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Quando è il momento di lasciarsi andare in una relazione? (Seconda parte)
Vale la pena di lasciarsi andare in una relazione nuova, con tutto ciò che può comportare, anche dopo precedenti esperienze dolorose e in vista di nuove difficoltà e possibili sofferenze? A volte comunque sì, come nel mio caso. Proseguirò il racconto della mia storia per mostrarti perché.
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La mia prima, brevissima relazione
Ci siamo messi insieme
Cristina ci pensò su, e tre giorni dopo il nostro primo bacio, il 23 Febbraio, mi disse a ricreazione:
«Sì, voglio stare con te»,
e così ci mettemmo insieme. Cristina era diventata la mia prima ragazza, e tutto era avvenuto così in fretta da quando avevo fatto quella preghiera! Mi sentivo così orgoglioso e fiero di girare per la scuola mano nella mano con lei… volevo che tutti mi vedessero: era finito il tempo in cui mi sentivo uno sfigato.
Il confronto con l’ex
Il giorno successivo, Sabato 24 Febbraio, Cristina e Francesca mi fecero una proposta alquanto bizzarra: andare a vedere la partita di calcio di Carlo, l’ex di Cristina. Mi convinsero dicendo che facendoci vedere insieme avremmo fatto rosicare l’ex di Cristina. Così ci dirigemmo al campo dove avrebbe giocato, accompagnati in macchina dalla madre di Cristina. Una volta scesi dall’auto, lei era molto agitata all’idea di rivederlo, e mi stringeva fortissimo la mano per sfogare la tensione. Ci sedemmo sugli spalti. Durante la partita, Cristina versò pure qualche lacrima… io non sapevo che fare, era una situazione bruttissima per me.
Al termine andammo a “salutare” Carlo, e Cristina finì per litigarci, davanti a sua madre e ai genitori di lui. Carlo mi aveva visto e commentò: «Beh, io sto con un’altra, tu stai con quello, chi se ne frega, no?». Cristina era molto arrabbiata per il suo comportamento insensibile e menefreghista. L’aveva anche trattata male per un certo tempo prima di lasciarla. Io me ne stavo un po’ in disparte, cercando di mostrarmi sicuro di me. Fra l’altro, a me lui sembrava anche bruttino, oltre che cafone e prepotente. Non temevo il confronto con lui, ma gli effetti di quell’incontro su Cristina.
Il turbamento di Cristina
Ci incamminammo verso l’auto, e Cristina era assai turbata. Provai a starle vicino, ma lei volle allontanarsi e camminare da sola. Francesca e la cugina le dissero: «Che ti frega di quello, quando hai un… body builder!», lei mi diede un bacio a stampo e poi si allontanò di nuovo… io ero più preoccupato che mai. In macchina mi invitarono a cena a casa dei nonni di Cristina, dove ci sarebbero stati anche la madre, la zia, i suoi due fratelli più piccoli, la cugina e Francesca. Accettai, un po’ perplesso: era solo il secondo giorno che stavamo insieme, la situazione sembrava delicata, e volevano già farmi conoscere i suoi parenti? Non sapevo cosa aspettarmi.
Mi presentarono ai nonni come il suo ragazzo, e la nonna mi fece molti complimenti. Anche la madre aveva detto a Cristina che ero dolce e carino, cosa voleva di più? Ma Cristina invece cosa pensava di me? Sembrava quasi che mi avrebbe lasciato di lì a poco.
La dichiarazione d’amore
Invece mi sorprese: quando rimanemmo un attimo da soli su un divano, mi chiese scusa per come si era comportata prima, poi mi guardò con fare risoluto e mi disse:
«Ti amo».
Nessuno mi aveva mai rivolto parole simili! Le risposi anch’io:
«Ti amo»
e la strinsi forte. Mi sentivo un po’ sollevato. Aiutai a preparare la cena andando a prendere insieme a Cristina e Francesca delle bottiglie in cantina. Poi, rientrati in casa, Francesca ci prese da parte e ci fece fare una promessa. Mi disse:
«Prometti che non la lascerai»
e io promisi:
«Se lo farò, potrete ammazzarmi».
«Che carino!»,
rispose Francesca, e poi fece fare la stessa promessa a Cristina.
Durante la cena cercai di comportarmi in modo disinvolto. Tagliai anche la carne al fratellino di Cristina… erano tutti colpiti dai miei modi gentili.
Dopo cena noi ragazzi guardammo un film tutti insieme. Era un film romantico, molto drammatico e triste, intitolato Autumn in New York. Durante il film io e Cristina stavamo abbracciati; ogni tanto lei mi guardava con espressione dolce e preoccupata, io le facevo un sorriso per tranquillizzarla e poi ci baciavamo. Prese anche la mia mano e la pose sulla sua gamba… sono passati anni da quel giorno, ma tutti questi teneri gesti e i dettagli che ho descritto rimangono ancora impressi nella mia memoria.
