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Quando si è davvero innamorati, si vorrebbe amare per sempre. Ma è possibile mantenere questo sentimento, o l’amore finisce sempre? Cominciamo a rifletterci in questo post!
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Come capire se si è innamorati? (Parti III-IV)
Nei post COSA SI PROVA QUANDO SI È INNAMORATI? – 1) Esclusività della persona amata: si può amare più persone contemporaneamente?, – 2) Vorresti che fosse felice? avevamo cominciato a vedere come puoi capire se ti sei innamorato/a, o se la ragazza o il ragazzo che ti piace o che frequenti (con cui “esci”) si è innamorato/a di te. Infatti, oltre al piacere di stare insieme, all’affetto e alla tenerezza dei gesti, delle parole e dei modi appunto affettuosi tipici degli innamorati, che però si ritrovano similmente anche in altri sentimenti e relazioni diverse, come ad es. l’amicizia o il rapporto madre/padre – figlio, ci sono altre caratteristiche fondamentali e inconfondibili, più specifiche del sentimento dell’amore, da cui si può capire se si è veramente innamorati o no.
Le percezioni teleologiche dell’amore
In quei post avevo illustrato le prime due, che si possono chiamare percezioni teleologiche dell’amore: si tratta di sensazioni e desidèri che il sentimento di amore vissuto suscita quando raggiunge il suo picco. Le definisco “teleologiche” perché queste percezioni riguardano il fine (in greco télos), lo “scopo” dell’amore, e sollecitano a raggiungere quello stesso fine. Le prime due che abbiamo individuato sono la percezione teleologica dell’esclusività dell’amore e quella della priorità della felicità della persona amata. In questo post scopriremo la percezione teleologica della perennità dell’amore: il desiderio di amare per sempre.
Elementi riconoscibili per introspezione
Anche stavolta, il miglior modo di iniziare a parlarti delle due rimanenti caratteristiche distintive del sentimento ell’amore, è continuare la narrazione della mia esperienza personale. Infatti non si tratta di concetti che avevo studiato da qualche parte o dedotto mediante il ragionamento a priori: sono percezioni scaturite dalla mia stessa esperienza, su cui poi naturalmente ho riflettuto, e che quindi ho ricavato per introspezione. Ma tali sentimenti sono comuni a chiunque si innamori davvero (anche questo l’ho sempre riscontrato per esperienza).
Il motivo più profondo, insito nella natura stessa dell’amore, lo scoprirai nella seconda serie di post, in cui si tratteranno gli aspetti essenziali dell’amore, che in quello vero e proprio devono permanere anche dopo la fase dell’innamoramento: allora vedrai che c’è piena armonia tra gli aspetti fondamentali del sentimento dell’amore e quelli dell’amore in sé e per sé, nonostante alcune importanti differenze che verranno delucidate a suo tempo.
La mia esperienza
L’intenzione di dichiarare il mio amore
Alla fine del terzo liceo, dopo il lungo anno di preparazione e cambiamento interiore ed esteriore (vedi i post precedenti COME L’AMORE CI TRASFORMA – La mia esperienza: come l’amore mi ha trasformato dentro e fuori 1), – 2), – 3), – 4)), ritornai in Trentino per la quinta volta. Era da quattro anni che conoscevo Maddalena. La vacanza sarebbe durata come al solito due settimane, dall’8 al 22 Luglio 2006.
Mi accinsi a partire con animo sereno, con il solo obiettivo di dichiarare i miei sentimenti. Naturalmente avevo da sempre considerato le difficoltà costituite dalla distanza che ci separava, che avrebbe potuto fornire a Maddalena un motivo in più per rifiutarmi o nel migliore dei casi essere un ostacolo problematico. Ma comunque sarebbe andata, sapevo che avrei potuto sopportare un suo eventuale rifiuto, perché avrei intrapreso un’altra via, che mi avrebbe permesso di donare il mio amore a molte persone.
Avevo intenzione di non farle alcuna domanda o richiesta, perché volevo che capisse che prima di tutto il mio amore per lei richiedeva di essere donato, non di essere corrisposto, cosa che per me sarebbe stata bellissima, ma comunque secondaria rispetto alla sua felicità e al fatto che lo sapesse. L’unico timore era quello di metterla in una situazione di disagio nel caso fosse già impegnata con qualcuno, e non volevo assolutamente disturbare la tranquillità della sua vita.
