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I ragazzi sono meno sensibili delle ragazze? Il mio cambiamento (parte IV)

Di CuoreMenteSpirito
Ragazzi sono meno sensibili delle ragazze

 

I ragazzi sono meno sensibili delle ragazze?

Questo post completerà il racconto del mio cambiamento interiore ed esteriore, per amore; e permetterà anche a te che leggi di verificare se è proprio sempre vero che i ragazzi sono meno sensibili delle ragazze.

 

Non ti va di leggere o non puoi? Clicca sul tasto sotto per ascoltare la video-lettura su Youtube!

 

Giunse la fine dell’anno scolastico, e il miglior modo per rendere lo stato d’animo e le intenzioni con cui mi preparavo a tornare in Trentino è un commento che lasciai in quel periodo (avevo diciassette anni) in un blog, sotto una poesia scritta dall’autrice alla luce di una sua passata esperienza:

 

Una poesia autobiografica trovata in un blog: spesso i ragazzi sono meno sensibili delle ragazze

 

E tu sei tornato.
Se qualcosa è cambiato, non so, non me ne sono accorta, e nemmeno tu.
Tutto è come prima, tranne che per me,
tranne che nel mio cuore,
dove è tornato il sereno, dopo la tempesta di sentimenti.
Non ti amo più.
Dopo un anno di tormenti e dolori sofferti in silenzio,
dopo un anno di orgoglio ferito e di cenni doverosi col capo,
dopo un anno di accecato amore,
ho assaporato di nuovo la gloriosa sensazione della libertà.
Dai tuoi occhi color del cielo,
dai tuoi capelli color del grano,
dal tuo cuore color dell’amarezza.
Non ti amo più.
E il mio cuore esulta, torna a cantare dopo un anno di angosciato silenzio
in cui tutto ciò che pensavo, tutto ciò che sognavo e tutto ciò che facevo
era per te.
Per te
che non hai mai potuto pensare nemmeno per un istante
a questa piccola, buffa, patetica creatura che ti amava
con tutta se stessa
in silenzio,
senza mai chiederti nulla.
Ma ora qualcosa chiedo: liberarmi di te.
E ce l’ho fatta!
…o è soltanto un’illusione?
No. Non ti amo più.

 

Il mio commento, anch’esso in parte autobiografico

 

In certi casi è meglio evadere dalla “prigione” dell’amore

Penso che tu debba meritare anche i miei complimenti per essere riuscita a liberarti di un sentimento forte come quello dell’amore, che negli animi più sensibili può raggiungere con il tempo profondità incommensurabili ma talvolta dimensioni spropositate, tali da indurre il “malcapitato amante” ad una sensazione di prigionia e sofferenza interiore.

“Quando si è innamorati, basta un niente per essere ridotti alla disperazione o per toccare il cielo con un dito”

Giacomo Casanova

dice Casanova, e forse questa condizione può convincerci di essere prigionieri di qualcosa su cui non possiamo avere controllo, e che ci trascina inesorabilmente verso la più grande disperazione e la lenta agonia se non riusciamo a raggiungere quegli obbiettivi a cui tanto aspiriamo e desideriamo realizzare. Fatte queste considerazioni direi che la tua liberazione dalla sofferenza e la riconquista della libertà sia stata sicuramente positiva, ma personalmente aggiungerei che ogni esperienza di vero e puro amore vada considerata sempre nei suoi aspetti positivi, anche se la cicatrice di dolore che essa ci ha lasciato brucia e permane tuttora.

 

La felicità di amare, anche quando fa soffrire

Dico questo alla luce della mia esperienza personale, poiché da quattro anni sono chiuso nella “prigione dell’amore”, perdutamente innamorato di una ragazza che fino ad ora ho visto quindici giorni all’anno, ma che per tutto questo tempo non ho fatto che amare disperatamente ed incessantemente, non potendo pensare ad altri che a lei. Mai ho osato dichiararle il mio amore a causa della mia estrema insicurezza e del pessimismo che mi ha sempre fatto credere di non avere alcuna speranza con quella ragazza.

