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COSA PUÒ IMPEDIRE DI VIVERE UNA VERA RELAZIONE DI COPPIA? Quando è giusto lasciare il partner?

Di CuoreMenteSpirito
Quando è giusto lasciare il partner? Cosa può impedire l'amore?

 

Quando può essere giusto lasciare il partner? Solo per cause che impediscono di vivere una vera relazione di coppia? È giusto frequentare o mettersi con chi è già impegnato? Riflettiamoci in questo post!

 

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Gli impedimenti matrimoniali impediscono di amare davvero? In quali casi è giusto lasciare e non sposare il partner?

Malgrado il titolo del post, qui non intendo riferirmi nello specifico a tutti i cosiddetti “impedimenti matrimoniali”, di pertinenza del diritto civile e canonico, ma più in generale ad alcune cause di forza maggiore o ragioni morali per cui non si può o non si dovrebbe continuare a stare con una persona, perché impediscono la vera unione con essa. Perciò non li esaminerò dal punto di vista legale, ma da quello razionale dell’etica naturale dell’amore.

Avevo accennato a questi problemi nel post QUANDO SEI IN DUBBIO SE RESTARE CON IL PARTNER O LASCIARLO? – 1) I “veri” e “falsi” problemi, dove i “falsi” problemi sono quelli che non lasciano alcuna possibilità di scelta. In questi casi non è possibile amare materialmente l’altro, ovvero non gli si può fare dono completo di sé e non c’è speranza che le cose possano cambiare in un tempo ragionevole.

Questo accade quando, non per volontà propria, ma per volontà dell’altro o per fattori esterni, non si possono attuare una o più delle modalità per amare davvero (vedi il post LA VERITÀ DELL’AMORE: COSA SIGNIFICA AMARE? – 1) L’amore è un compromesso o un dono? Di che cosa?), necessarie per il matrimonio (post PER AMARE VERAMENTE BISOGNA SPOSARSI? Cosa comporta il matrimonio? È possibile scioglierlo?), di solito l’esclusività (fedeltà), l’apertura alla fecondità e la perennità.

 

Quando l’altra persona non vuole stare con te o ti lascia definitivamente

L’esempio più facile è quello della persona amata che muore, oppure non vuole in alcun modo stare con la persona che la ama, o la lascia definitivamente, senza più ripensarci. In tal caso, per rispetto della sua libertà di scelta, non la si deve costringere ad accettare il proprio amore e a vivere con sé, nemmeno se è il proprio legittimo coniuge che si rifiuta di tornare. Si può solo proporlo e cercare di farla ragionare, perché comunque deve accettarlo liberamente, tant’è vero che per il matrimonio è necessario il libero consenso di ognuno dei due. L’amore non consiste nel possesso dell’altro, ma nel dono di sé, e nell’accogliere il dono liberamente scelto dall’altro. Se la persona a cui si propone di restare si ostina a non accogliere il proprio dono e a non volersi donare liberamente, bisogna lasciarla andare, non incatenarla.

E come detto nei post AMORE NON CORRISPOSTO E MAL D’AMORE – 1) Quando ha senso continuare ad amare e provarci con una persona che non sembra interessata?,2) Quando è sbagliato continuare ad amare senza essere corrisposti?, 3) Quando è giusto difendere il proprio amore, e quando invece si dovrebbe combattere un amore impossibile?, se comunque rimangono dei sentimenti per lei, è inutile sforzarsi di mantenerli con un uso improprio della volontà di amare, illudendosi di amare idealmente, solo nella propria mente, perché in realtà non le si può donare niente di concreto, non le si può donare se stessi, e quindi non la si può amare. Allora perché coltivare invece di lasciare assopire un sentimento infruttuoso, che non produce alcun bene né per sé né per l’altro che non lo vuole, e provoca soltanto un dolore inutile?