Sondando le acque e ritardi imprevisti
Così confessai alla sorella ciò che avevo intenzione di fare, e le chiesi se secondo lei avrei fatto male, e se Maddalena stesse con qualcuno. Lei mi rispose che le sembrava di no, e che quindi non avrei creato problemi. Perciò, dopo circa una settimana, iniziai a cercare l’occasione per dichiararmi. Ma per un motivo o per un altro non riuscivo mai a trovarla. Accennai a Maddalena che dovevo dirle una cosa “in privato”, ma poiché in quei giorni era sempre occupata nell’area fitness, non c’era mai modo di stare un attimo da soli. Alla fine decisi di inviarle questo messaggio il 15 Luglio, quindi a metà vacanza:
“Ciao, scusa se ti disturbo, siccome domani vengo a pranzo qui all’hotel, mi domandavo se dopo pranzo avessi un momento di tempo, perché volevo parlarti di quella cosa, sempre che tu non abbia da fare… non so, dimmi tu se va bene o un altro momento, come sei comoda tu… mi dispiace scocciarti, ma è importante”.
Un paio di volte che ci eravamo messi d’accordo ci furono degli imprevisti, e lei mi mandò dei messaggi per scusarsi.
Non sapendo come fare, pochi giorni prima della fine della vacanza – purtroppo era tardi, lo so – chiesi a Maddalena, che stava nella zona fitness, se potevo parlarle un attimo. Lei acconsentì e disse che prima doveva sistemare una cosa veloce. Mentre aspettavo con trepidazione che tornasse, il mio cuore batteva a mille, ma ero anche felice perché sentivo che finalmente era giunto il momento tanto atteso.
La mia dichiarazione d’amore e il mio cambiamento per lei
Quando arrivò Maddalena, la condussi ad una panchina accanto a una siepe nel giardino dell’albergo, dove ci sedemmo l’uno accanto all’altra.
Dico subito che francamente non ricordo esattamente ogni cosa che le dissi. Prima mi ero preparato qualche linea guida da seguire, ma non volevo che la mia dichiarazione sembrasse preparata. E poi ero emozionatissimo e mi si seccò la bocca per l’agitazione. Così lasciai parlare abbastanza spontaneamente il mio cuore, con sincerità, e più o meno cercai di esprimere con delicatezza i miei sentimenti.
Le raccontai brevemente come erano nati quattro anni prima e come si erano evoluti, fino a quando avevo capito che era amore… in quel momento questa fu l’unica frase che mi sentii di utilizzare, dichiarandole indirettamente i miei sentimenti per non buttarle brutalmente addosso tutto il loro peso, evitando di dirle esplicitamente “Ti amo”. Aggiunsi che non ce la facevo più a tenermelo dentro, e lei commentò che avevo fatto bene a dirglielo. Le parlai del cambiamento fisico che avevo deciso di compiere e poi la guardai confessandole che l’avevo fatto solo per lei. Rispose che era contenta che in effetti avevo fatto “un bel cambiamento” (parole sue).
Volevo solo che fosse felice
Soprattutto le feci capire che la sua felicità per me contava più di ogni altra cosa, e per questo, come avevo deciso di fare, non le posi alcuna domanda, anzi le dissi che speravo di non averla turbata e di non darle problemi. Pensavo che se le avessi chiesto esplicitamente cose del tipo: “Cosa ne pensi di me? Come mi vedi? Allora pensa a ciò che ti ho detto e poi dammi una risposta”, come tanti avrebbero fatto, le avrei messo pressione, e non volevo togliermi un peso per darlo a lei. Inoltre temevo che avrebbe perso di vista ciò che invece prima di tutto mi premeva comunicare: che l’amavo senza condizioni da tanto tempo e desideravo la sua felicità più della mia.
Le consegnai qualcuno dei miei scritti stampati per convincerla dei miei sentimenti, anche se per dimostrarli purtroppo ci sarebbe voluto ben altro, ne ero consapevole. Parlo del primo pensiero scritto a Reading; di quella sorta di lettera intitolata “Ti amo Maddalena”, con tutti i motivi con cui avevo cercato di spiegare i miei sentimenti; del mio commento nel blog; e della poesia “A Maddalena”, che puoi trovare nel post COME L’AMORE CI TRASFORMA – La mia esperienza: come l’amore mi ha trasformato dentro e fuori (parte II). Le prestai anche il mio lettore mp3 per farle ascoltare la canzone Favola dei Modà, che le volevo dedicare. Infine ci salutammo: lei mi disse sorridente qualcosa del tipo:
«Allora ci vediamo»,
e io: «Sì, certo, ci vediamo».
Come mi sono sentito dopo, e cosa ha risposto lei?
