Sentimenti confusi: come superarli e fare la scelta giusta? (Parte 1)
Prima di proseguire con la nostra riflessione e i consigli per risolvere i problemi sollevati nei precedenti post, continuerò a raccontare la mia esperienza, che sarà utile per introdurre concretamente il tema dei prossimi: come andare oltre i sentimenti confusi e decidere la cosa migliore, per amare veramente.
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Come accennato nel post QUANDO SEI IN DUBBIO SE RESTARE CON IL PARTNER O LASCIARLO? – 2) Problemi sentimentali particolari: i “fantasmi” del passato e del presente, nell’anno 2007 avevamo già prenotato la vacanza estiva in Trentino, dal 21 Luglio al 4 Agosto. Con Chiara mi ero messo insieme il 3 Aprile dello stesso anno (rileggi i post IL TRIONFO DELL’AMORE – 1) C’è speranza di conquistare chi ti piace, ma non sembra interessato/a? Come scegliere con chi mettersi insieme?, – 2) L’amore può nascere dall’amicizia?, – 3) I primi passi (e scritti) del nostro amore), quindi sarei partito circa tre mesi e mezzo dopo. Lei invece avrebbe trascorso con la famiglia tre settimane in Sicilia, come di consueto, e sarebbe tornata il 18 Agosto. Entrambi sapevamo bene che sarebbe stata una dura prova per noi, perché io avrei potuto rivedere Maddalena [su chi sia, rivedi il post APRIRSI ALLA BELLEZZA – 1) Come si fa ad innamorarsi ed evitare delusioni? e seguenti] o comunque avrei passato due settimane dove abita, e con Chiara non ci saremmo visti per un mese, un periodo lungo per chi si è fidanzato da poco. Attendevo il giorno della mia partenza con ansia mista a timore, poiché sentivo di avvicinarmi alla resa dei conti: sarebbe stata la sesta e forse per me l’ultima vacanza nel paese di Maddalena, il terreno di guerra dove avrei combattuto la battaglia finale con i miei sentimenti per lei. Ce l’avrebbero fatta da soli i sentimenti per Chiara a prevalere e a sostenere una scelta sicura? Non potevo saperlo, non potendo prevedere l’effetto che mi avrebbe fatto rivedere Maddalena dopo un anno, un anno così intenso in cui la mia vita era completamente cambiata (rileggi i post AFFERRARE LA MANO TESA PER SALVARE – 1) Di chi fidarsi per uscire dalle situazioni più difficili?, – 2) Quando lasciarsi andare e quando lasciar andare? e IL TRIONFO DELL’AMORE – 1), – 2), – 3) richiamati sopra). Temevo lo sconvolgimento che questo avrebbe provocato in me, ma non tanto per me stesso, quanto perché non ero più solo, e anche Chiara ne avrebbe pagato le conseguenze. Io ero il suo fidanzato e avevo delle responsabilità nei suoi confronti: ciò che sarebbe capitato a me avrebbe riguardato anche lei.
Quell’estate, come già facevamo da qualche anno, affittammo un appartamento nel residence di fronte all’hotel di Maddalena, sempre di proprietà della sua famiglia. Ero cosciente che i miei sentimenti per lei non si erano del tutto assopiti, ma non sarebbe stato comunque imprudente avvicinarmi di nuovo al fuoco, rischiando un vero e proprio ritorno di fiamma? Non trovandomi proprio nell’edificio dell’albergo, volendo potevo anche decidere di evitarla e fare in modo di non rivederla, ma ancora non ero del tutto risoluto a farlo. Così, appena entrato in casa, le inviai questo SMS, dopo che ormai non la sentivo da qualche mese:
«Ciao Maddalena, sono appena arrivato a ***, credo ti farà piacere sapere che sono fidanzato da tre mesi e mezzo, ora sto bene, spero che anche tu stia bene… la scuola com’è andata? […]. Ciao ciao, Francesco».