 

Impedimenti matrimoniali: quando il partner rifiuta il matrimonio o uno dei suoi elementi costitutivi (fedeltà, unione totale e feconda, perennità)

In altri casi una persona può rifiutare del tutto il matrimonio oppure uno o più dei suoi elementi essenziali, cioè l’esclusività (fedeltà), l’unione totale e l’apertura alla fecondità, la perennità: ad esempio si riserva già dall’inizio la libertà di avere relazioni extraconiugali; non vuole assolutamente avere figli; o esclude l’indissolubilità del matrimonio con il proposito di divorziare in caso di unione infelice per “riprendersi la propria libertà” e “risposarsi” o “riaccompagnarsi”.

Tutto questo impedisce di amare davvero la persona con tali intenzioni, di portare a compimento l’amore per lei donandole completamente, esclusivamente e definitivamente se stessi. Perciò è l’altra persona che in realtà rifiuta l’amore che si vuole donarle, ed è giusto lasciarla e non sposarla. Infatti chi si sposa con una o più di quelle intenzioni, si sposa invalidamente, il suo matrimonio è nullo. Vediamo un po’ meglio perché riguardo al rifiuto dell’esclusività e dell’apertura alla fecondità (ormai ho insistito abbastanza sulla perennità: vedi il post LA VERITÀ DELL’AMORE: COSA SIGNIFICA AMARE? – 2) Bisogna impegnarsi e amare per sempre?).

 

È giusto lasciare il partner se vuole una “coppia aperta”, rifiutando l’amore esclusivo che si vorrebbe donargli?

Per potersi sposare, è necessario l’accordo fra i due sposi su ciò che è necessario per la loro vera unione matrimoniale, ovvero sulle sue caratteristiche costitutive sopra riportate.

È giusto ad esempio porre la condizione che l’altro non si prostituisca, non lavori nell’industria pornografica e non intenda vivere in una “coppia aperta” o ammettere la possibilità di relazioni extraconiugali (che è diverso dal commettere un errore successivamente), perché tale condizione riguarda uno degli aspetti essenziali della vera relazione di coppia: l’esclusività. Se il fidanzato o la fidanzata si ostina a non accettarla prima di sposarsi, è giusto lasciarlo o lasciarla, anzi si fa bene a non mettercisi insieme per niente, se non vuole proprio cambiare idea. Il fidanzamento come cammino d’amore ha senso solo se si intende portare l’amore al suo naturale e necessario compimento.

Come già detto nel post sul matrimonio richiamato sopra, se uno nel matrimonio promette con convinzione di essere fedele, ma poi dopo il matrimonio tradisce, il matrimonio resta indissolubile e non può essere sciolto. In tal caso però è ammissibile la separazione (ma ammissibile non vuol dire che sia la cosa migliore perennemente, come vedremo in un post successivo), sempre non risposandosi civilmente e non avendo nel frattempo altre relazioni (cose che costituiscono adulterio), e restando disponibili al perdono, alla riconciliazione e a ritornare insieme.

Ma certamente prima di sposare o anche di mettersi insieme a qualcuno, si dovrebbe verificare se ha almeno intenzione di rispettare la fedeltà, per poter essere amato davvero nell’unione esclusiva che la vera relazione d’amore richiede. Altrimenti, se il partner rifiutasse la fedeltà, si farebbe un matrimonio nullo, nessun matrimonio reale.

 

Non si può costruire una vera relazione di coppia con chi rifiuta di essere amato veramente

Quindi prima di sposare una persona è prudente e giusto non mettersi con lei o lasciarla una volta fidanzati, se si ostina a volere una “coppia aperta” o anche solo ad ammettere la possibilità di tradire liberamente, perché non accetta l’esclusività del rapporto, e dunque impedisce di essere amata davvero: si rifiuta di essere amata, e non si può sposare chi rifiuta il proprio amore.

 

È giusto lasciare il partner se rifiuta in modo assoluto di avere figli?

