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PER QUALE MOTIVO DOVRESTI RIMANERE PROPRIO CON QUELLA PERSONA?

Di CuoreMenteSpirito
Rimanere insieme o lasciare il partner? Per amore dell'altro o di se stessi?

 

I motivi più diffusi per scegliere se restare insieme o lasciarsi non vanno bene?

 

I criteri di scelta più comuni non sono un fondamento solido dell’amore

Nel post COME SI FA A RESTARE INSIEME AMANDOSI VERAMENTE? – 1) Bastano le motivazioni più comuni e i sentimenti, o serve un altro criterio di scelta? abbiamo assodato che i criteri più comuni per scegliere se restare insieme o lasciare il partner – lo spontaneismo, la morale esteriore, l’idea della “persona giusta” e il criterio del legame affettivo – basati sui sentimenti spontanei, su motivi egoistici o comunque esterni all’amore, non consentono di amare veramente e non costituiscono un fondamento solido della relazione d’amore.

 

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Per scegliere se lasciare il partner o rimanere con lui per amore, bisogna decidere indipendentemente dai sentimenti, dall’egoismo e dalla propria convenienza

Dunque è evidente che il nuovo criterio per scegliere se lasciare il partner o rimanere con lui, ma amandolo davvero, deve essere indipendente dai sentimenti, dall’egoismo e dalla propria convenienza, cioè dai fattori esterni all’amore. Deve quindi trattarsi di un criterio insito nell’amore, nella sua vera essenza. Riflettiamo allora sulla differenza tra innamoramento e amore.

 

Nell’innamoramento è tutto più facile…

Come già detto nei post precedenti (in particolare NON SONO PIÙ INNAMORATO/A. CHE FARE? – 1) La fine dell’innamoramento è normale, 2) Dai problemi sentimentali al problema della scelta: restare con il partner o lasciarlo?), durante l’innamoramento il sentimento dell’amore è più forte e stabile dei sentimenti contrari. Perciò, siccome si prova appagamento nel seguire il sentimento più forte, in quel periodo viene facile restare con l’altro, poiché coincide con amare se stessi.

 

Il problema della scelta giusta dopo la fase di innamoramento: per amore di sé o dell’altro?

Ma quando questa fase finisce (oppure all’inizio della relazione: vedi il post QUALI DUBBI E PROBLEMI SENTIMENTALI PUOI AVERE ALL’INIZIO DI UNA RELAZIONE DI COPPIA? COME AFFRONTARLI?), il sentimento di amore non è così forte e stabile come al suo culmine, e non ti viene costantemente spontaneo restare anziché lasciare, specialmente nei momenti in cui i dubbi e le tentazioni sono più forti e la situazione è più difficile, soprattutto se provi attrazione per un’altra persona o addirittura te ne sei innamorato.

Quando l’innamoramento è finito, cominci ad avvertire, anche solo per un attimo, che il sentimento di amore si è affievolito, non è più ininterrottamente presente ma a volte non lo percepisci, senti prevalere la voglia di nuove emozioni e sentimenti o non ti senti abbastanza felice e sentimentalmente motivato o motivata a restare con il tuo fidanzato, compagno o marito oppure fidanzata, compagna o moglie. A quel punto ti trovi ad un bivio:

  • o per amore dell’altro rinunci ad assecondare sempre e comunque i tuoi sentimenti, che ora sono mutevoli e talvolta ti suggeriscono di lasciare;
  • oppure scegli per amore di te stesso/a o per altri motivi comunque esterni all’amore per l’altro, adottando uno (o più) dei criteri già trattati.

