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L’innamoramento è solo la manifestazione umana dell’istinto biologico di riproduzione?
Il riduzionismo biologico interpreta l’innamoramento come la semplice manifestazione dell’istinto sessuale riproduttivo, anche inconscio, che viene frainteso chiamandolo innamoramento quando trova in un individuo di sesso opposto le caratteristiche fisiche (la cui preferenza è in parte conscia e in parte inconscia) che, combinate con quelle dell’amante, risultano le migliori al fine di generare un individuo della stessa specie, che abbia la migliore combinazione possibile di caratteri genetici in grado di farlo sopravvivere alla selezione naturale e di dargli la possibilità di riprodursi a sua volta. In tale ottica l’innamoramento non sarebbe nient’altro che lo sfruttamento mascherato dell’individuo a favore della conservazione della specie, come scrive chiaramente Schopenhauer nella sua Metafisica dell’amore, attribuendo la causa di questa crudele illusione ad una “Volontà” metafisica che avrebbe di mira solo la propria autoconservazione.
L’errore del riduzionismo biologico
Occorre notare come da una semplice teoria scientifica – che proponendosi di spiegare da un particolare punto di vista solo l’aspetto corporeo e materiale delle cose non ha nulla di male in sé – alla sua assolutizzazione ideologica in senso materialistico, il passo è breve, ma indebito.
Infatti l’errore non consiste nel voler proporre una spiegazione scientifica di un fenomeno osservabile e studiabile con gli strumenti e i metodi scientifici, per quanto compete ad essi, ma nell’assunzione che l’essere umano sia costituito semplicemente di materia corporea, e nonostante il suo sviluppo superiore rimanga solamente un animale. Quel che le scienze naturali possono e devono fare è indagare nel loro ambito – quello materiale – scoprire, comprendendo gli aspetti materiali della realtà e proporre teorie. Per il nostro argomento ad es. sono interessanti le ricerche sull’innamoramento svolte dalle neuroscienze, nello specifico neurobiologia, neurofisiologia, psicobiologia. Esse rilevano la correlazione fra gli stati psico-fisici, le sensazioni, le emozioni, e i pensieri ben conosciuti in tale stato, le variazioni fisiologiche nel rilascio degli ormoni: testosterone, estrogeni, neurotrasmettitori – dopamina, serotonina, noradrenalina, ossitocina, vasopressina, endorfine, ecc. – (la cosiddetta “chimica dell’amore”), e la diversa attivazione o inibizione di determinate aree cerebrali[1].
Cosa NON possono dirci le scienze empiriche?
Quel che non si può e non si deve fare è pretendere che indagini scientifiche di questo tipo abbiano accesso a tutta la realtà, in quanto si assume deliberatamente che la realtà sia soltanto quella materiale. Ma il fatto che le scienze naturali studino l’aspetto materiale della realtà non implica logicamente che la realtà sia esclusivamente materiale, ovvero il materialismo, che come quasi tutti gli “-ismi” è un estremismo unilaterale: si tratta di una conclusione scorretta, di una decisione arbitraria priva di necessità logica, ed è su questo tipo di assunzioni indimostrabili che si basano molte ideologie.
Se la realtà sia tutta materiale o esista anche qualcosa di non fisico è un problema che non può essere risolto sbrigativamente, per partito preso, ma richiede indagini scientifico-filosofiche molto articolate e rigorose (occorrerà quindi dedicare altre serie di post alla vasta e complessa questione se esistano anche cose non materiali oltre a quelle materiali: l’intelligenza? La volontà? L’anima umana? – Dio? L’amore? – I princìpi morali?).
L’innamoramento ha a che fare con il corpo e la sessualità, ma si può ridurre tutto ad essi?
Pertanto lo studio della corporeità e degli aspetti biologici e neurofisiologici umani ha la propria validità scientifica e pone in risalto il ruolo del corpo e della sessualità nell’innamoramento, ma da esso non si può dedurre che l’essere umano sia esclusivamente corporeo. Quindi il tentativo di ridurre la spiegazione dell’innamoramento alla sola analisi di fattori fisici, chimici, biologici o comunque attinenti alle varie scienze naturali, non solo si dimostra inevitabilmente incompleto ed insoddisfacente, ma soprattutto logicamente scorretto.
