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Il criterio del legame affettivo è sufficiente per scegliere se restare con il partner, amandosi veramente?
Prima di discutere in generale il criterio del legame affettivo per scegliere se restare con il partner o lasciarlo, anche questa volta riporto due miei sogni (che, come potrà intuire chi ha letto la prima serie di post, riflettono fra l’altro alcune mie esperienze passate). Il primo è simile a quello nel post precedente COME SCEGLIERE SE RIMANERE INSIEME O LASCIARE IL PARTNER? – 2) Esiste la “persona giusta”? a proposito delle tentazioni verso altre persone, ma mette più in luce la forza del legame affettivo rispetto alla convinzione di stare con la “persona giusta”.
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Il confronto tra la relazione attuale e le precedenti
Uno strano sogno mostra l’unicità del legame affettivo con il partner
Ho sognato di uscire con Chiara, la quale mi faceva capire che recentemente l’avevo lasciata e stavo con un’altra, una sconosciuta di nome Vanessa (in realtà non conosco personalmente nessuna ragazza con questo nome), neanche molto attraente. Perciò era felicemente sorpresa che fossi uscito di nuovo con lei e l’avessi salutata baciandola. Dicevo a Chiara che era così strano, perché mi sembrava di stare con lei, che stavo bene con lei e Vanessa mi sembrava quasi un’estranea con cui non avevo alcuna confidenza… ricordavo troppo vagamente di essermici messo insieme. Infatti pensavo subito che sul cellulare non avevo salvato il suo nome in maiuscolo, come avevo fatto con Maddalena [su chi sia, rivedi il post APRIRSI ALLA BELLEZZA – 1) Come si fa ad innamorarsi ed evitare delusioni? e seguenti], Cristina e Chiara.
A un certo punto incontravamo proprio Vanessa, e io mi trovavo a disagio perché non sapevo che dirle. Chiara stessa cercava di comportarsi e di farmi comportare in modo sensibile nei suoi confronti, così le chiedevamo dove potessimo andare… tra me e me pensavo che dovevo dirglielo, che io volevo stare con Chiara perché stavo bene con lei, con cui avevo un legame e una confidenza profondi, mentre Vanessa era per me come un’estranea, e non riuscivo a pensare ad altro motivo per cui mi ci fossi messo insieme se non una pazzia scaturita da una momentanea attrazione. Al risveglio ho pensato tutto contento che stavolta anche nei sogni ha vinto Chiara, e siccome oggi è anche la nostra ricorrenza, ne sono doppiamente felice.
A volte le “ex” tornano involontariamente in sogno
Il secondo è un sogno riguardante Cristina [su chi sia, rivedi il post AFFERRARE LA MANO TESA PER SALVARE – 1) Di chi fidarsi per uscire dalle situazioni più difficili?, – 2) Quando lasciarsi andare e quando lasciar andare?], a cui è seguita una mia riflessione generale molto adatta all’argomento da trattare. Riporto in corsivo tutto ciò che scrissi.
Ho sognato Cristina: il suo aspetto e i suoi atteggiamenti avevano qualcosa di quelli di Chiara (come già spiegato in un post precedente, questa commistione di aspetti rappresenta la confusione sentimentale). Mi seguiva e sembrava ancora affezionata a me. Ricordo vagamente di averle chiesto: «Ma con chi è stato il tuo ultimo bacio?», e lei rispondeva: «Con te», come se tempo prima tra di noi ci fosse stato un bacio, cosa che anch’io sembravo ricordare. Ma io ero “andato avanti”, al contrario di lei. Nel rispondere aveva la verecondia e la discrezione di Chiara. Io, commosso dal suo sentimento, che ormai non potevo più ricambiare, provavo una forte compassione, e la abbracciavo piangendo, mentre lei taceva.
La differenza tra la storia con Chiara e i sentimenti passati
Il sogno mi ha riportato con la memoria indietro nel tempo. La mia breve storia con Cristina, essendo la prima, è stata intensissima per le emozioni che ho provato, seppure molto breve. Ho vissuto con lei dei momenti che, purtroppo o per fortuna, non posso dimenticare, perché ho fatto esperienza per la prima volta di meravigliose sensazioni fisiche e psicologiche che non avevo mai provato fino ad allora. (Qui raccontai gli eventi significativi della vicenda assieme alle mie emozioni, ma evito di ripetermi perché ne ho già parlato nei post richiamati sopra). Mai nel mio cuore aveva dimorato un sentimento così fisicamente ardente. Non dico grande, perché non intendo quello: intendo precisamente “scottante”.
