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Cosa c’entra la ragione con l’amore? I sentimenti e la ragione non sono spesso in contrasto? Non si sente dire spesso che cuore e mente non vanno d’accordo, che il “cuore” (sempre erroneamente inteso) suggerisce una cosa e la “testa” un’altra? In realtà, come avrà capito chi ha letto i precedenti post, il sentimento dell’amore e la ragione, assieme alla volontà, possono trovarsi in armonia e dare il proprio contributo all’amore, ciascuno secondo la propria modalità, il suo ordine e il proprio ruolo.
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Cuore e mente – le caratteristiche distintive dell’amore nella relazione di coppia corrispondono a quelle del sentimento dell’amore?
Le 4 caratteristiche distintive dell’amore nella relazione di coppia
Nel post LA VERITÀ DELL’AMORE: COSA SIGNIFICA AMARE? – 1) L’amore è un compromesso o un dono? Di che cosa? abbiamo individuato finalmente le quattro modalità che caratterizzano il contenuto della scelta di amare il partner:
- esclusività;
- generosità;
- perennità;
- unione totale.
Non ti ricordano qualcosa di cui ho parlato in precedenza, soprattutto nella prima serie di post? Le corrispondenti percezioni teleologiche del sentimento dell’amore! (Vedi i post COSA SI PROVA QUANDO SI È INNAMORATI? – 1) Esclusività della persona amata: si può amare più persone contemporaneamente?, – 2) Vorresti che fosse felice?, – 3) “Ti amerò per sempre”?, – 4) Desiderio di unione totale: vorresti stare con lui/lei?; BREVE SINTESI DELLA PRIMA SERIE DI POST, E PERCHÉ UN’ALTRA SERIE DI POST SULL’AMORE? Il sentimento dell’amore, le difficoltà ad innamorarsi e i problemi successivi).
Rispolveriamole brevemente.
Le 4 percezioni teleologiche del sentimento dell’amore
Durante l’innamoramento, il sentimento di amore matura fino a che si manifestano le percezioni teleologiche, percezioni o sensazioni che il sentimento dell’amore vissuto suscita quando è divenuto abbastanza forte. Le definisco “teleologiche” perché riguardano il fine (in greco télos), lo scopo dell’amore, e spingono a realizzare quello stesso fine. Non sono decisioni, ma sentimenti che stimolano ad andare in una certa direzione. Queste percezioni vengono infatti “ricevute” passivamente, senza sforzo. Le quattro percezioni teleologiche sono:
- l’esclusività della persona amata;
- la percezione della priorità della sua felicità;
- la percezione della perennità dell’amore;
- e il desiderio di unione totale.
Complessivamente esse spingono alla realizzazione di un’unica sintesi vitale: l’amore esclusivo, generoso, perennemente vissuto nella relazione di coppia.
Lasciando un attimo da parte la buona intenzione della scelta di amare il partner (amare l’altro per amore dell’altro: modalità della gratuità, vedi i post PER QUALE MOTIVO DOVRESTI RIMANERE PROPRIO CON QUELLA PERSONA? e LA VERITÀ DELL’AMORE: COSA SIGNIFICA AMARE? – 1) L’amore è un compromesso o un dono? Di che cosa?) e considerando solo la materia o contenuto della scelta, nel post richiamato ora e all’inizio del presente ho dimostrato che si può amare veramente nella relazione di coppia in un solo modo: amando una sola persona, mettendola al primo posto e unendosi totalmente a lei per tutta la vita (di uno dei due, ovviamente).
Cuore e mente in armonia: la ragione conferma che bisogna amare proprio come suggerito dal sentimento: esclusivamente, in unione totale, generosa e perenne
Le percezioni teleologiche si rivelano dunque corrispondenti alle modalità materiali necessarie per amare il partner: esclusività, unione totale, generosità e perennità. Le percezioni sono sentimenti, le modalità invece sono necessità razionali, doveri morali scoperti dalla ragione per poter amare davvero nella relazione di coppia. Questo significa che in amore la ragione (mente) non è per nulla contraria al sentimento dell’amore (cuore) e alle percezioni da esso suscitate, che infatti non sono irrazionali ma semplicemente a-razionali, ossia percepite a prescindere dalla ragione, immediatamente, senza la sua mediazione.