 

Lo spontaneismo, la paura di infrangere le convenzioni sociali, il criterio della “persona giusta” e del legame affettivo non fanno amare l’altro ma se stessi

Riassumendo quanto detto nei post DECIDERE SE RIMANERE INSIEME O LASCIARE IL PARTNER SOLTANTO IN BASE AI SENTIMENTI È UN BUON CRITERIO DI SCELTA? e COME SCEGLIERE SE RIMANERE INSIEME O LASCIARE IL PARTNER? – 1) Per continuare ad amare bastano le convenzioni morali e sociali?,2) Esiste la “persona giusta”?,3) Basta “stare bene insieme”?, 4) Tutti gli amori finiscono? Come evitarlo?:

  • Se scegli secondo lo spontaneismo fai ciò che ti viene più spontaneo, e segui il sentimento prevalente nel momento in cui scegli, per non opporti faticosamente a ciò che senti e al tuo desiderio di felicità. Quindi lo fai per te stesso/a, poiché non intendi mantenere un rapporto senza sentirti abbastanza spinto sentimentalmente in tale direzione o non vuoi rinunciare alla tua voglia di emozioni e sentimenti sempre forti ed entusiasmanti.
  • Se resti con il partner per il rispetto esteriore della morale tradizionale e delle convenzioni sociali, che subisci come regole esteriori che non conviene infrangere, allora lo fai comunque per motivi che non hanno niente a che fare con l’amore per l’altro.
  • Con il criterio della “persona giusta”, resti con l’altro solo se ti sembra appunto la “persona giusta” (anche se non esiste), quella che ti sembra più “adatta” a te e ti fa stare meglio.
  • Analogamente, con il criterio del legame affettivo ci resti insieme se ti senti affezionato alla “storia” e accetti di sopportare i momenti sentimentalmente negativi in vista di quelli sentimentalmente positivi, se compensano i negativi. Perciò in tutti i casi, anche se non lasci, lo fai per te stesso/a e il tuo benessere.

 

A cosa portano i modi di fare più diffusi

Dunque questi quattro criteri di scelta (e simili) possono condurre solo a due cose prima o poi: a lasciare l’altro; oppure a restarci (non so per quanto) per ragioni egoistiche o esterne all’amore. Quindi in ogni caso portano a non amare realmente.

 

Quale deve essere il motivo per rimanere insieme? Per amor proprio o per amore dell’altro?

 

L’amore autentico è donare gratuitamente, incondizionatamente

Allora qual è il criterio per non lasciare ma restare insieme, però non solo per amore di se stessi o per ragioni inessenziali? Cioè come si fa ad amare davvero? Ormai è chiaro, non resta che un modo: amare l’altro e basta, incondizionatamente. Non solo quando viene più spontaneo farlo; perché ci sono i figli o convenzioni sociali da non infrangere; perché si crede che sia la “persona giusta”; oppure perché si è affezionati alla “storia” (magari durata anni), al legame affettivo e per vivere i suoi “momenti positivi” che compensano quelli “negativi”; ma per amore dell’altro, per amarlo, sempre e comunque.

Ecco un’importante differenza tra innamoramento e falso amore da un lato, e vero amore dall’altro: l’amore autentico è donare liberamente, gratuitamente e in modo incondizionato, senza costrizione e a prescindere dai propri sentimenti e dal proprio tornaconto. Solo amando così potrai scegliere, oltre che di restare anziché lasciare, di restare con l’altro puramente per amore dell’altro, e non solo per motivi diversi: questo è infatti l’amore puro, perché depurato da ogni egoismo, palese o sotterraneo, e da qualsiasi motivo inessenziale. Un amore del tutto gratuito e incondizionato, senza se e senza ma, che supera le mutevoli voglie dell’amor proprio e non tiene conto di ciò che riceve in cambio. Quando gli altri motivi crollano, l’amore per l’altro rimane.

 

Restare con l’altro solo quando fa stare bene è strumentalizzare l’altro per i propri bisogni emotivi

Infatti restare con l’altro solo se ciò procura sentimenti piacevoli e fa stare bene, è sempre una forma di do ut des (dal latino: “io do affinché tu dia”). Non nel senso che si sta con l’altro per ottenere un contraccambio materiale, ma qualcosa di meno visibile, anche se non meno reale, perché si sta con lui per ricevere le emozioni piacevoli suscitate in se stessi dall’altro. Se invece ami gratuitamente, allora lo fai a prescindere dalla reazione emotiva che provoca in te, perché vuoi dare amore non solo al fine di ricevere appagamento emotivo e sentimentale, ma per donarlo all’altro.