Nei post SESSO E UNIONE TOTALE – 1) Un valore da preservare? e 2) Aspettare il matrimonio o no? Convivere o sposarsi direttamente? abbiamo visto che la procreazione è una finalità intrinseca del rapporto sessuale, e dunque del matrimonio. Per questo, chi si “sposa” con la volontà assoluta e senza limiti di tempo di non avere figli, contrae invalidamente il matrimonio, che va considerato nullo.

Infatti il fine unitivo e quello procreativo sono aspetti imprescindibili del rapporto sessuale, che, pur restando lecito temporaneamente o dopo aver già avuto figli il ricorso ai periodi infecondi, deve essere vissuto naturalmente a pieno per rispettare l’unione completa e potenzialmente feconda richiesta dal matrimonio e necessaria per amare totalmente, fino in fondo, senza limiti, dandosi l’uno attraverso l’altra la possibilità di diventare madre e padre, almeno una volta nella vita.  Allora è giusto non mettersi con una persona che si ostini a non volere figli, e se si è già fidanzati è giusto lasciarla e non sposarla (altrimenti il matrimonio sarebbe nullo).

 

L’impotenza e la sterilità sono impedimenti matrimoniali? È giusto lasciare in questi casi?

Può però esserci una causa di forza maggiore che impedisce del tutto di portare a compimento l’atto sessuale: l’impotenza (maschile o femminile), che può essere sia assoluta che relativa alla persona da sposare, per problemi anatomici, fisiologici o psicologici. Quando è antecedente al matrimonio (esistente da prima e non intervenuta in seguito) e perpetua (immutabile o inguaribile senza grave danno), evidentemente impedisce di “consumare” il matrimonio, di vivere a pieno un suo elemento essenziale, e perciò va considerata proprio un impedimento matrimoniale.

Qui non si tratta di negare a una persona la possibilità di fare ciò che vuole, ma della semplice constatazione che essa non ha questa possibilità per cause di forza maggiore. Il caso è analogo a quello di un paralitico, che potrebbe avere il desiderio di correre, ma è fisicamente impedito a farlo. Purtroppo non tutti possono correre, come non tutti possono sposarsi, cioè instaurare un rapporto di tipo matrimoniale con un’altra persona.

Invece non costituisce impedimento al matrimonio la mera sterilità. In tal caso infatti il rapporto sessuale può essere compiuto naturalmente, e il fatto di non poter avere figli è una condizione che si subisce senza colpa e non è stata scelta volontariamente: non si è deciso di escludere o impedire artificialmente la finalità procreativa del rapporto sessuale, e quella unitiva può essere vissuta pienamente. La coppia di persone sposate ma sterili non ha nemmeno l’obbligo di adottare figli, anche se l’adozione è qualcosa di molto bello, buono e giusto specialmente in questi casi.

 

Può essere giusto frequentare o mettersi con chi è già impegnato?

Infine vorrei considerare un caso che forse per alcuni è più difficile da accettare: l’altra persona è impegnata, cioè fidanzata o sposata con qualcun’altra.

A meno che questa persona non sia il proprio legittimo coniuge che si è separato o ha divorziato da sé – con cui il legame instaurato dal matrimonio (quello valido) resta indissolubile –, e a meno che questa persona non abbia lei stessa impedimenti alla vera unione con chi è impegnata, non si dovrebbe stare insieme a lei e non si dovrebbe tentare di indurla a lasciare il partner (e ovviamente nemmeno a tradirlo). Anzi semmai si dovrebbe aiutarla a rimanere insieme alla persona con cui ha già una relazione.

Perché?

 

La persona impegnata dovrebbe donare completamente se stessa esclusivamente al partner

Primo, perché quella persona ha fatto liberamente la scelta di impegnarsi con qualcun altro, e quindi dovrebbe amarlo in modo gratuito, generoso, esclusivo, perenne e in unione totale (o verso la totalità).