Ho più o meno l’età che avevi tu quando scrivesti la poesia che ora sto commentando, ma pur non avendo la presunzione di credere che la mia opinione sia veritiera, vorrei tuttavia sottolineare che conosco molto bene il sentimento che provo, e perciò mi permetto di chiamarlo sentimento di amore a tutti gli effetti e con tutte le implicazioni che questa parola comporta.

“La più grande felicità, dopo quella di amare, è quella di confessare il proprio amore”

André Gide

scrive Gide, e fino ad oggi io non ho mai potuto provare quella felicità. Tuttavia riesco a dare un significato all’affermazione che la più grande felicità è quella di amare, anche nei casi (come, credo, il mio o il tuo) in cui esso ci fa soprattutto soffrire. Io ho anche fatto dei sacrifici per questa ragazza (anche relativi al mio fisico). Ho sofferto, sì è vero, e anche tanto. Soffro molto tuttora perché lei è molto lontana, la vedo e la sento poco e soprattutto non le ho mai confessato il mio amore e quindi logicamente non posso essere corrisposto.

 

Il desiderio della felicità della persona amata, anche se non si può far parte della sua vita

Penso comunque che essere corrisposti non sia la cosa più importante a cui un amore sia unicamente finalizzato (anche se ovviamente è importante), poiché ci sono altre cose più importanti, come il desiderare ardentemente la felicità della persona amata, anche se noi non possiamo far parte della sua vita e non possiamo condividere quella felicità.

Perciò ho deciso di dichiararmi appena la rivedrò, solo per farle capire ciò che provo per lei, senza alcun tipo di richiesta (come hai fatto tu da ciò che ho potuto capire dalla poesia), ma nella speranza che almeno percepisca i miei sentimenti per lei.

 

L’amore ci trasforma nel profondo

Ora dopo questa mia (credo necessaria) spiegazione sul sentimento che provo, ci terrei ad esprimere il mio punto di vista, ben riassunto anche da Cechov, che nei Quaderni scriveva:

“Quel che proviamo quando siamo innamorati è forse la nostra condizione normale. L’amore mostra all’uomo quale dovrebbe essere”.

Anton Čechov

Infatti il mio amore mi ha fatto soffrire, ma mi ha soprattutto fatto maturare e crescere moralmente, facendo sì che portassi completamente alla luce i miei lati migliori e spesso nascosti, fino a farmi diventare la persona che sono adesso, e che senza aver provato quel sentimento forse non avrei mai potuto essere. Per questo cerco di considerare positiva la mia esperienza, per i miglioramenti a cui mi ha portato; in conclusione per avermi portato ad essere la persona che sono adesso.

 

La speranza di potersi dichiarare e di trovare pace

Non sono ancora pervenuto, come te dopo aver scritto quella poesia, alla “riconquista della libertà”, ma spero di poterla raggiungere una volta dichiarato. Dopodiché l’esito della mia storia dipenderà anche dalla scelta di questa ragazza, ma comunque vada, io credo di poter essere contento lo stesso di aver amato, senza rimpianti, e se capirò di dover metterci una pietra sopra, imparerò a trattare questo mio sentimento come un ricordo, il meno amaro possibile magari, anche se, come scrive Catullo,

“Difficile est longum subito deponere amorem” (= È difficile abbandonare di colpo un amore durato a lungo).

Catullo

Un saluto e doverose scuse per il mio commento alquanto lungo, ma spero non noioso e comprensibile.
Complimenti per il blog!!!

Francesco

 

La risposta della blogger al mio commento: lo stereotipo che i ragazzi sono meno sensibili delle ragazze non è sempre vero

Riporto di seguito la sua risposta (i titoli delle sezioni sono miei, per facilitare la lettura).

 

Una risposta meditata, dopo un mese

Vivere per amare… amare per vivere. [frase stupendamente vera!]
Per Francesco.

“Il mio amore non era una nebbia che il sole potesse dissipare, né un’impronta sulla sabbia che le tempeste potessero cancellare. Il suo nome era inciso sul marmo, e come il marmo duraturo.”