E all’improvviso, tutto precipitò
Pochi giorni dopo, da un certo momento del pomeriggio, il cellulare di Cristina divenne irraggiungibile. Provai per tutto il tempo a chiamarla, fino alla sera; ma niente da fare. Ero davvero in ansia.
La mattina dopo, quella del 28 Febbraio, il giorno prima del mio diciottesimo compleanno, come anche lei sapeva, a ricreazione andai come al solito a cercare Cristina in classe sua. La vidi uscire dall’aula, e mi evitò senza dirmi nulla. Io ero sconvolto, non capivo cosa le avessi fatto. Sentii le amiche dirle: «Non puoi essere così cattiva con lui!». La raggiunsi e la convinsi a spiegarmi cosa stesse succedendo. Si decise a parlarmi e mi confessò che la sera prima aveva risentito Carlo al telefono, poi aggiunse:
«Meglio sincera che bugiarda: ho provato a provare qualcosa per te, ma non provo nulla, ti vedo più come amico che come ragazzo».
Che cosa?! Dopo tutti i gesti e le parole forti che mi aveva detto?! Non riuscivo a credere alle mie orecchie. Proseguì:
«Con Carlo era diverso, era nato tutto subito… e poi tu me la dai sempre vinta, sei troppo accondiscendente; non che voglia un ragazzo s******, ma ho bisogno di uno che abbia il pugno fermo, che sappia guidarmi» (eccola là, e infatti guarda caso l’ex era uno s******, in proposito vedi il post APRIRSI ALLA BELLEZZA – 1) Come si fa ad innamorarsi ed evitare delusioni?).
Un po’ risentito, le risposi:
«Ma è la mia prima storia! Devi solo darmi il tempo di sciogliermi!»,
poi le domandai cosa volesse fare; e lei mi disse di prenderci una pausa. Abbozzai: cosa potevo fare?
La “pausa di riflessione”…
Così era durata solo cinque giorni: dal 23 al 27 Febbraio 2007 compresi.
Naturalmente non avevo alcuna voglia di festeggiare il mio diciottesimo compleanno, anche perché, per come stavo fino a pochi giorni prima di conoscere Cristina, non avevo organizzato niente; e questo invece è ciò che scrissi il primo Marzo:
E così sono diciotto anni di vita inutile, infelice, fallita nella ricerca, finora delusa, di un amore che mi ha recato solo tormentosa gioia illusoria, vane speranze, lacrimosi struggimenti e sospiri, profondo dolore lacerante. Ecco l’orrore accumulato in questa vita in questo mondo, che mi porto nel cuore e nella mente, convertito in dolore e pessimismo. Amore, mio maestro, che mi insegni la materia di me stesso, del miglioramento, della maturazione, della sensibilità, dell’intelligenza emotiva, della fede, dell’altruismo, della bontà… ma tu non mi premi mai, e mi garantisci solo dolore, non mi consenti né di riceverti né di darti nel modo in cui vorrei amare. Tu entri nel mio animo scardinando le porte del mio cuore, ardi e bruci ciò che trovi e costruisci ex novo castelli di cristallo frangibile: basta solo qualche freccia fiammante scoccata contro di me, per far crollare tutto.
…ma continuava a telefonarmi…
Intanto Cristina continuava a telefonarmi a casa: era sempre preoccupata per me, mi chiedeva scusa, ammetteva di aver sbagliato tutto. Praticamente di aver sbagliato a mettersi con me illudendomi, non a lasciarmi! Questo mi addolorava ancora di più.
Mi chiedeva se ci avevo pianto: e certo, certo che avevo pianto, cosa pensava? Domandava se mi ero innamorato: certo che sì, almeno io ero stato sincero nelle parole che le avevo detto! (Se rileggi i post COSA SI PROVA QUANDO SI È INNAMORATI? – 1) Esclusività della persona amata: si può amare più persone contemporaneamente?, – 2) Vorresti che fosse felice?, – 3) “Ti amerò per sempre”?, – 4) Desiderio di unione totale: vorresti stare con lui/lei?, puoi constatare che anche in questo caso i quattro elementi essenziali del sentimento dell’amore c’erano tutti).
…e poi mi ha lasciato
Questa situazione andò avanti fino al 9 Marzo. Tanto ormai era chiaro che non sarebbe più tornata con me, e infatti quel giorno a ricreazione mi lasciò definitivamente.