Lei non mi rispose, e allora pensai che evidentemente preferisse non vedermi e non sentirmi, e ciò mi convinse definitivamente che fosse meglio non andare a cercarla, per tutti e due. Trascorsi le due settimane senza mai entrare nell’albergo, sebbene fosse a pochi metri dal residence. Qualche volta uscimmo con i miei in macchina, e tre-quattro volte feci una passeggiata o un’escursione a piedi da solo (Maddalena non era mai nei paraggi); per il resto restai in casa. Mi sentivo in territorio “nemico” ed ero deciso a non uscire allo scoperto. Però mi affacciavo spesso alla finestra della mia stanza, che dava sull’albergo, e se temevo di scorgere Maddalena me ne andavo subito… ma a volte la sentivo parlare, e allora chiudevo la finestra: mi faceva troppo male risentire quella voce che avevo amato per quattro anni e mezzo, figuriamoci cosa avrebbe provocato in me rivedere il suo viso… una volta sola la vidi, mentre tornava a casa tardi correndo, ed io ero affacciato alla finestra perché non riuscivo a dormire; ma lei non se ne accorse. Furono due settimane molto lunghe. Non potendo andare all’hotel, non avevo niente da fare e altri rapporti umani se non quelli con i miei genitori e con Chiara per cellulare. Era una condizione piuttosto frustrante, ma dovevo aspettarmi che non sarebbe stato piacevole in ogni caso trascorrere due settimane lì. Tuttavia sapevo che era una situazione che dovevo affrontare, una prova da superare per poter andare avanti. Capii che quando avevo conosciuto Cristina [su chi sia, rivedi i post AFFERRARE LA MANO TESA PER SALVARE – 1) e – 2) richiamati sopra] e poi l’amore di Chiara, avevo avuto la possibilità di relegare il sentimento per Maddalena nell’anfratto più angusto del mio cuore, per poter amare un’altra persona. Ma essendo comunque libero di scegliere, avrei potuto anche assecondare e seguire passivamente la spinta del sentimento per Maddalena e lasciare Chiara. Decisi invece di lottare. Per alleviare l’attesa, quando non uscivo, mi buttavo nella lettura, e mi aiutò soprattutto quella di tutto il Nuovo Testamento, che iniziai e terminai lì in meno di una settimana. Anche se non vedevo Maddalena, i miei sentimenti per lei si agitavano dentro di me, mi riempivano di dubbi e mi facevano soffrire molto. Ma tenevo duro, e rassicuravo Chiara quando la sentivo al telefono.
Finalmente giunse il giorno del ritorno a Roma. Ero in macchina, ormai eravamo in viaggio: avevo resistito, ce l’avevo fatta! Ero assorto nel pensiero di aver chiuso definitivamente un capitolo della mia vita: seppure in modo doloroso e senza aver chiarito come avrei voluto, l’avevo confinato nel passato… quando all’improvviso mi arrivò il seguente messaggio da Maddalena:
«Però potevi passare almeno a salutarmi…».
Mi si raggelò il sangue e mi sentii stretto in una morsa. Risposi:
«Beh, non l’ho fatto con cattiveria, è che siccome non mi avevi risposto all’SMS che ti ho mandato quando sono arrivato pensavo che non ti avrebbe fatto piacere».
Ma lei non rispondeva e io divenivo ogni minuto più agitato ed angosciato, con la solita sensazione che provavo quando ricevevo squilli o messaggi da lei; così gliene mandai un altro:
«Io che ne so, quando ti ho mandato l’SMS non mi hai risposto nemmeno con uno squillo, e nemmeno adesso mi stai rispondendo, e io che dovrei immaginare?».
Continuava a non rispondere, perciò aggiunsi in un altro messaggio:
«Vedi? Perché non rispondi? Che ti ho fatto?».
Finalmente mi scrisse:
«Ehi stai calmo, sto lavorando! Comunque ero senza soldi ed ero convinta che tu passassi comunque… mi pareva ovvio!».