Chi sa cosa avrà pensato… certamente, fra le tante, si sarà chiesta come avessi fatto ad innamorarmi così di lei. In effetti io non la conoscevo molto, e la vedevo solo due settimane l’anno. Ma io sapevo soltanto che quel poco che conoscevo di lei mi bastava per essere innamorato. Del resto ho già sottolineato abbastanza che per provare un sentimento di amore non è così importante quanto si conosca una persona, e che l’origine del sentimento rimane almeno in parte misteriosa.
Subito dopo mi sentii felice e fiero di me stesso: avevo raggiunto l’obiettivo prefissato un anno prima, al quale mi ero preparato così a lungo, e telefonai ai miei amici per far sapere loro che ce l’avevo fatta. Maddalena però non mi disse più nulla in risposta. È vero che io non le posi alcuna domanda, e non lo feci neppure successivamente, anche perché era imbarazzante rivederla come niente fosse nei giorni successivi. Ma onestamente non posso negare che mi sarei aspettato una risposta da parte sua.
Il giorno prima del mio ritorno a casa: una scelta tormentata
Il giorno prima che partissi, Maddalena mi restituì il lettore mp3, e mi chiese se quella sera mi andasse di uscire con lei ed altri amici. Io ci riflettei un attimo… mi sembrava che ormai lei non avesse intenzione di dirmi niente di importante, e pensai che mi sarei ritrovato in una situazione molto imbarazzante, in cui non avrei saputo che dire e che fare, e con persone che magari sapevano chi ero e cosa avevo detto a Maddalena. Così tentennando le risposi che era meglio di no, perché il giorno dopo sarei dovuto partire presto.
Quanto mi pentii dopo di quella scelta! Chi poteva assicurarmi di aver intuito la cosa giusta? Chi sa se Maddalena mi avrebbe detto qualcosa di importante, magari anche il semplice “no”, che avrei preferito mille volte al suo silenzio? L’unico modo per scoprirlo sarebbe stato accettare l’invito! Ma non ne ho avuto il coraggio, e purtroppo non posso tornare indietro, cosicché questo è uno dei tanti dubbi che mi restano.
Il giorno del mio ritorno a casa: una foto e l’ultimo saluto
La mattina della partenza, Maddalena mi inviò il seguente messaggio:
“Tra due minuti sono da basso… dove sei?”
e io: “Sono alla reception”.
Poi lei scese a salutarmi, ed io per la prima volta ebbi il coraggio di chiederle se potessi scattarle una foto. Lei accettò, un po’ titubante a causa del suo aspetto visto che si era appena svegliata, ma io le dissi: «Ma figurati, tu sei sempre bellissima», accendendo il suo sorriso. Le feci un paio di foto, che con mio grande rammarico vennero troppo sfocate. Poi ci salutammo. Lei mi disse:
«Allora ci vediamo l’anno prossimo!»,
ed io: «Sì, sicuramente!».
Così me ne tornai a Roma, e all’inizio del viaggio di ritorno le mandai questo messaggio:
“Mi mancherai tantissimo, ma non ti chiedo di pensare a me, ricordati solo che c’è qualcuno che pensa a te e vive per il tuo sorriso e la tua felicità. Se capitasse che tu ti senta triste non piangere mai! Perché niente e nessuno è così importante da meritare le tue lacrime e toglierti quel bel sorriso che hai. In ogni caso puoi sempre contare su di me in qualunque momento… ti amo da morire!”,
e lei per risposta mi fece uno squillo la sera stessa.
Quando si è innamorati, si vorrebbe amare per sempre? O l’amore finisce sempre?
Un ulteriore salto nei miei sentimenti: il “vero amore”?
Durante quel periodo i miei sentimenti subirono un ulteriore sviluppo. Dopo una lunga riflessione presso la riva del fiume Noce, un torrente che scorre vicino all’hotel, capii una cosa che poi scrissi e ora riporto.
Scrutando nel mio cuore: uno sviluppo inaspettato
Maddalena non è solo la ragazza di cui sono stato e sono attualmente innamorato: è anche colei che desidero continuare ad amare. Già, ci ho pensato, riflettuto e meditato tanto… vorrei che non ci fosse mai nessun’altra persona nella mia vita. Quasi rido all’idea, e questo perché, anche se sono così giovane, come si dice “ho trovato il vero amore”. Pensavo sì che fosse possibile, ma credevo che potesse essere “trovato” solo in età adulta, e che comunque fosse una cosa rara oggigiorno. Invece eccomi qui che l’ho già “trovato”, ma me ne rendo conto solo adesso… com’è possibile, mi si potrebbe chiedere, se sono giovane, “ho una vita davanti” e numerose altre storie da vivere?
Avevo trovato il “vero amore”?