Lì per lì ero intontito e incapace di reagire. Le dissi che tanto ero preparato al peggio, e che se voleva potevamo rimanere amici, cosa che a lei avrebbe fatto piacere. Poi, tornato in classe, fui assalito dalla rabbia e dal rancore. Mi sentivo profondamente ferito ed anche preso in giro. L’avevo persa per sempre. Nonostante la sua apparente maturità, la sua enorme irresolutezza, insicurezza e volubilità dovute al suo stato di confusione avevano provocato un cataclisma nella mia vita.
Questa è la poesia che ho scritto in ricordo di lei.
A Cristina
Sei venuta da me, me avevi scelto,
proprio me con la tua stessa tristezza;
eri sì bella e dolce che hai divelto sì = così; divelto = sradicato
gli alti cancelli della mia fortezza.
Mi hai preso per mano, ed hai suscitato
quei brividi caldi, che al sol pensiero
lasciavano il mio corpo inebriato.
Insieme a te mi sentivo leggero.
Se molto è passato da quella volta
in cui la mia vita giunse a una svolta,
noi, quella panchina, il cielo in tempesta
mai più se ne andranno dalla mia testa.
La forza perturbante, più rammento,
del fior primiero e pretto di passione pretto = schietto
sul margine rischioso di un burrone.
Lo colsi, ed era mio per un momento,
finché me lo strappò di mano il vento,
il vento dell’ascosa confusione ascosa = nascosta
che prima di cambiare direzione
spirava in te per me il tuo sentimento. spirava = ispirava
L’amore che provavo avrei donato
a te, che tutt’a un tratto mi hai lasciato
e non mi hai dato il tempo di asciugare
le lacrime che ti ho visto versare.
“Al cor gentil rempaira sempre amore”,
sul cuore mio continua ad infierire:
divampano le fiamme in mille spire
e il fuoco lascia cenere e dolore.
Inoltre scrissi un sonetto in occasione della festa della donna, che regalai insieme ad una mimosa a tutte le mie compagne di classe, evidentemente influenzato da ciò che mi era accaduto.
8 Marzo 2007
Donne, fior d’amore vermiglio fuoco, vermiglio = rosso
che come me su fragil stelo poggia
esposto tanto al sol quanto alla pioggia,
per coglierlo e ferirlo basta poco;
è ciò per cui di noi si prendon gioco:
la sensibilità che in noi alloggia.
Se amate chi mascolinità sfoggia,
con voi sensibil uom non trova loco. loco = luogo, posto
La vostra più mirabile dolcezza
fa fare al cor gentil ciò che disiate, disiate = desiderate
e lacrimo di gioia e di amarezza:
ché come il nostro cuore voi infiammate, ché = perché
con strali che avventate con destrezza, strali = frecce; avventate = scagliate
così in preda ai sospir ci abbandonate.
Non è stata colpa di Dio se la mia prima ragazza, che lui mi aveva fatto conoscere, poi mi ha lasciato
Comunque io non ce l’avevo con Dio perché:
- non potevo negare innanzitutto che Cristina mi aveva fatto mettere da parte l’ossessione per Maddalena che mi stava consumando, e questa era già una cosa positiva;
- e poi, anche se Dio aveva fatto in modo che incontrassi Cristina e che lei mi facesse uscire dal mio sofferto stato di solitudine affettiva – senza intervenire direttamente in modo miracoloso, ma tramite la provvidenza ordinaria, le “cause seconde” naturali e le libere volontà delle persone (vedi l’approfondimento in questo futuro post) –, non poteva certo obbligarla a restare con me (né tantomeno potevo io): ogni proposta di Dio deve passare attraverso la nostra libera scelta, perciò Lui non era responsabile della scelta di Cristina, e dunque non era sua la colpa del mio nuovo dolore;
- inoltre mi sentivo ancora nelle mani di Dio, mi fidavo di Lui, e dovevo solo avere pazienza, perché prima o poi forse mi sarebbe stato più chiaro il suo Disegno. Se le cose erano andate così, magari ci sarebbero stati dei vantaggi o altri avvenimenti che mi avrebbero ridato la felicità.
Il male morale (come Cristina mi aveva ferito) non è causato da Dio, ma dalle libere scelte degli uomini (vedi questi futuri post sul problema del male). Tuttavia, come dice Sant’Agostino,
“Dio onnipotente […], essendo sommamente buono, non permetterebbe mai che un qualsiasi male esistesse nelle sue opere, se non fosse sufficientemente potente e buono da trarre dal male stesso il bene”[1],
per vie che conosceremo spesso dopo, anche molto tempo dopo…
Quando è il momento di lasciar andare e guardare avanti?