A riprova di quanto l’innamoramento umano trascenda i soli fattori chimici e biologici, basterà seguire i post successivi COSA SI PROVA QUANDO SI È INNAMORATI? – 1) Esclusività della persona amata: si può amare più persone contemporaneamente?, – 2) Vorresti che fosse felice?, – 3) “Ti amerò per sempre”?, – 4) Desiderio di unione totale: vorresti stare con lui/lei?, in cui si vedrà come il sentimento dell’amore susciti le percezioni teleologiche dell’amore (in greco télos = fine, scopo) – desiderio di unione totale, esclusività e priorità della felicità della persona amata, perennità dell’amore – che indicano e spingono a raggiungere dei fini che vanno ben oltre la portata della chimica e della biologia.
L’innamoramento è solo un’emozione utile alla società?
L’interpretazione psicologica e/o sociologica invece considera la persona come costituita, oltre che di corpo, anche di psiche. Tralasciamo alcune tendenze che fanno derivare la psiche direttamente dalla materia corporea, e che dunque finiscono per ricadere nel riduzionismo biologico. Nella psiche si colloca la dimensione dell’affettività umana, di una ricchezza e complessità tali da renderla non completamente assimilabile ai meccanismi corporei o almeno non direttamente trattabile impiegando le sole leggi fisiche, chimiche e biologiche. Secondo tale visione dell’uomo, la spiegazione dell’innamoramento va ricercata soprattutto nella sfera psicologica e sociale, essendo la persona naturalmente spinta alla relazione con gli altri, per il proprio benessere e a beneficio dell’intera società.
Le analisi psicanalitiche e socio-psicologiche offrono una dettagliata ed utile identificazione delle componenti emozionali, inconsce e relazionali dell’innamoramento. È interessante anche l’individuazione di diverse fasi di evoluzione della relazione di coppia dal punto di vista sentimentale, dall’attrazione o infatuazione, all’innamoramento, all’attaccamento (fasi variamente suddivise e denominate)[2]. Ma soprattutto è fondamentale la distinzione fra innamoramento e amore: vedi ad es. i famosi libri Innamoramento e amore di Francesco Alberoni – con la sua teoria dello “stato nascente” – e L’arte di amare di Erich Fromm. Seguirò anch’io in parte tale distinzione, ma nella seconda serie di post vedremo che l’amore è molto più ricco ed esigente del mero sentimento dell’amore, prevalente nella fase dell’innamoramento, e coinvolge anche la volontà, la ragione, l’impegno concreto, come intravisto da Erich Fromm.
L’errore del riduzionismo psicologico o sociologico
Malgrado la loro importanza e verità al loro livello, anche le interpretazioni psicologiche e sociologiche rischiano di diventare unilaterali e riduttive nel momento in cui si pretende che le cause dell’innamoramento siano solo psicologiche e sociali, ovvero integralmente insite nella dimensione affettiva, inconscia e comunitaria della persona (intesa collettivisticamente), e che, poste in essere le dovute cause, l’individuo si innamori meccanicamente, con scarso riguardo per la sua libertà e trascurando l’altissima portata esistenziale e spirituale dell’amore, a cui conduce l’innamoramento.
Qui vale sempre lo stesso discorso sulle pretese di restringere l’origine dell’innamoramento ad un singolo ambito di indagine, assumendo che la sua realtà si dispieghi solamente e totalmente in esso, il che costituisce comunque una forzatura ideologica. Infatti è significativa la constatazione empirica che nessuna analisi psicologica o sociologica, per quanto vasta e profonda, è in grado di giustificare da sola l’innamoramento agli occhi della stessa persona innamorata, perché questa non potrà comunque individuare alcuna necessità psicologica semplicistica e meccanicistica convincente della nascita dei propri sentimenti: per lei questa resterà comunque un misterioso appello alla propria vita, non costringente e con un’origine e un fine ben più grandi di quelli individuabili da tali scienze (vedi l’accenno alle percezioni teleologiche dell’amore nel paragrafo precedente).
Si può scegliere di chi innamorarsi?
Non manca neppure chi sostiene un riduzionismo di tipo etico. La categoria dell’etica qui invocata è quella della scelta: cioè si dovrebbe scegliere la persona di cui innamorarsi. Questa scelta dovrebbe scaturire da un attento calcolo delle caratteristiche della persona, con particolare riguardo all’affinità con le proprie. Solo così sarebbe possibile individuare la cosiddetta “persona giusta”. Chi difende questo modo di vivere in genere lo ritiene anche migliore, più giusto e ragionevole delle concezioni sentimentalistiche, giungendo talvolta a dire che è più importante scegliere la “persona giusta”, anche senza esserne innamorati, piuttosto che prendere incautamente un impegno sulla spinta dell’innamoramento in sé e per sé. Torneremo in seguito sui concetti di “persona giusta”, “anima gemella” e simili (vedi il post COME SCEGLIERE SE RIMANERE INSIEME O LASCIARE IL PARTNER? – 2) Esiste la “persona giusta”?).