Ne ho parlato con il mio amico Matteo, che ho conosciuto qui. Quando gli ho detto cosa avevo capito, che tuttavia mi sembrava incredibile, mi ha risposto: «Certo Francesco, tu hai raggiunto un tale livello di maturità da poter essere considerato una persona adulta, perciò è possibile che tu possa aver capito adesso di aver “trovato il tuo vero amore”. Non hai bisogno di provare e riprovare a vivere storie con persone diverse, fino a “trovare quella giusta” come la stragrande maggioranza ragiona tuttora. È possibile che tu possa esserti innamorato per sempre di Maddalena».
Allora io penso a chi vive tante storie diverse e magari non capirà mai cosa sia veramente l’amore, e perciò non sarà mai legato per sempre ad una sola persona. Oppure a chi invece, dopo tante storie, alla fine lo capirà. Io allora non apparterrei a nessuna delle due categorie, ma piuttosto a quella di cui fanno parte persone come Francesco Petrarca, che ha amato una sola donna, Laura, per tutta la vita (credo). L’unica differenza è che lui ha, diciamo, “trovato il vero amore” ad un’età maggiore (22 anni).
La sensazione di amare per sempre: arriva solo dopo diverse storie?
Ma davvero conta così tanto il numero degli anni? No, ha ragione Matteo: se provi questo amore a trenta o diciassette anni, cosa cambia? Io ho conosciuto Maddalena quando ne avevo tredici, ma ora che ne ho quasi diciassette e mezzo ho la sensazione che questo amore sarà per sempre, e credo che mai amerò un’altra ragazza. Non contano gli anni, conta il grado di maturità, conta quanto si è adulti, sensibili e consapevoli, e quindi quanto si è pronti ad accogliere il vero amore: solo a quel punto possiamo “trovare il vero amore”; non prima, e non ad una determinata età o dopo “le molte esperienze d’amore vissute”, che è forse l’ottica più diffusa, ma secondo me non sempre e necessariamente corretta, unica e veritiera.
In base a questa considerazione credo di poter ragionevolmente esprimere la mia perplessità sul pensiero della massa, secondo cui vivere molte e diverse esperienze sentimentali è l’unico modo per poter comprendere a poco a poco l’amore e per poter “trovare la persona giusta”. Infatti mi sembrano tre le convinzioni errate in questa visione.
Per comprendere l’amore e trovare la “persona giusta” bisogna avere diverse esperienze?
- Primo, vivere molte e diverse esperienze sentimentali è secondo me paragonabile a cercare di raggiungere un obiettivo (in questo caso “trovare il vero amore”), compiendo diversi errori e correggendoli di volta in volta (cambiando partner), fino a non sbagliare più (trovando la “persona giusta”). Tuttavia, se è vero che spesso sbagliando si impara, è anche vero che non è per forza necessario sbagliare per poter imparare! Imparare non implica necessariamente sbagliare. Ecco perché, come non è impossibile riuscire “al primo tentativo”, così non è impossibile aver “trovato il vero amore” nella prima persona amata.
- Secondo, l’amore non si può comprendere e conoscere meglio man mano che si hanno diverse storie con diversi partner. Anzi io credo che più si tenda a “provare diverse persone”, più ci si allontani di conseguenza dalla comprensione dell’amore, che non è limitato, effimero e non duraturo, non è frattura, disgiunzione e frammentazione, bensì è imperituro, unitario, completo e immutabile nella sua interezza, è qualcosa di perfetto e pertanto non può mutare in qualcosa di “difettoso”.
- Terzo, in base a quale criterio si definisce la “persona giusta”? Giusta perché noi l’abbiamo scelta ponderatamente e abbiamo verificato che ci si può vivere per il resto della vita nel bene e nel male? Ma come si fa a scegliere razionalmente di chi innamorarsi?
Sento che ti amerò per sempre…
Quest’ultima considerazione l’ho già fatta nel post INNAMORAMENTO – 2) È solo questione di chimica? a proposito del riduzionismo etico dell’innamoramento (si può scegliere di chi innamorarsi?). Ma riprenderemo più in dettaglio l’idea della “persona giusta” nel post della seconda serie COME SCEGLIERE SE RIMANERE INSIEME O LASCIARE IL PARTNER? – 2) Esiste la “persona giusta”?. Ecco la conclusione della mia auto-analisi:
Per questo posso legittimamente credere di aver “trovato” adesso il vero amore, e non ho paura di pronunciare la seguente frase, che non ho mai osato pronunciare prima, per saggezza (poiché è un’affermazione pesante e rischiosa, in quanto potrebbe crollare): Maddalena, io sento che ti amerò per sempre, e non amerò mai nessun’altra. Forse solo Dio può spegnere il mio amore per te, ma in quel caso non si accenderà mai più per nessun’altra e rimarrà solo per Lui. Amo solo Dio più di Maddalena, e sento che così sarà per sempre.