Invece irrazionale, cioè propriamente contro la ragione, può essere considerato il comportamento di chi segue e manifesta senza alcun discrimine ogni sentimento prevalente, specie quelli negativi, ovvero tendenti a fini sbagliati e devianti dalla scelta di amare l’altro. Sentimenti negativi sono ad esempio le percezioni anti-teleologiche, che suggeriscono il contrario delle percezioni teleologiche, o sentimenti che non si dovrebbero seguire (vedi il post NON SONO PIÙ INNAMORATO/A. CHE FARE? – 1) La fine dell’innamoramento è normale).
Cuore e mente – l’amore è solo un sentimento o richiede anche la volontà e la ragione?
Il ruolo diverso dei sentimenti, della volontà e della ragione in amore
Quando si ama davvero, deducendo e adempiendo con la volontà quei doveri morali (le modalità dell’amore nella relazione di coppia), coincidenti con i fini delle percezioni teleologiche (avvertite almeno una volta), il cuore, comprendente sentimentalità, volontà e intelletto, non è lacerato, ma anzi è in perfetta armonia con la mente:
- La sentimentalità o emotività percepisce sentimentalmente (o aveva percepito durante l’innamoramento) i fini dell’amore, ma non è in grado di assicurare e far perdurare nel tempo la loro realizzazione, poiché i sentimenti che li suggeriscono sono caduchi e mutevoli (vedi il post sopra richiamato);
- la ragione, “attivata” dalla volontà intenzionata ad amare (vedi il post COME RISOLVERE LE CRISI, I PROBLEMI SENTIMENTALI E RESTARE INSIEME? L’amore è un sentimento o un atto di volontà?), li deduce razionalmente, riconfermando in modo certo la loro validità oggettiva ed immutabile, che l’inaffidabilità dei sentimenti aveva messo in dubbio, cosicché per due diverse vie, quella sentimentale e quella razionale, si arriva alla stessa perenne verità dell’amore;
- infine la volontà è la facoltà della scelta, che consente la realizzazione continuativa di quei fini nella realtà.
Il passaggio dall’innamoramento all’amore richiede la volontà e la ragione
L’innamoramento e l’amore coinvolgono quindi l’intera persona, tutte le sue facoltà principali: sentimentalità, volontà e ragione. Più precisamente, l’innamoramento, basato sulla nascita e lo sviluppo del sentimento dell’amore, può coinvolgere anche la sola sentimentalità (e la volontà che la asseconda); mentre il passaggio dall’innamoramento all’amore, che è volontario, richiede l’intervento diretto della volontà e della ragione, perché l’amore non può essere fondato sulla sola sentimentalità, data l’instabilità, la debolezza e il conflitto dei sentimenti, incapaci da soli di garantire un amore autentico, solido e duraturo, e con la fine dell’innamoramento finirebbe anche l’amore.
Infatti sappiamo che le percezioni teleologiche sono instabili, non eterne ma fugaci, e si scontrano con le corrispondenti percezioni anti-teleologiche. Ecco perché sentire i fini dell’amore, gli scopi a cui è finalizzato (esclusività; generosità, perennità e unione totale), attraverso le percezioni teleologiche, non garantisce che quei fini vengano poi realizzati, cioè che si ami davvero, poiché quelle sensazioni a volte si sentono, altre volte non si sentono, a volte sono più forti, altre volte più deboli, e si scontrano con le percezioni anti-teleologiche, che spingono ai fini opposti, ovvero a lasciare l’altro o a non amarlo veramente. Per questo è necessaria la collaborazione della volontà e della ragione, se si vuole amare davvero.
Desiderare la felicità dell’altro spinge all’amore generoso e gratuito?
