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AMORE NON CORRISPOSTO E MAL D’AMORE – 3) Quando è giusto difendere il proprio amore, e quando invece si dovrebbe combattere un amore impossibile?

Di CuoreMenteSpirito
Amore impossibile

 

A cosa serve la forza di volontà in amore? Quando è utile per difendere il proprio amore, e quando invece la si dovrebbe usare per combattere un amore impossibile?

Stai lottando per difendere giustamente un amore concreto, oppure un amore impossibile? Come usare in modo utile la forza di volontà in amore? Riflettiamoci in questo post!

 

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L’importanza della volontà in amore

La rosa blu, immagine chiave delle due poesie nel post AMORE NON CORRISPOSTO E MAL D’AMORE – 2) Quando è sbagliato continuare ad amare senza essere corrisposti?, era il simbolo della mia volontà di continuare ad amare Maddalena, difendendo questa intenzione da tutte le insidie esterne ed interne, cioè da chi mi esortava a rinunciare a tale sentimento, e dalla parte di me che desiderava liberarsene. Per estensione, nelle due poesie mi identificavo io stesso con la rosa blu. Perché l’avevo scelta come simbolo della volontà di amare? Tradizionalmente la rosa rossa simboleggia la passione, il sentimento dell’amore spontaneo. Perciò avevo bisogno di una rosa di un colore più raro e non naturale, che si differenziasse dalle rose comuni – i sentimenti frivoli degli altri. Inoltre il blu è il mio colore preferito.

Quel che avevo scoperto era il ruolo della volontà nell’amore, e fu un’intuizione davvero fondamentale, a cui dedicherò tutta la seconda serie di post sull’amore. Il problema però è che stavo usando la volontà in modo improprio, infruttuoso, quindi irragionevole e sbagliato.

Faccio invece un primo esempio più sensato. Immagina una persona innamorata di un’altra e che alla fine ci si mette insieme, ma viene criticata e osteggiata da tutti: parenti, amici, conoscenti ecc. Così questa persona cerca di difendere con le unghie e con i denti i propri ardenti sentimenti da tutte le insidie esterne, opponendosi a tutti coloro che vanno contro la sua decisione.

 

La volontà contro gli ostacoli all’amore interiori ed esteriori

  • Opporsi alle insidie esterne, cioè alle perone contrarie e alle difficoltà esteriori, può essere un primo uso della volontà di amare, anche se sollecitata dal sentimento stesso (non sempre è così, come vedremo nella seconda serie). Ciò viene esaltato fin dall’antichità, soprattutto nei poemi cavallereschi e nel Romanticismo. In questi, il cavaliere che supera mille ostacoli per la principessa è una rappresentazione letteraria della lotta per l’amore. Anche oggi queste rappresentazioni fanno parte dell’immaginario collettivo, e di esse, in forme più moderne, sono pieni quasi tutti i romanzi e i film romantici odierni, per cui non occorre parlarne molto.
  • In realtà mi risulta che la letteratura sia molto più povera (ma non priva: vedi ad es. il romanzo di Carlo Cassola, La ragazza di Bube) di rappresentazioni di un uso ben più importante della volontà di amare: quello contro le insidie interne, cioè i propri sentimenti contrari, da cui dipende anche la scelta di lottare contro le difficoltà esterne. Ma di questo parlerò in tutta la seconda serie.

 

Il mio errore: un uso improprio della volontà di amare chi non potevo amare

Allora qual è stato il mio grosso errore nell’usare la volontà di amare, che ho messo in luce nei post precedenti? (AMORE NON CORRISPOSTO E MAL D’AMORE – 1) Quando ha senso continuare ad amare e provarci con una persona che non sembra interessata?, 2) Quando è sbagliato continuare ad amare senza essere corrisposti?). Prendiamo i seguenti versi della poesia Blue Rose: “Perché non vedete cosa mi opprime: io sono un re senza una corona!”. L’immagine del re senza corona rappresenta il mio amore appunto non coronato, incompiuto, irrealizzato.