Ricordo ancora una volta che in questa serie di post sull’amore, quando parlo di Dio, esprimo semplicemente la mia fede e testimonio la mia esperienza. In altre future serie di post su Dio – creazione/evoluzione, fede e credibilità del cristianesimo, troverai approfondimenti scientifici, filosofici e teologici più rigorosi.
Riflessione e domande sulla mia esperienza: un altro aspetto del sentimento dell’amore
Col senno di poi, è facile rilevare nel testo sopra riportato in corsivo sia riflessioni corrette che esagerazioni, di cui mi resi conto solo dopo, come racconterò nei prossimi post.
Per adesso voglio soffermarmi solo sul sentimento più importante che avevo avuto: la percezione teleologica della perennità dell’amore. L’amore si può dire “perenne” se non finisce finché si vive, ma persiste per tutta la vita. Nel mio caso, come avrai letto sopra, sentivo una “spinta” ad amare Maddalena per sempre.
Ma dovresti porti immediatamente la domanda: si può davvero mantenere vivo il sentimento dell’amore per sempre, o l’amore finisce sempre? Si tratta di una delle domande cruciali oggetto della seconda serie di post sull’amore.
Un’altra domanda legittima può essere: a seconda della situazione, questa “spinta” alla perennità va assecondata e coltivata, o piuttosto combattuta? Qui la precisazione del contesto è essenziale. Infatti, quel che feci io nel mio – sbagliando – lo racconterò nei post successivi AMORE NON CORRISPOSTO E MAL D’AMORE – 1) Quando ha senso continuare ad amare e provarci con una persona che non sembra interessata?, – 2) Quando è sbagliato continuare ad amare senza essere corrisposti?, – 3) Quando è giusto difendere il proprio amore, e quando invece si dovrebbe combattere un amore impossibile?, mentre la risposta relativa ad una situazione opposta potrai trovarla nella seconda serie.
La percezione teleologica della perennità dell’amore
Prendendo ora in considerazione questa percezione teleologica in sé e per sé, prescindendo dal mio caso particolare, ciò che avevo sentito è che il sentimento dell’amore tende spontaneamente alla perennità. Accade, come allora era accaduto a me, che avendo raggiunto il vertice sentimentale dell’amore, si abbia la percezione – come sempre per ora non parlo ancora di intenzione, decisione o scelta (ne parleremo nella seconda serie) – di questo fatto, cioè che il sentimento di amore è tale da spingere chi lo prova a desiderare e a fare in modo che esso duri perennemente nel tempo.
Insomma si sente dentro questa percezione: adesso sento che amerò questa persona per sempre. Si tratta di una sensazione, e come tale è al tempo presente (perciò ho specificato “adesso”): non è una predizione del futuro, né una decisione, ma una spinta, un desiderio di mantenere anche nel futuro un sentimento presente rivolto alla stessa persona.
È una delle percezioni teleologiche perché rivela qualcosa del fine dell’amore, e nasce proprio per sollecitare la persona alla realizzazione di quel fine, ossia la perennità dell’amore. In altre parole, questa percezione indica che l’amore è finalizzato a durare per sempre, ovvero che uno degli scopi dell’amore è quello di amare per sempre la stessa persona.
Naturalmente, se si rileva che il sentimento di amore non si mantiene identico ed inalterato per lungo tempo, allora occorre chiarire cosa significa “amare” la stessa persona per sempre, se sia giusto e come sia possibile farlo – e quindi se abbia senso il matrimonio, anche oggigiorno: questo è proprio uno dei temi principali della seconda serie.
Nel prossimo post: COSA SI PROVA QUANDO SI È INNAMORATI? (Parte IV) Desiderio di unione totale: vorresti stare con lui/lei?
- Perché chi è innamorato desidera unirsi alla persona amata? Solo per il proprio appagamento?
- In sintesi come posso capire se mi sono innamorato/a, o se il ragazzo o la ragazza che mi piace o con cui esco è innamorato/a di me? Quali sono le quattro caratteristiche distintive del sentimento dell’amore?
Vedi l’indice di tutta la serie: AMORE – problemi e consigli
Questi post offrono consigli e riflessioni importanti sui dubbi e problemi in amore, difficilmente trovabili altrove.
Tuttavia, se hai bisogno di aiuto psicologico diretto, ti consiglio di rivolgerti ad un professionista.
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Giusto per avere un riferimento, vedi ad es. https://www.unobravo.com/focus/relazioni