Tra le percezioni teleologiche dell’amore, quella della priorità della felicità della persona amata è “speciale”. Essa spinge non solo a renderla felice di fatto, ma anche ad agire e scegliere per la sua felicità come fine, e non per altri motivi utilitaristici. Quindi spinge a riconoscere la priorità non solo materiale, ma anche intenzionale del bene dell’altro, perciò non corrisponde solo alla modalità della generosità con cui bisogna amare nella relazione di coppia, ma anche a quella della gratuità, perché suggerisce il fine stabilito dalla parte formale, intenzionale del criterio morale per amare davvero: amare l’altro per amore dell’altro (non solo per il proprio tornaconto). Dunque indica non solo una delle modalità con cui bisogna amare in senso materiale, di fatto, ma anche con quale intenzione.
Chi ama desidera la felicità dell’amato/a, e se vuole amarlo/a deve donargli/le il bene maggiore: se stesso/a
Nel post COSA SI PROVA QUANDO SI È INNAMORATI? (Parte II) Vorresti che fosse felice? ho scritto che rimandavo per il momento la riflessione sulla differenza o analogia tra bene e felicità della persona amata. Dal punto di vista dell’amante, la differenza tra la felicità, oggetto della percezione teleologica della priorità della felicità della persona amata, e il bene che le si vuole dare per amarla materialmente, di fatto, stabilito dalle modalità razionali, è la seguente. La sua felicità si desidera col sentimento dell’amore, anche senza che ci sia l’unione effettiva. Infatti, se con l’altro non si può stare (ad esempio se non vuole), si può continuare a desiderare lo stesso la sua felicità, sperando che possa conseguirla comunque, seppure non attraverso se stessi.
Invece se si vuole amare davvero, concretamente, e l’unione è possibile e c’è, si deve donare all’altro il bene maggiore. Questo è volergli bene, per renderlo felice, e nel post LA VERITÀ DELL’AMORE: COSA SIGNIFICA AMARE? – 1) L’amore è un compromesso o un dono? Di che cosa? abbiamo constatato che questo bene coincide con il dono completo di se stessi.
È razionale amare anche dopo la fine dell’innamoramento; è irrazionale seguire i sentimenti contrari
Dunque la ragione (mente) è perfettamente in armonia con il sentimento dell’amore (cuore), perché le cinque modalità da essa dedotte per amare nella relazione di coppia corrispondono ai fini a cui spingono le quattro percezioni teleologiche; mentre è in contrasto con quelle anti-teleologiche e con i sentimenti contrari alla scelta di amare l’altro, che si rivela sbagliato e quindi irrazionale seguire, ovvero contro la ragione, e sono contrari al sentimento dell’amore stesso.
In assenza di impedimenti all’unione (di cui si parlerà nel post COSA PUÒ IMPEDIRE DI VIVERE UNA VERA RELAZIONE DI COPPIA? Quando è giusto lasciare il partner?), è razionale e dunque giusta la scelta della volontà di seguire le percezioni teleologiche, e quella di continuare ad amare dopo la fine dell’innamoramento anche quando non si avvertono, ossia voler amare a prescindere dalla presenza o dall’assenza del sentimento di amore, anche se costa sforzo.
Nel prossimo post: COME ATTUARE LA SCELTA DI AMARE VERAMENTE E MANTENERE SOLIDA LA RELAZIONE? Cos’è la volontà razionale di amare?
- Perché è necessaria la volontà razionale per amare davvero?
- La volontà sceglie sempre razionalmente o può andare anche contro la ragione?
- Per fare le scelta giuste e amare veramente devi usare la ragione?
- L’amore va dimostrato attraverso determinate scelte e atti concreti?
Vedi l’indice di tutta la serie: AMORE – problemi e consigli
Questi post offrono consigli e riflessioni importanti sui dubbi e problemi in amore, difficilmente trovabili altrove.
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Giusto per avere un riferimento, vedi ad es. https://www.unobravo.com/focus/relazioni