Per ora basta rilevare che è evidente come una scelta di questo tipo potrebbe essere effettuata solo attraverso un uso (freddo) della ragione e in base alla riduzione dell’innamoramento alla sola dimensione razionale. Ma, come si può evincere dalle considerazioni fatte nel post precedente INNAMORAMENTO – 1) Perché ci innamoriamo di una certa persona?, questa concezione si confuta immediatamente per il fatto che l’innamoramento spontaneo ha carattere a-razionale, e non può dunque essere scelto tramite uno sforzo puramente razionale. Ciò non vuol dire che la ragione e le sue considerazioni di buon senso ne siano escluse, ma non possono essere esclusive. Infatti, come vedremo nei post successivi APRIRSI ALLA BELLEZZA – 1) Come si fa ad innamorarsi ed evitare delusioni?, – 2) Amare in silenzio, tristezza e bellezza della natura, il fattore più necessario è l’apertura e la disponibilità interiore all’altro, mediante cui l’innamoramento “verrà da sé”.
L’innamoramento è uno scherzo del destino? L’esito di ogni storia è già stato deciso e non possiamo farci niente?
Infine consideriamo le forzature di tipo pseudo-religioso, sebbene occorra sottolineare fin da subito che esse poggiano su una visione distorta della religione stessa. Infatti utilizzo qui l’aggettivo “pseudo-religioso” per connotare una credenza pseudo-mitica e superstiziosa accettata acriticamente, contraria alla dignità umana e in ultima analisi alla religione stessa.
Appartiene a questo gruppo la teoria fatalista, secondo cui unica causa dell’innamoramento sarebbe un destino che senza possibilità di scampo farebbe incontrare ed innamorare una persona di un’altra, e allo stesso modo provocherebbe la rottura di un rapporto e qualsiasi altro esito di esso. L’aspetto più aberrante di una simile concezione, purtroppo molto diffusa in modo serpeggiante, è quello dell’annientamento totale della libertà umana, tolta la quale una persona non potrebbe sottrarsi in alcun modo alle imposizioni felici o tristi del destino.
È Dio che vuole l’inizio e la fine delle nostre storie d’amore?
La situazione è ancora peggiore quando viene postulato che queste imposizioni o il destino stesso sarebbero dovuti ai capricci di una divinità, come ad esempio nel mito di Eros/Cupido grazie alle sue temute frecce. In sostanza sarebbe lo stesso dio a costringerci ad innamorarci in un preciso momento di determinate persone e a decidere se dobbiamo lasciarle o soffrire per esse, senza alcun riguardo per il nostro libero arbitrio (ci sarà una serie di post sulla questione se sia reale oppure un’illusione), le nostre condizioni psicologiche, i nostri desideri, le nostre scelte e persino gli aspetti relativi alla nostra sessualità.
È buono un dio del genere? Può esistere un dio che non sia buono? (Dedicherò una serie di post anche alla questione di Dio). E che senso avrebbe la nostra esistenza se non fossimo liberi di fare alcunché? Perché questo dio ci avrebbe creati e messi in un mondo per comandarci come marionette, dandoci però la libertà di riflettere sulla nostra condizione? (Vedi il post sulla compatibilità o meno fra libero arbitrio umano e “prescienza” divina).
“Un dio così non va frequentato e, se esiste, va eliminato, perché despota, tiranno ingiusto, vampiro sanguinario che succhia la vita”,
esclama con appropriata veemenza il gruppo “Fratello Metallo” nella canzone Dio, in cui l’idea di un dio dittatore viene criticata e contrapposta a quella di Dio-Amore (Vedi questi post sull’argomento). Ecco perché una simile ideologia si rivela contraria all’antropologia (alla natura libera dell’essere umano) e alla religione stessa, i suoi tremendi assunti sono in contraddizione con i dati di queste ultime e conducono al rifiuto di tale visione.
Allora perché ci innamoriamo?
Fin qui ho parlato esclusivamente dell’innamoramento (non dell’amore, tema ancor più grande come si vedrà nella seconda serie di post sull’amore), e più che altro delle varie visioni sbagliate e incomplete di esso. Ma da cosa si riconosca più precisamente l’innamoramento lo vedremo in dettaglio nel corso dei post della prima serie.