Tentare di indurla a lasciare o a tradire il partner, costituisce innanzitutto un grave torto a lei, alla quale viene posto un ostacolo al rispetto dell’impegno che ha preso con l’altro, all’amore che ha scelto di donargli e alla realizzazione della sua aspirazione ad una relazione d’amore autentica e duratura.

 

Non è giusto stare con il ragazzo o la ragazza, l’uomo o la donna di altri: mettiti nei panni di quell’altro/a!

Secondo, perché ciò costituirebbe un grave torto anche alla persona a cui è legata, che verrebbe privata dell’amore dell’altra e di lei stessa, o rischierebbe di perdere entrambi.

Mettiti nei suoi panni: ti piacerebbe se qualcuno arrivasse, seducesse il tuo ragazzo o la tua ragazza oppure tuo marito o tua moglie e te la portasse via? Allora sii coerente, e fai in modo che nessuno subisca mai queste cose da te. Ma se ti innamori di quella persona e/o lei si innamora di te? Non importa, perché abbiamo la volontà libera e non solo la sentimentalità. Inoltre il sentimento dell’amore non è l’amore, e nel post NON SONO PIÙ INNAMORATO/A. CHE FARE? – 1) La fine dell’innamoramento è normale ho già spiegato che è normale, specie dopo la fine dell’innamoramento, avere tentazioni e a volte anche sentimenti verso altri.

Dunque quella persona è tenuta ad amare veramente e fino in fondo chi ha scelto di amare, con la forza della volontà di amare e con o senza l’aiuto o l’opposizione dei sentimenti. E anche Tu hai una volontà libera per opporti a un sentimento che non è giusto assecondare, proprio per amore di quella persona e del suo partner (vedi i post COME SI FA A RESTARE INSIEME AMANDOSI VERAMENTE? – 2) Bastano i sentimenti o c’è bisogno della volontà? e COME RISOLVERE LE CRISI, I PROBLEMI SENTIMENTALI E RESTARE INSIEME? L’amore è un sentimento o un atto di volontà?).

 

Si può almeno mostrare o confessare il proprio interesse a una persona impegnata, lasciandola libera di scegliere?

“Ma non posso nemmeno confessarle i miei sentimenti e lasciarla scegliere?”.

No, perché è vero che può scegliere, ma potresti metterla in tentazione e sottoporla a una prova a cui potrebbe cedere, facendo una scelta sbagliata, contro il proprio bene e quello del partner.

Lo so, è molto difficile e doloroso da accettare, ma non è giusto che quella persona lasci o sia tentata di lasciare il partner e si metta con te, a meno che non ci siano cause serie che le impediscano di costruire una vera relazione di coppia con quel partner: in tal caso sì, farebbe bene a lasciarlo, come spiegato sopra.

 

Un esempio di comportamento corretto

A un mio conoscente piaceva una ragazza, fidanzata con un altro. Anche questa ragazza provava qualcosa nei suoi confronti, ma cercava di resistere alla tentazione. Tuttavia non riusciva da sola a distaccarsi abbastanza da lui. Allora questo ragazzo ha deciso di allontanarsi lui per il bene di lei. Ora dimmi se questo non è amore per una persona, altro che l’egoismo di possedere a tutti i costi! Accettare un sacrificio simile contrastando non solo i propri sentimenti, ma anche quelli dell’altra, che avrebbe potuto invece assecondare!

È proprio amore, sì, ma non l’amore realizzabile nella vera relazione di coppia. Per questo ha fatto bene ad allontanarsi: perché lei era impegnata in un’altra relazione di coppia. Se si può amare solo intenzionalmente, ma non materialmente, concretamente una persona, allora si può solo sperare che possa costruire una vera relazione di coppia con qualcun altro, e trovi così l’amore e la felicità che si desidererebbero per lei.

A tutti coloro che si trovano in questa dolorosa situazione, a cui a volte è richiesta una scelta eroica, dedico la poesia qui sotto. Io l’ho scritta pensando all’amicizia, ma credo sia adatta per ogni persona che per qualche motivo è ormai lontana dalla propria vita.