Non l’ho provato così per Maddalena, perché il mio sentimento di amore per lei, seppure grande, non l’ho mai vissuto concretamente. Ma penso che se l’avessi fatto, se avessimo condiviso gli stessi gesti affettuosi, allora avrei sperimentato già molto prima una passione così impetuosa. La passione per Cristina si è infiammata così violentemente proprio perché è stata la prima volta che potesse esprimersi realmente e fisicamente.
Così non l’ho provato, almeno nello stesso identico modo, nemmeno per Chiara: primo perché in generale con ogni persona i sentimenti e la loro evoluzione sono diversi, e nello specifico semplicemente perché è entrata successivamente nella mia vita e il mio rapporto con lei ha avuto un inizio ed uno sviluppo decisamente diversi, visto che ero suo amico già da tempo. Non voglio dire che con lei non abbia vissuto emozioni intense quali brividi, batticuori, passione focosa ecc., anzi tutt’altro… ma solamente che quelle per Cristina sono state particolari ed irripetibili, come lo sono state quelle per Maddalena e allo stesso modo quelle per Chiara, come lo è ogni singolo rapporto umano.
Non temere il confronto con gli/le ex del partner
Chiara, quando leggerai queste pagine, potresti provare gelosia nei confronti di Maddalena oppure di Cristina, per il fatto che quest’ultima, essendo stata la mia prima ragazza, ha suscitato in me delle emozioni irripetibili, seppur brevissime. Ma sbaglieresti, perché le emozioni da sole non sono che una pallida ombra, anche se vivida, rispetto al legame che sto costruendo con te! Lei mi ha regalato qualche impetuosa emozione, ed è stata lo strumento di Dio per dare una svolta alla mia vita, giunta sull’orlo dell’abisso. Lei ha fatto da cerniera tra una pagina della mia vita ed un’altra. Ma questa nuova e più significativa pagina sei tu ad averla iniziata!
Il legame affettivo e concreto con Chiara in confronto ai sentimenti irrealizzati del passato
Cristina mi ha dato ben poco in confronto a quello che tu mi hai donato! Te stessa, la felicità duratura, l’amore concreto dimostrato reciprocamente e un motivo per cui vivere e lottare ti sembrano poco? Tu sei la prima ad avermi amato e ad aver sofferto per conquistarmi: nessuno sulla terra mi ha mai fatto un dono così grande, ed io non potrò mai dimenticarlo! E poi tornando alla passione: con Cristina, essendoci stato solo cinque giorni, non ho nemmeno sfiorato l’intimità e la complicità nelle parole, nei gesti e negli sguardi che c’è tra noi…
il legame che ho con te non ha precedenti e non ha paragoni: a Maddalena ho voluto più bene che a me stesso, ma solo potenzialmente, perché non ho potuto dimostrarglielo. Neanche Cristina mi ha dato il tempo e il modo di farlo. Tu sei l’unica che amo volendoti bene più che a me stesso nella realtà, anche se naturalmente posso e devo migliorare sempre più nella pratica (qui devo togliere alcune affermazioni che sarebbe difficile spiegare prima dei post più avanti).
Con nessuna ho costruito una relazione così bella, felice, stabile, intima e duratura come con te. Non ho conosciuto nessuna delle persone che ho amato come noi ci conosciamo profondamente, e con nessuna si è instaurata una tale confidenza e comprensione reciproca. Con te vivo e parlo con una libertà mai raggiunta prima, mi sento me stesso e amato per questo, e nello stesso tempo percepisco il nostro legame come la cosa più cara che ho (anche qui ho dovuto tagliare alcune frasi che potrò riportare solo in un’altra serie di post).