Charlotte Bronte

Charlotte Bronte, Jane Eyre

Un mese.

Lo so, Francesco, è passato un mese da quando mi scrivesti un post lungo (ma non poteva essere altrimenti!), ma bellissimo, a cui io non ho risposto subito a causa di impegni personali, ma soprattutto perché non volevo raffazzonare una risposta in fretta e furia, quando era ovvio che tu necessitavi di un dialogo concreto e più profondo.

Ora sono pronta a risponderti.

 

Quando il sentimento di amore è autentico, ci fa maturare

Sarebbe fin troppo semplice dirti che concordo pienamente con tutto ciò che hai scritto. Soprattutto con le splendide citazioni che mi hai regalato. Come te, penso che valga la pena amare per ciò che l’amore ci regala, distillato goccia a goccia, e per ciò che l’amore fa di noi, mutandoci in creature più adulte, più complete, anche se forse un po’ più disincantate. Come te, penso che il segreto dell’amore stia nel “volere la felicità della persona amata”: quando metti ciò sopra qualsiasi altra tua esigenza, allora vuol dire che ami davvero.
Come te, non ho mai conosciuto “la gioia di confessare il mio amore”: quel primo amore lo rincontrai dopo cinque anni, e solo allora ebbi il coraggio di confessargli l’entità del mio sentimento per lui. Pensa che fino allora, lui era stato convinto che la mia fosse una banale “cotta”. Io allora lo guardai dritto negli occhi e gli dissi: “No, non era una cotta. Io ti ho amato, come non sarai mai più amato in tutta la tua vita.”

 

La sorpresa per la mia età e sensibilità

Ciò che mi commuove in ciò che hai scritto, caro Francesco, è la tua età. Tu sei arrivato, così giovane, a tutte le conclusioni cui io sono giunta soltanto recentemente. Da un lato ciò desta la mia tenerezza e solidarietà, soprattutto perché (e qua concedetemi un tocco di perfido femminismo) non ci si aspetta di trovare una simile sensibilità in un maschio della tua età! Dall’altro lato, ciò mi riempie di malinconia… come se tu fossi entrato un po’ troppo precocemente nell’età adulta, col suo carico di responsabilità, disincanti e delusioni. Ma sarebbe riduttivo e ingiusto ridurre l’età adulta soltanto a questo.

 

Il dono dell’amore

Infine, ti dico che fai bene a confessare i tuoi sentimenti a questa ragazza, perché ogni essere umano, almeno una volta nella vita, dovrebbe sentirsi dire una cosa simile, e quale onore se ciò viene donato da un ragazzo come te! Ho usato il verbo “donare”, perché è questo ciò che farai quando confesserai il tuo amore alla tua amata: le farai un dono inestimabile, tanto più prezioso in quanto non si aspetta di essere ricambiato in alcun modo.

Un dono tale, io, non l’ho mai ancora ricevuto, e confesso di invidiarla un po’…

Continua ad amare, Francesco. Perché assieme al dolore, alla delusione, alla frustrazione, arriverà anche qualche scintilla d’infinito. E per quelle, sarà sempre valsa la pena di vivere.

 

Dopo aver esposto la mia personale trasformazione interiore ed esteriore, nel prossimo post ci chiederemo più in generale se sia giusto cambiare per amore, e se sì, in che modo e fino a che punto.

 

Nel prossimo post: COME L’AMORE CI TRASFORMA – È giusto cambiare per amore?
Se preferisci, salta direttamente al post: COSA SI PROVA QUANDO SI È INNAMORATI? (Parte III) “Ti amerò per sempre”?

 

Vedi l’indice di tutta la serie: AMORE – problemi e consigli

 

Questi post offrono consigli e riflessioni importanti sui dubbi e problemi in amore, difficilmente trovabili altrove.
Tuttavia, se hai bisogno di aiuto psicologico diretto, ti consiglio di rivolgerti ad un professionista.

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Giusto per avere un riferimento, vedi ad es. https://www.unobravo.com/focus/relazioni

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