Allora risposi:
«Non immaginavo che non avessi soldi, scusami allora, è colpa mia, non sono passato perché ho frainteso il fatto che non mi avevi risposto, mi dispiace, comunque se vuoi, potresti sbloccarmi su MSN, almeno parliamo meglio, io non ho nulla contro di te, non ti ho salutata solo perché pensavo che non volessi né sentirmi né vedermi».
Ma lei non scrisse più nulla. Quando arrivai a casa, nel primo pomeriggio, le inviai un altro messaggio:
«Ciao sono appena tornato a casa e sono sempre connesso su MSN. Va bene allora se ci sentiamo lì quando puoi, se mi sblocchi? Nel caso dovessi riaggiungere il mio indirizzo, è ***. Va bene per te? Risp».
Risp non l’avevo mai scritto a nessuno e tantomeno a lei, perché ritengo scortese spingere una persona a rispondere (anche se allora era una formula tipica di chiusura degli SMS); ma ti lascio immaginare lo stato in cui mi trovavo: profondamente turbato, molto scosso e ansioso di chiarire una volta per tutte. Ma niente da fare, nessuna risposta, nemmeno allo squillo che le feci la sera. Lo sconquasso causato in me da questo episodio fu tale da farmi arrivare persino a piangere mentre lo raccontavo ad un’amica in chat. Era da quando stavo con Chiara che non piangevo in quel modo. Volevo solo che il pensiero di lei smettesse di tormentarmi e speravo che mi sbloccasse per chiarire, darle l’addio una volta per tutte e mettermi il cuore in pace, perché senza chiarimento sentivo un peso sullo stomaco che non se ne andava, e non potevo evitare di continuare a pensarci. Non era la paura di soffrire a causa di Maddalena che mi attanagliava di più: ormai a quello ci ero abituato; ma non ero più io da solo, c’era Chiara con me. Potevo accettare il dolore per me, ma non volevo far soffrire ancora la ragazza che avevo accanto, perché aveva già sofferto abbastanza per me a causa del mio attaccamento a Maddalena.
Nell’attesa che Chiara ritornasse dalla Sicilia, aspettai con pazienza che il tempo lenisse quei sentimenti, e in breve l’impressione di quel giorno iniziò ad affievolirsi. Ecco, il giorno tanto atteso era arrivato! L’avrei riabbracciata fra pochi minuti! Ricordo bene con quanta trepidazione rimasi ad aspettarla davanti al cancello di casa mia, facendo avanti e indietro per quella che mi parve un’eternità. Ma finalmente, eccola! Aprii il cancello più in fretta che potei e, dopo quell’estenuante mese di lontananza, l’emozione e la gioia di riabbracciarci fu grandissima, ed ebbi la sensazione di baciarla come per la prima volta. Sentimenti, questi, che vissi anche gli anni successivi, ogni volta che tornò dalla sua vacanza, ma via via più tenui rispetto all’impetuosità della prima volta, com’è normale che sia, e ormai dovresti intuire facilmente perché (vedi il post NON SONO PIÙ INNAMORATO/A. CHE FARE? – 1) La fine dell’innamoramento è normale).
Questi sono i sentimenti. Credi che con ciò siano finite le mie fluttuazioni sentimentali? Nient’affatto. Tanto per cominciare, i miei sogni sul bisogno di chiarimento con Maddalena continuarono a tormentarmi. Dopo qualche mese decisi di fare un ultimo tentativo: le spedii per posta una lunga lettera (per dare un’idea, era lunga dieci pagine e mezza formato A4 in questo carattere, foto escluse), parlandole a cuore aperto e raccontandole più in dettaglio la mia storia e come avessi vissuto il mio rapporto con lei, nella speranza di convincerla a darmi le risposte che cercavo. In seguito mi pentii di averlo fatto; comunque ecco la lettera, che riporto in forma breve omettendo le parti dove raccontai le vicende che qui ho già descritto nella prima serie di post.