Una volta discusse le ideologie unilaterali in modo critico, possiamo per ora concludere che l’innamoramento comprende sì implicazioni sessuali, biologiche, psicologiche, sociologiche, razionali, etiche ed anche religiose, ma sostanzialmente rimane in ogni caso un mistero grandioso e inesauribile (parte del mistero si potrà comprendere soltanto dopo nella vita), e solo chi l’ha vissuto può percepirlo in ogni caso come una meraviglia, in cui la persona di cui ci si innamora viene offerta come un dono per una nuova, inaspettata possibilità di vita proposta alla nostra libertà, che può essere accolta o rifiutata, senza necessarie costrizioni. Successivamente cercherò di approfondire e motivare meglio queste parole.
Cosa ho imparato dal mio primo innamoramento?
Tornando adesso alla mia prima esperienza, posso dirti ciò che ne ho tratto:
- per prima cosa, che al di là di ogni possibile comprensione, resta misterioso (ma non insensato!) il motivo per cui mi sono innamorato così fortemente e precocemente di Claudia. Ecco perché non ho ritenuto indispensabile una sua descrizione.
- Per seconda cosa ho ricavato una prima parziale risposta alla domanda iniziale: “Perché la nostra vita ha necessariamente a che fare con l’amore? Si può evitare il confronto con esso?”. La mia prima esperienza, per quanto dolorosa, mi ha fatto sentire che la vita e l’amore non possono sussistere disgiunti, che prima o poi l’esperienza dell’amore, o quantomeno dei problemi ad esso relativi, si rivela la più centrale ed intensamente significativa nella vita di ciascuna persona. È stato proprio l’avvertimento di questo a determinare la mia infelicità, conseguentemente alla sofferenza per il mio sentimento non corrisposto: avevo avuto il dono di percepire l’amore come l’unica “cosa” essenziale nella mia vita, l’unica “cosa” che contasse davvero, senza cui niente avrebbe avuto senso. In me non attecchivano le belle illusioni della fanciullezza di cui parla Leopardi, perché disilluso dall’amara verità che la vita è inutile, desolata e sprecata senza amore, e non c’era niente che potesse consolarmi, perché non desideravo altro.
Per concludere, una citazione
“Tutto quel che voglio, pensavo, è solamente amore”,
Come canta Antonello Venditti nella bellissima canzone Sotto il segno dei Pesci, mettendo acutamente in luce il desiderio al vertice della sensibilità tipicamente attribuita a chi, come me, è del segno zodiacale dei Pesci, ma che in realtà (lasciamo perdere l’astrologia) è insito in ogni persona (scopri perché questi futuri post).
Per questo non rimpiango il mio passato, per questo non reputo inutile, insensato o ingiusto il dolore di quegli anni, perché è stato attraverso di esso che l’amore mi ha conquistato perdutamente, una volta per tutte, e io sono grato di tutto ciò che mi ha donato.
Nel prossimo post: HAI AVUTO (O TEMI) UNA DELUSIONE IN AMORE? – 1) Forse per il momento è meglio soltanto “divertirsi”?
- Ti sei chiuso in un blocco emotivo impenetrabile?
- Il mio primo blocco psicologico
- Ti sei chiesto/a perché preferisci soltanto divertirti senza innamorarti? Ti farà bene?
Vedi l’indice di tutta la serie: AMORE – problemi e consigli
Questi post offrono consigli e riflessioni importanti sui dubbi e problemi in amore, difficilmente trovabili altrove.
Tuttavia, se hai bisogno di aiuto psicologico diretto, ti consiglio di rivolgerti ad un professionista.
Questo sito non è affiliato in nessun modo ad alcun servizio di consulenza psicologica.
Giusto per avere un riferimento, vedi ad es. https://www.unobravo.com/focus/relazioni
NOTE
- Vedi ad es. D. Marazziti et al., Alteration of the platelet serotonin transporter in romantic love, in “Psycholocical Medicine”, May 1999, vol. 29, issue 3, pp. 741-745; D. Marazziti et al., Decreased lymphocyte dopamine transporter in romantic lovers, in “CNS Spectrums”, Jun 2017, vol. 22, issue 3, pp. 290-294; e per una breve sintesi divulgativa di queste ricerche https://www.ipsico.it/news/chimica-dellamore-cosa-accade-nel-cervello-di-un-innamorato/. ↑
- Vedi https://it.wikipedia.org/wiki/Amore#Psicologia. ↑