 

A una persona cara allontanata

Le mie braccia forti
cingevano le tue esili spalle,
e potevano anche salvarti la vita;
ma non potevano proteggerti
dalla vita, e le mie spalle
non potevano portare
il suo peso al posto tuo,
ma solo condividerlo.

Ora stringono il vuoto,
ma ormai non hai più bisogno
di me, del mio sostegno;
ed è più facile lasciarti andare
affidandoti alle braccia
di chi può renderti felice.

 

Quando è giusto lasciare il proprio partner?

 

Per fidanzarsi e sposarsi, ciascuno deve accettare l’unione esclusiva, perenne, totale e potenzialmente feconda

Come abbiamo assodato in questo post, in un certo senso è vero che la persona da sposare deve essere quella “giusta”, ma non nel senso che intendono quasi tutti, che ho criticato nel post COME SCEGLIERE SE RIMANERE INSIEME O LASCIARE IL PARTNER? – 2) Esiste la “persona giusta”?. La persona giusta non è tale per le sue caratteristiche, per l’amore che ridona in cambio o per il piacere ed il benessere sentimentale che procura a se stessi: la persona giusta da sposare, nel senso giusto, è qualsiasi persona che può e intende accettare il dono dell’amore vero, cioè il dono completo di se stessi in tutti i suoi elementi necessari: esclusività, unione totale e potenzialmente feconda, perennità.

Quindi deve essere disposta al matrimonio come unione esclusiva, indissolubile e aperta alla procreazione, perché con lei deve essere possibile costruire un’autentica relazione d’amore pienamente realizzato in tutte le sue potenzialità, altrimenti non la si può amare davvero, e questo dipende anche dall’accettazione dell’altro. Perciò per fidanzarsi e sposarsi non ci dovrebbero essere gli impedimenti alla vera unione con l’altro esaminati sopra.

 

È giusto lasciare solo se ci sono impedimenti alla vera unione, altrimenti il proprio partner è la prima persona da amare, non usare finché piace

Tranne quando si presentano delle serie cause impedienti, è sempre sbagliata la scelta di lasciare la persona con cui si sta insieme. Sbagliata perché non si devono usare le altre persone per il proprio benessere, finché esso perdura, e se si vuole amare davvero e non solo se stessi, bisogna farlo fino in fondo, sopportando qualunque cosa, e non lasciare una persona solo perché non si sta più bene o i suoi difetti, le sue azioni, i suoi comportamenti non sembrano compatibili con l’illusione perfetta e irreale di come dovrebbe essere la persona con cui stare insieme tutta la vita, perché tanto con qualunque persona ci saranno problemi sentimentali, relazionali e di altro tipo.

L’amore non è cercare la persona perfetta, che non esiste, ma amare fino in fondo e sino alla fine la persona al proprio fianco, offrendo gratuitamente e generosamente se stessi ogni giorno a costo del sacrificio, sopportando e perdonando anche i difetti e le azioni che feriscono di più. Ecco perché l’amore vero dura per sempre, e se “finisce” non è mai stato amore: il vero amore è tale e dura per sempre non per caso o per volere del “fato” che ha fatto trovare “l’anima gemella”, ma se lo vogliamo noi.

 

Nel prossimo post: COME CAPIRE QUALI SCELTE E ATTI CONCRETI BISOGNA COMPIERE PER AMARE VERAMENTE?
  • Esistono princìpi etici universali? Anche in amore?
  • Bisogna sempre seguire la propria coscienza?

 

Vedi l’indice di tutta la serie: AMORE – problemi e consigli

 

Questi post offrono consigli e riflessioni importanti sui dubbi e problemi in amore, difficilmente trovabili altrove.
Tuttavia, se hai bisogno di aiuto psicologico diretto, ti consiglio di rivolgerti ad un professionista.

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Giusto per avere un riferimento, vedi ad es. https://www.unobravo.com/focus/relazioni

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