Ho già evidenziato che è inutile avere la percezione teleologica della priorità della felicità della persona amata, se poi, non potendo realizzare quella dell’unione, non si ha la possibilità di amarla concretamente e donarle realmente il suo bene e la felicità (vedi i post COSA SI PROVA QUANDO SI È INNAMORATI? – 2) Vorresti che fosse felice?, 4) Desiderio di unione totale: vorresti stare con lui/lei). Era ormai palese che questo io non lo potevo fare: il mio amore non produceva niente di buono per Maddalena, che lo rifiutava, era deleterio per me e mi stava portando all’autodistruzione.

 

L’uso corretto della volontà: difendere un amore concreto dalle insidie interne ed esterne, ma non un amore impossibile

Dunque, tirando le somme:

  • Quando, anche senza essere riamati, si ha la possibilità di amare concretamente una persona, è giusto e anzi doveroso, come dimostrerò nei post della seconda serie sull’amore, usare la forza della volontà per continuare ad amarla, difendendo questa scelta da tutte le insidie, esterne ed interne.
  • Ma se la realtà impedisce di amare concretamente, perché l’altra persona rifiuta definitivamente e liberamente il dono che l’amante vuole offrirle, questi non può costringerla ad accettarlo.
  • O comunque, pure se non vuole costringerla, come me, è inutile e masochistico che si sforzi tanto di mantenere una fissazione al di fuori di un rapporto reale.

Quindi, nel mio caso, l’uso della volontà in tal senso era totalmente sbagliato. Semmai, avrei dovuto usarla per combattere i miei sentimenti per Maddalena, anziché contro gli altri e la parte di me che desiderava liberarsene! Pur avendo compreso la grave mancanza del mio sentimento: la sua realizzazione, come ho scritto precedentemente a proposito della percezione teleologica del desiderio di unione (vedi il post COSA SI PROVA QUANDO SI È INNAMORATI? (Parte IV) Desiderio di unione totale: vorresti stare con lui/lei?), niente e nessuno riusciva a smuovermi dalla mia ossessione.

 

Se da solo non riuscivo a liberarmi dalla mia ossessione, chi poteva farlo? Alcuni “spoiler”

Il primo che ebbe il coraggio di usare questo termine forte (ossessione), seppure con delicatezza, per dirmi cosa pensasse della mia condizione, fu Adil, seguito fra gli altri da mia sorella. Lui mi disse che la mia situazione era diversa da quella del terzo liceo, in cui semplicemente mi ero preparato a dichiararmi a Maddalena. Infatti, penso ora, in quel periodo non facevo male a difendere i miei sentimenti, perché avevo la speranza di realizzarli e mi avevano trasformato profondamente, rendendomi migliore di come ero prima. Ma allora non capii il discorso e quel termine usato da Adil: purtroppo non accettavo l’idea di perdere il mio attaccamento a Maddalena.

È per questo che per uscire dalla trappola mortale in cui mi ero ficcato ci volle qualcosa di veramente straordinario, come vedrai nei prossimi post. Solo dopo quell’evento prodigioso, e dopo aver combattuto un altro sentimento divenuto infruttuoso, stavolta avendo imparato la lezione e non ripetendo lo stesso errore, potei finalmente vivere un sentimento di amore, realizzando le sue aspirazioni nella realtà e usando la volontà di amare nel modo appropriato.

Per quanto riguarda la mia storia, il bello deve ancora venire. Ma non sarà come sembrerà a prima vista, perché ci saranno altre sorprese!

 

Nel prossimo post: AFFERRARE LA MANO TESA PER SALVARE – 1) Di chi fidarsi per uscire dalle situazioni più difficili?
  • A chi affidarsi quando non si è in grado di uscire da una situazione difficile da soli?
  • Quando è il momento di lasciarsi andare in una relazione? (Prima parte)

 

Vedi l’indice di tutta la serie: AMORE – problemi e consigli

 

Questi post offrono consigli e riflessioni importanti sui dubbi e problemi in amore, difficilmente trovabili altrove.
Tuttavia, se hai bisogno di aiuto psicologico diretto, ti consiglio di rivolgerti ad un professionista.

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Giusto per avere un riferimento, vedi ad es. https://www.unobravo.com/focus/relazioni

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