Se scegli secondo il nuovo criterio, mettendo senza condizioni al primo posto l’altro, raggiungi una tranquillità e una stabilità che mai potranno darti i soli sentimenti o altri criteri, poiché, rinunciando a sottostare ad ogni emozione e impulso spontaneo, non ne sei più dipendente, e puoi smettere di stare a soppesare con angoscia i tuoi sentimenti, perché compi una scelta puramente per amore dell’altro, a prescindere dai sentimenti, che potranno pure essere forti o meno forti, presenti o assenti, spingendo verso una o l’altra direzione, ma non potranno impedirti di amarlo, sia nei momenti in cui te la senti di più, sia in quelli nei quali te la senti di meno.

 

La scelta di amare l’altro per amore dell’altro non cambia quando l’altro cambia o quando cambiano i propri sentimenti, ma resta inalterata

Non contano più nemmeno le caratteristiche dell’altra persona, né le affinità e le differenze con le proprie, perché le si dona amore senza tener conto di ciò che di lei piace o non piace, dei suoi meriti e dei suoi errori. Anzi meno lo merita, più l’amore è grande e vero.

Per questo nel post COME SCEGLIERE SE RIMANERE INSIEME O LASCIARE IL PARTNER? – 2) Esiste la “persona giusta”?, ho scritto che se uno è interiormente disposto ad amare l’altro sul serio, ama l’altro sapendo che è altro da se stesso, e allora non c’è somiglianza o differenza, merito o sbaglio che rafforzi o sminuisca la sua scelta interiore di amare, che non ha bisogno di alcun incentivo esterno. E ho anche scritto che si può rendere perenne l’amore rendendo indipendente dal divenire la propria scelta di amare: proprio grazie al nuovo criterio, la scelta di amare l’altro per amore dell’altro non ha motivo di venire meno, non cambia quando l’altro cambia o quando cambiano i propri sentimenti o la propria personalità, ma resta inalterata.

Perciò ci si dovrebbe sposare non quando si trova la “persona giusta”, che non si può trovare perché non esiste, ma quando si ha finalmente la volontà di prendere una decisione radicale: quella di amare la persona al proprio fianco per tutta la vita, e questa allora sarà la donna o l’uomo “della propria vita”, non perché la si abbia fortunatamente o fatalmente trovata, ma perché si è scelto di donare a lei il proprio amore.

 

Dovresti rimanere proprio con la persona con cui stai ora, o no?

 

Il tuo partner è la prima persona che dovresti amare, non usare finché ti sta bene

Eppure, se stai già con qualcuno, può sorgere in te il dubbio: perché proprio lui o lei? Eccettuato il caso in cui con questa persona non puoi o non dovresti stare per ragioni impedienti (se non vuole o muore o altro che vedremo nel post COSA PUÒ IMPEDIRE DI VIVERE UNA VERA RELAZIONE DI COPPIA?), perché ti sei innamorato proprio di questa persona, e con lei hai scelto di stare, prendendoti un impegno.

Dunque è proprio lei la prima persona che sei chiamato ad amare, non a usare finché ti sta bene, poiché come te è un soggetto umano da rispettare e trattare come fine, non un oggetto da utilizzare, come stabilito da una nota formulazione dell’imperativo categorico di Kant, principio centrale della sua filosofia morale:

“Agisci in modo da trattare l’umanità, sia nella tua persona sia in quella di ogni altro, sempre anche come fine e mai semplicemente come mezzo”[1].

Immanuel Kant

 

Chi ama, non lascia; chi lascia, non ama

L’innamoramento ti ha spinto spontaneamente a metterti con quella persona. Ma quando finisce, è il momento di decidere liberamente se amarla davvero, donandole fino in fondo il tuo amore, oppure amare più te stesso/a.

Se Tu decidi di lasciarla, perché è ciò che “ti senti di fare”, che ti viene più spontaneo (spontaneismo), allora vuoi amare più te stesso/a, non un’altra persona, perché se volessi amare un’altra persona, e non solo te stesso/a, non lasceresti proprio quella che sei chiamato ad amare per prima. Chi ama, non lascia; chi lascia, non ama (poiché se amasse, non lascerebbe).