Il rapporto con il partner attuale non va paragonato a quelli passati
Non paragonarti a Maddalena o a Cristina, non sentirti mai inferiore a loro: con Maddalena non ci sono mai stato. Con Cristina ci sono stato solo cinque giorni. Mentre con te sto da un anno e nove mesi [nel tempo in cui scrivevo]. La differenza è abissale: tu sei proprio in un’altra dimensione!
Basta “stare bene” con il partner ed essere affezionati alla relazione per continuare a stare insieme e amare davvero?
Percepire il legame affettivo con il proprio partner può aiutare, ma non è un fondamento solido dell’amore
A causa dell’instabilità dei sentimenti, il legame affettivo non si percepisce sempre con forza ed evidenza
Quelle sopra sono tutte cose vere e bellissime. Ma anche tali motivazioni, come quelle relative al criterio della “persona giusta” (vedi il post COME SCEGLIERE SE RIMANERE INSIEME O LASCIARE IL PARTNER? – 2) Esiste la “persona giusta”?), sono parziali e inessenziali per la prosecuzione di un rapporto, ben lontane dai presupposti incrollabili dell’amore vero. Percepire la forza del legame affettivo instaurato col proprio partner, come l’idea che sia la “persona giusta”, può costituire un buon deterrente nei confronti di tentazioni, voglia di lasciare e nuove attrazioni. Ma purtroppo il legame affettivo non sempre si percepisce con forza ed evidenza. Il perché è chiaro: i sentimenti sono instabili, mutevoli, in contrasto fra loro (rivedi il post NON SONO PIÙ INNAMORATO/A. CHE FARE? – 1) La fine dell’innamoramento è normale).
Nei momenti negativi o di crisi, potresti voler difendere quel legame affettivo, ma…
Ipotizziamo che Tu ti trovi in un momento di crisi o di difficoltà. Capisci che possono esserci momenti negativi oltre a tutti quelli positivi che hai già vissuto con la persona con cui stai o che potrete vivere ancora. Sai che i sentimenti sono mutevoli: prima suggeriscono una scelta e poi, specie nei momenti critici, l’opposta, che magari potrebbe rivelarsi probabilmente peggiore per te.
Perciò hai capito che la tua scelta di rimanere con quella persona non può essere fondata solo su criteri sentimentali, e hai deciso di lottare, di difendere l’unione, perché pensi che lei è una persona speciale, che è quella “giusta” per te (che però non esiste: vedi il post COME SCEGLIERE SE RIMANERE INSIEME O LASCIARE IL PARTNER? – 2) Esiste la “persona giusta”?) e con cui desidereresti condividere la tua vita, o perché il legame affettivo e le affinità con lei sono più importanti di altre tentazioni, e tutto sommato “state bene insieme”.
Ti dici che avete vissuto momenti bellissimi, e superando quelli negativi potrete viverne altri. Non vale la pena buttare via tutto, rischiando di non riuscire ad ottenere la stessa profondità e felicità di rapporto con un’altra persona, visto che magari non hai ancora trovato una persona con cui potresti ragionevolmente immaginare di instaurare un legame affettivo superiore a quello che hai già.
…se speri solo di superare il momento negativo per viverne altri positivi per te stesso/a, c’è un residui di egoismo
Dunque Tu pensi: «Voglio stare con lei», sperando che la crisi o il momento negativo finisca da sé e ritornino quelli positivi che ti rendono felice. Puoi fare transitoriamente uno sforzo di volontà per resistere e avere pazienza nei momenti negativi – di tristezza, discussione, delusione, stanchezza, basso passionale, attrazione per altri, ecc. – dopo aver vissuto quelli positivi, sperando che ce ne saranno altri che compensino i negativi.
Lo fai per proteggere la relazione, che vedi comunque come più importante per te stesso e come fonte di nuove emozioni, una volta terminato il momento critico. È un uso della volontà non radicale, ma temporaneo ed auto-protettivo; non radicalmente altruistico, ma con un residuo di egoismo, nella speranza che poi finiscano tutti i problemi e i conflitti interni, tuoi e dell’altro, che ti fanno soffrire.
