando al Cavaliere il primo colloquio d’amore con lei.

 

L’abbraccio e la chiara sensazione: non indispensabile, ma significativa

Terminato il catalogo della mostra, cercammo qualcosa da vedere in televisione, e siccome Chiara aveva freddo la abbracciai. In quell’istante avvertii una sensazione inconfondibile dentro di me: era un brivido, un fuoco simile a quello provato prima con Cristina. Allora non potevo negarlo: era la prova evidente dell’attrazione che era nata in me per Chiara.

Attenzione: non sto dicendo che solo quando compare tale sensazione si può pensare di provare attrazione o di essersi innamorati (su come può nascere l’attrazione e da cosa dipende, vedi il post APRIRSI ALLA BELLEZZA – 1) Come si fa ad innamorarsi ed evitare delusioni?). Quello descritto è solo uno dei modi, per altro anche soggettivo, in cui l’attrazione può manifestarsi, ma non ne è la condizione essenziale: si può essere attratti e si può essere innamorati anche non avvertendo la stessa sensazione che ho descritto (sulle caratteristiche essenziali e distintive dell’innamoramento, vedi i post COSA SI PROVA QUANDO SI È INNAMORATI? – 1) Esclusività della persona amata: si può amare più persone contemporaneamente?, – 2) Vorresti che fosse felice?, – 3) “Ti amerò per sempre”?, – 4) Desiderio di unione totale: vorresti stare con lui/lei?).

Nel mio caso semplicemente mi aiutò a distinguere i sentimenti che avevo dentro, intorbiditi dalla confusione che stavo vivendo in quel periodo di grandi cambiamenti. Ma subito mi preoccupai per Chiara. Le dissi: «Non è che ti faccio del male se stiamo abbracciati così?» e lei rispose di no, che stava bene, e così rimanemmo teneramente abbracciati per il resto della sera.

 

La decisione di lasciarmi andare nuovamente

Quando la riaccompagnai in camera sua, le dissi che quella notte avrei dovuto ripensare a tutto, ma lei era troppo assonnata per afferrare la frase.

Appena entrai nella stanza dove si erano riuniti tutti i miei compagni di classe, mi fecero un applauso: erano contenti che stesse nascendo qualcosa tra me e Chiara, e uno di loro disse anche che era carina, cosa che rafforzò l’idea che stava crescendo dentro me.

Quella notte, parlando col mio amico Emiliano, presi la mia decisione: scelsi di “buttarmi”, di chiedere a Chiara di mettersi con me.

Com’è andata a finire? Lo scoprirai nel prossimo post.

 

Nel prossimo post: IL TRIONFO DELL’AMORE – 2) L’amore può nascere dall’amicizia?
  • L’inizio della nostra storia d’amore
  • L’amore può nascere dall’amicizia?

 

Vedi l’indice di tutta la serie: AMORE – problemi e consigli

 

Questi post offrono consigli e riflessioni importanti sui dubbi e problemi in amore, difficilmente trovabili altrove.
Tuttavia, se hai bisogno di aiuto psicologico diretto, ti consiglio di rivolgerti ad un professionista.

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Giusto per avere un riferimento, vedi ad es. https://www.unobravo.com/focus/relazioni

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