 

La scelta fra amore ed egoismo

Se invece decidi di non lasciarla, ma solo finché il tuo sentimento prevalente ti spinge a restare (spontaneismo); o solo perché non ti conviene infrangere le convenzioni sociali e le sicurezze legate alla tua situazione (criterio della morale esteriore); o credi che questa sia la “persona giusta” per te; oppure per vivere i momenti positivi della “storia”, nonostante quelli negativi, perché tutto sommato “stai bene” con l’altro (criterio del legame affettivo), allora lo fai solo per te stesso/a e il tuo benessere, non per amore dell’altro.

Insomma, c’è una sola scelta che puoi fare: restare per amore dell’altro, oppure amare solo te stesso/a. Amore o egoismo? Fa la tua scelta. Ogni volta che ti rifiuti di proseguire la relazione, oppure cerchi di continuarla solo per uno dei diffusi quattro criteri utilitaristici, perdi la possibilità di amare veramente, di passare dall’innamoramento all’amore.

Se stai con qualcuno (in assenza di impedimenti), non sprecare la preziosa occasione che hai, proprio ora. Comincia subito ad amare con il nuovo criterio, puramente per amore dell’altro!Carpe diem”, per dirla con Orazio, e anche “Quod petis, hic est (= Ciò che cerchi è qui)”: l’amore non devi cercarlo fuori di te e in altre persone, puoi trovarlo ora e verso la persona con cui stai, ma solo se Tu lo vuoi, perché non dipende da lei, bensì da te. Solo Tu puoi decidere di amarla, anziché utilizzarla.

 

Per amare veramente è necessario lo sforzo di mettere l’altro al primo posto

Certamente per amare in questo modo sono necessari sforzo e sacrificio, perché non viene spontaneo andare contro se stessi e i propri sentimenti e desideri, quando non sostengono tale scelta. Per farlo bisogna amare l’altro più di se stessi.

Ma non si potrebbe amare l’altro come se stessi? Sì, ma (come si chiarirà in questo post di un’altra serie futura) il vero amore per se stessi, che cerca la propria realizzazione più piena nell’amore, deve passare prima attraverso il vero amore per l’altro. Infatti come ci si può sacrificare per l’amato, se lo si ama come se stessi? È necessario amare l’altro più di se stessi per poter compiere il sacrificio della rinuncia alla propria voglia di piacere e felicità immediata, di emozioni e sentimenti sempre appaganti e stimolanti, cioè per sacrificare l’amor proprio per amore dell’altro.

Quando scegli se sacrificarti o meno, scegli se amare più l’altro o più te stesso/a, e quando sei a un bivio non c’è una via di mezzo: aut-aut (= o questo o quello). O scegli di amare più l’altro, mettendolo al primo posto, o scegli di amare più te stesso/a, mettendo al primo posto te stesso/a.

 

Il sacrificio per amore: dalla fase sentimentale alla fase etica dell’amore

Il sacrificio però è per un fine ben preciso e non per altri motivi. Infatti è addirittura possibile sacrificarsi per odio: in un film ad esempio ho visto un personaggio rompersi da solo un braccio per incolpare un’altra persona della presunta violenza con cui l’aveva aggredito (e cose del genere accadono pure nella realtà). Il sacrificio solamente fine a se stesso poi sarebbe puro masochismo. Solo quello fatto per amore è via d’amore. Il sacrificio deve essere fatto per amore dell’altro, altrimenti è disumano. Il mio carissimo amico Jacopo ha usato un’espressione molto bella ed efficace per esprimere questo concetto: non è importante quanto ci si sacrifica, ma quanto si ama.

Scegliere liberamente di sacrificarsi per amore dell’altro, di amarlo a qualunque costo, con o senza l’aiuto o l’opposizione dei sentimenti e di altri incentivi, è l’unico modo per passare dalla fase estetica (sentimentale: dal greco aisthētikós = ‘che concerne la sensazione’, derivato di ‘sentire, percepire’), a quella etica dell’amore, dall’innamoramento all’amore, non cadendo nello stadio estetico chiuso sentimentale positivo o uscendo finalmente da esso (rileggi il post HAI MAI LASCIATO O PENSI DI LASCIARE IL PARTNER SE NON SEI PIÙ INNAMORATO/A? Sarà la scelta migliore?).