Comunque i tuoi problemi sentimentali, dopo la fase dell’innamoramento, non finiranno
Però purtroppo devo deludere le tue aspettative: i tuoi problemi sentimentali e quelli dell’altro non finiranno, perché una volta finito l’innamoramento, i sentimenti resteranno instabili, mutevoli e in conflitto tra loro, a volte li sentirai e a volte no (vedi sempre il post richiamato sopra NON SONO PIÙ INNAMORATO/A. CHE FARE? – 1) La fine dell’innamoramento è normale). Non è un problema di cui ti puoi sbarazzare, ma una situazione da accettare.
Nei futuri post parleremo finalmente di come è possibile scegliere di amare veramente nonostante tutti i problemi sentimentali. In questo e nei precedenti sto solo mostrando come non è possibile farlo. Infatti se cerchi di guardare oltre il momento negativo, fiducioso/a che il futuro ti regalerà altri momenti positivi, se resisterai, le basi su cui fondi la tua scelta sono più forti, è vero, degli incostanti e capricciosi sentimenti del momento (vedi il post sullo spontaneismo DECIDERE SE RIMANERE INSIEME O LASCIARE IL PARTNER SOLTANTO IN BASE AI SENTIMENTI È UN BUON CRITERIO DI SCELTA?). Ma purtroppo queste motivazioni sono ancora fragili e insufficienti per amare davvero.
Se avrai la tentazione di lasciare e metterti con un altro/a, la considerazione del tuo legame affettivo attuale potrebbe non bastarti per proseguirlo
Potresti trovare delle persone, delle occasioni o provare dei sentimenti che ti suggeriranno la concreta possibilità di mandare tutto all’aria e costruirti una nuova “storia” con qualcuno che ti piace di più, ha più affinità con te e con cui vivere un rapporto ugualmente felice o più profondo, sereno, meno difficoltoso. Così penseresti che esistono persone “più giuste” per te di quella che fino a quel momento reputavi la più “giusta”, fino a prova contraria.
E allora a cosa ti appelleresti per mantenere la relazione attuale, una volta avuta la prova contraria? Tutto ti suggerirebbe di lasciare e vivere nuove esperienze, ma se lo farai perderai l’occasione di mantenere un rapporto d’amore solido ed autentico (vedi il post HAI MAI LASCIATO O PENSI DI LASCIARE IL PARTNER SE NON SEI PIÙ INNAMORATO/A? Sarà la scelta migliore?).
Se non lasci solo perché la tua relazione attuale ti fa “stare bene”, lo fai solo per te stesso/a, non per amore dell’altro/a
Potresti anche non trovare mai questa occasione, e non sperimentare mai un simile conflitto, un tale imbarazzo di scelta. Ma pure se rimanessi con il tuo partner solo per questo, su cosa si baserebbe la tua scelta? Forse sul fatto che la trovi la cosa migliore per te: vorresti continuare a stare con quella persona perché il legame, la “storia” con lei ti fa stare bene, la senti importante, ti regala momenti indimenticabili, oltre a quelli negativi, la senti come una relazione che può realizzare la tua vita. Per questo dici: «Voglio stare con lei». Intendi dire che desideri stare con lei nonostante tutte le altre tentazioni, attrazioni e tutti i transitori momenti negativi, perché senti che è la cosa migliore per te, che ti appaga di più, che ti consentirà di vivere altri momenti felici.
Come puoi vedere, in tal caso Tu fondi la tua scelta su te stesso, sulla tua felicità, sulle tue aspirazioni, sulla tua vita, sul tuo bisogno di vivere un legame affettivo e una “storia” d’amore appagante, tutto ciò che vuoi, ma sempre e solo su te stesso. Purtroppo una scelta di restare insieme fondata su se stessi, sul proprio benessere interiore e sulla propria felicità di vita, è sempre fondata sull’amor proprio, anche se più ponderata e meno impulsiva di quella dettata dai soli sentimenti del momento, visto che si basa su una valutazione più globale e non istantanea della relazione stessa e della serenità che complessivamente può darti nonostante i momenti negativi, ma sempre in funzione della propria vita.