Usare la volontà per combattere un amore non più corrisposto, aspettando fiduciosi
La canzone La voglia che non vorrei di Nek descrive efficacemente lo stato d’animo in cui mi trovavo dopo essere stato lasciato da Cristina:
“E sei l’unica voglia che non vorrei
Ti ho vista piangere su di me
Ma sono il tuo passato ormai
È una follia
Ma ogni singolo gesto che fai
E questo incantesimo andrà via
Ora che non sei più mia”
Il colpo fu molto duro, eppure in qualche modo riuscii ad accettare il fatto che fosse tutto finito e che avrei dovuto lasciare nel passato quella “storia” dolorosa.
Infatti pochi giorni dopo, alla festa di compleanno di un compagno di classe, Emiliano, con la sua acutezza, scorse una luce particolare nei miei occhi, percependo la forza di reazione che stavo sprigionando. Ma quella forza non era solo mia: era la forza di Dio a cui mi ero affidato, che sorreggeva saldamente la mia anima esausta e teneva uniti insieme i pezzi del mio cuore infranto, in attesa di rialzarmi un’altra volta.
Potresti pensare che mi comportai diversamente di fronte al rifiuto di Cristina rispetto a quello di Maddalena, solo perché per Cristina il mio sentimento di amore era inferiore. Questo però è del tutto falso.
La verità è che avevo imparato la lezione: se prima avevo usato in modo improprio la mia forza di volontà per continuare ad amare Maddalena inutilmente, nonostante a causa del suo rifiuto non potessi amarla concretamente, ora invece sapevo che dovevo utilizzarla per combattere un sentimento che ormai non poteva più portare nulla di buono, né a me, né a Cristina, dato che lei non voleva.
Altra sorpresa: uno squillo di Maddalena
Il 6 Marzo, durante la “pausa” con Cristina, tre giorni prima che mi lasciasse definitivamente, ebbi una stupefacente sorpresa: alle 22:40 Maddalena mi fece improvvisamente uno squillo. Mi sembrava assurdo, considerando da quanto tempo non ci sentivamo. Così le feci anch’io uno squillo, e poi avvenne il seguente scambio di messaggi:
«Ciao… sbaglio o poco fa mi hai fatto uno squillo? Ma l’hai fatto per sbaglio oppure no? Come stai? Che mi dici?»
«Ciao Francesco! Ma no, figurati non l’ho fatto per sbaglio! Mi sei venuto in mente e ho deciso di squillarti! Spero di non aver fatto male… qui va tutto bene, tu?»
«…mi fa piacere sentirti! Certo che non hai fatto male! Non ci sentiamo da mesi… Io non ti ho cercata perché pensavo che tu lo preferissi anche se per me è stata molto dura… comunque sono contento che stai bene, anche qui tutto normale… ma perché non possiamo sentirci ogni tanto?»
«Capiscimi Francesco, a me fa molto piacere sentirti, solo non so se è bene o male per te… è quello che non so…»
«Sì lo so che è perché ti preoccupi se per me possa essere peggio, ma ti garantisco che io sto molto peggio non sentendoti nemmeno in amicizia, e poi avrei da raccontarti molte cose impreviste che mi sono successe ultimamente, ma ovviamente fai come preferisci tu. Allora vuoi che ci sentiamo ogni tanto o no?»
«Certo, volentieri se per te è meglio così!!!»
«Sì sì se per te va bene a me farebbe proprio piacere… grazie… non so come ringraziarti… poi mi farò sentire io allora. Ciao e buonanotte!»
«Grazie a te! Buonanotte e a presto!»
Ora potevo risentirla, ma ormai era cambiato tutto
Così avevo ottenuto di risentirla ogni tanto, anche se ora la mia situazione era molto diversa, anzi era cambiata radicalmente. E gli stravolgimenti non sarebbero mica finiti!
Nel prossimo post: IL TRIONFO DELL’AMORE – 1) C’è speranza di conquistare chi ti piace, ma non sembra interessato/a? Come scegliere con chi mettersi insieme?
- C’è speranza di conquistare chi ti piace, ma non sembra interessato/a? Come scegliere con chi mettersi insieme?
Vedi l’indice di tutta la serie: AMORE – problemi e consigli
Questi post offrono consigli e riflessioni importanti sui dubbi e problemi in amore, difficilmente trovabili altrove.
Tuttavia, se hai bisogno di aiuto psicologico diretto, ti consiglio di rivolgerti ad un professionista.
Questo sito non è affiliato in nessun modo ad alcun servizio di consulenza psicologica.
Giusto per avere un riferimento, vedi ad es. https://www.unobravo.com/focus/relazioni
NOTE
- Manuale sulla fede, speranza e carità, 3, 11. ↑