Il cammino dell’amore è simile a quello verso la cima di una montagna: se non si sale mai, si è certamente fuori strada. Naturalmente, se si vuole salire, è necessario accettare il dolore della rinuncia e della fatica che la salita comporta. Per questo

“Non si vive nell’amore senza dolore”[2].

 

Il vero e il falso amore

Se non vuoi andare oltre l’innamoramento e l’aspetto meramente sentimentale dell’amore, non troverai l’amore, bensì un suo falso surrogato, che gli somiglia solo in apparenza, come un cristallo luccicante assomiglia a un diamante, ma in realtà è ben diverso e di tutt’altro valore: questa è la spiegazione del titolo della mia seguente poesia.

 

Il diamante ed il cristallo

L’amore sentimentale
non si può chiamare tale:
perniciosa confusione
con la infima passione,
forte e labile attrazione
contingente nell’unione;
sola, sa solo condurre
ad un altro da sedurre,
possedere e abbandonare,
da dover “dimenticare”
quando “non si sta più bene”,
perché più non si sopporta
e dell’altro poco importa:
si è incrinata e più non tiene
stretta e avvinta la coppietta
che, come Romeo e Giulietta,
non capisce che l’amore
nasce proprio dal dolore,
è della tua vita il dono
il cui massimo è il per-dono.

 

È molto più facile accontentarsi di un cristallo per il suo ingannevole luccichio, piuttosto che rinunciare alle smanie dei sentimenti per trovare un vero diamante. Ma se la corrente scorre in quella direzione, Tu non lasciarti trasportare. Il vero diamante è in cima alla montagna, alla sorgente.

“Se vuoi trovare la sorgente, devi proseguire in su, controcorrente”[3].

S. Giovanni Paolo II

È meglio andare controcorrente, se la corrente conduce verso un precipizio.

 

Il principio fondamentale dell’etica dell’amore: amare l’altro per amore dell’altro

Dunque abbiamo finalmente trovato il criterio morale per poter rimanere insieme, amando davvero: amare l’altro per amore dell’altro. Esso costituisce il principio fondamentale dell’etica dell’amore. Tuttavia non è qualcosa che può essere imposto, ma solo proposto e accolto liberamente.

C’è una scelta fondamentale che ognuno deve fare: quella tra amor proprio e amore dell’altro, egoismo e amore. Se ami più te stesso/a non puoi amare l’altro, perché per amarlo incondizionatamente devi rinunciare all’amore incondizionato verso te stesso/a.

Cosa scegli, l’amore o l’egoismo? Solo Tu puoi fare questo passo decisivo. E come puoi compierlo? Grazie a quella facoltà umana potenzialmente capace di vincere l’egoismo a cui possono spingere i sentimenti, quella forza per cui esiste il libero arbitrio: la volontà (vedi il post COME SI FA A RESTARE INSIEME AMANDOSI VERAMENTE? – 2) Bastano i sentimenti o c’è bisogno della volontà?). Solo con la volontà puoi applicare il nuovo criterio di scelta, e cominciare ad amare davvero.

 

Nel prossimo post: COME RISOLVERE LE CRISI, I PROBLEMI SENTIMENTALI E RESTARE INSIEME? L’amore è un sentimento o un atto di volontà?
  • Perché e come agisce la volontà di amare? È diversa dai sentimenti?
  • In quali modi puoi usare la volontà di amare?
  • L’amore è un sentimento o un atto di volontà, una decisione?

 

Vedi l’indice di tutta la serie: AMORE – problemi e consigli

 

Questi post offrono consigli e riflessioni importanti sui dubbi e problemi in amore, difficilmente trovabili altrove.
Tuttavia, se hai bisogno di aiuto psicologico diretto, ti consiglio di rivolgerti ad un professionista.

Questo sito non è affiliato in nessun modo ad alcun servizio di consulenza psicologica.
Giusto per avere un riferimento, vedi ad es. https://www.unobravo.com/focus/relazioni

 

NOTE
  1. Fondazione della metafisica dei costumi, in Scritti morali, trad. di P. Chiodi, UTET, 1995, p. 88.
  2. Imitazione di Cristo, libro III, cap. 3.
  3. Trittico romano – Meditazioni [libro di poesie], prima tavola.

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