E quando non ti fa “stare bene”? Se non ami incondizionatamente il partner, lo sfrutti solo in funzione del tuo benessere
Dunque, se la decisione di non lasciare ha come fine la propria felicità, anche se si intende una felicità complessiva di vita e non momentanea, è comunque una scelta egoistica, dettata in fondo dall’amor proprio. Perciò, dato che non si può amare incondizionatamente l’altro mettendo sotto sotto al primo posto se stessi, non si sta amando davvero l’altro, ma si crede di amarlo, sfruttandolo in realtà in funzione della propria felicità di vita. A prima vista non sembra, ma si sta usando l’altro in modo meno lampante e tuttavia più subdolo dello spontaneismo immediato, non per soddisfare piaceri materiali e momentanei, ma per appagare il proprio bisogno prevalente di una vita nel complesso felice e soddisfacente: si desidera rimanere con l’altro non per renderlo felice a qualunque costo, ma perché si crede che egli possa rendere felici se stessi. Si rimane solo se nel complesso “si sta bene insieme”.
Ma se “non si sta bene” e quando “non si sta più bene” si deve lasciare? È un comportamento comunque egoistico: si ama più se stessi dell’altro, si vuole stare con lui solo se ciò garantisce il proprio benessere. È evidente che stando insieme così non si ama veramente l’altra persona: se la si amasse davvero, si vorrebbe rimanere con lei “nella gioia e nel dolore, nella salute e nella malattia”, anche se non ci si stesse bene sotto alcuni aspetti o in alcuni periodi, e addirittura se non ci si stesse più bene, perché si metterebbe al primo posto l’amore per l’altro e non il proprio benessere a tutti i costi, l’altro e non solo se stessi. Queste sono le esigenze dell’amore: lo scoprirai a poco a poco nei prossimi post.
“Se non sono felice con lui/lei, perché restare insieme?”
In sintesi, con questo criterio di scelta fra restare con il partner o lasciarlo, si cerca di difendere la “storia” per difendere la felicità globale che essa, nonostante certi momenti negativi, procura (ancora) a se stessi. Si difende la relazione per se stessi, non per l’altro.
A parte l’egoismo su cui si basa un tale rapporto, in fondo utilitaristico, le fondamenta su cui è costruito non sono certo solide, poiché può sempre arrivare un momento in cui basta poco per constatare di fatto o avere anche il semplice dubbio di non essere abbastanza felici e appagati con quella persona, o che lo si potrebbe essere di più.
D’altra parte, si potrebbe pensare: perché essere ipocriti con l’altro? Se non può rendermi felice e se io non posso renderlo felice (non essendo più felice con lui), perché restare insieme? Meglio cercare entrambi un’altra “storia” che possa renderci davvero felici e realizzare il nostro bisogno di amare e di essere amati. Allora tutto può crollare in un attimo, come di fatto avviene costantemente nella nostra società.
E una volta iniziata un’altra “storia”, il ciclo può ripetersi anche fino alla fine della vita, senza mai riuscire a costruire una relazione stabile e ad amare davvero (rivedi il post richiamato sopra e quello successivo PERCHÉ MOLTE STORIE FINISCONO E SI CONTINUA AD AVERE PROBLEMI IN AMORE?). Perché se si continua a costruire la propria casa sulla sabbia, ogni volta che le onde del mare la faranno crollare toccherà ricominciare da capo, non togliendo alla radice la causa del proprio costante fallimento: la sabbia, l’amor proprio.
Amare veramente non dipende dall’altro e da quanto fa stare bene, ma dalla volontà di amare l’altro più se stessi
L’aspirazione che ognuno ha all’amore non si realizza, se di fatto si continua a voler amare più se stessi di ogni nuovo partner. Perciò con nessun partner si realizzerà mai, poiché amare davvero non dipende da chi si ama, ma da chi vuole amare.
Nel prossimo post: COME SCEGLIERE SE RIMANERE INSIEME O LASCIARE IL PARTNER? – 4) Tutti gli amori finiscono? Come evitarlo?
- È destino che alcune “storie” finiscano?
- Come uscire dal circolo vizioso della rottura delle relazioni?
Vedi l’indice di tutta la serie: AMORE – problemi e consigli
Questi post offrono consigli e riflessioni importanti sui dubbi e problemi in amore, difficilmente trovabili altrove.
Tuttavia, se hai bisogno di aiuto psicologico diretto, ti consiglio di rivolgerti ad un professionista.
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Giusto per avere un riferimento, vedi ad es. https://www.unobravo.com/focus/relazioni