L’ultima lettera a Maddalena
Cara Maddalena,
eh sì, sono Francesco di Roma, spero tu stia bene; non preoccuparti, la prima cosa che ti dico, per tranquillizzarti subito della sorpresa (immagino) di questa lettera, è che è verissimo che sono fidanzato, da quasi nove mesi ormai, cioè dal 3 Aprile 2007. Ti prego di leggere fino in fondo questa lettera, e a poco a poco capirai perché ti ho scritto. Innanzitutto non vorrei proprio che pensassi che mi stia inventando questa storia per qualche subdolo motivo… per esempio per cercare di riavvicinarmi a te con la scusa che tanto, essendo fidanzato, potremmo sentirci in amicizia, perché non è assolutamente così: la mia ragazza, Chiara (strano ma vero, Francesco e Chiara!), è la pura realtà! Qualche dubbio? Non prendere come un gesto di sfida o di rivalsa da parte mia nei tuoi confronti il fatto che ti allego qualche nostra foto, ma semplicemente come prova della mia sincerità.
Beh, ti starai chiedendo in ogni caso perché allora ti abbia scritto. Oltre a convincerti che è vero che sto con una ragazza dal 3 Aprile (come già ti ho detto in un messaggio quando stavo a *** quest’estate), ci terrei a spiegarti come la mia vita possa essere stata stravolta fino a tal punto, e a chiarirti alcune cose, prima di chiedere a te di chiarirmene altre. Abbi pazienza quindi, per favore, perché questa lettera non sarà affatto breve, per quanto possa provare a sintetizzare (me ne scuso!), e leggendo comprenderai tutti i motivi per i quali ho deciso di scriverti.
Cominciamo da un riassunto della mia storia, che ti permetterà di capire come io sia giunto alla condizione attuale, e che soprattutto spero ti chiarirà alcune cose; premetto che non scriverò nemmeno una parola o un’affermazione che non siano la verità, perché oltretutto sono convinto che specialmente nelle situazioni delicate non giovino affatto le bugie e le mezze verità; ecco perché io te la dirò tutta, poi tu sei libera di decidere se credermi o meno. Le cose da dire sarebbero tantissime […]. Ad ogni modo ti sintetizzerò quelle che credo siano le più importanti che tu debba conoscere.
[Raccontai la mia storia a partire dalla prima volta in cui giunsi a *** nello stato di blocco sentimentale conseguente alla dolorosa esperienza di Claudia (vedi il post INNAMORAMENTO – 1) Perché ci innamoriamo di una certa persona?), passando per gli anni del mio amore per Maddalena, fino alla “storia” con Cristina e poi a quella con Chiara, e spiegai come trascorsi la mia ultima vacanza in Trentino.]
Quando mi arrivò il tuo messaggio, che mi colpì con una forza straordinaria, che rischiò di vanificare tutti i miei sforzi: “Però potevi passare almeno a salutarmi…”, un miscuglio di emozioni cominciò a riempirmi: timore di un ritorno di fiamma, senso di colpa per esserti sembrato scortese, dubbio perché non sapevo cosa stessi immaginando essere il motivo di quel mio comportamento (che ora ti ho spiegato) e perché non sapevo se avessi creduto o meno al fatto che mi ero fidanzato. Io sono fatto così, voglio la verità e vorrei che le persone mi credessero perché sono una persona sincera, e non mi andava che tu pensassi che la mia fosse una volgare scusa per avvicinarmi di nuovo a te. Mi agitai parecchio, e ti risposi mandandoti tre messaggi praticamente di fila. [Trascrissi gli SMS che ci scambiammo quel giorno, fra cui l’ultimo, nel quale le avevo chiesto di rispondermi.] “Risp” non l’avevo mai scritto a nessuno, mi era sempre parso scortese, ma quel giorno volevo solo che mi rispondessi, in modo da poterti spiegare tutto, cosa che sto facendo in questa lettera, e così da rimettermi il cuore in pace. Tu continuasti ad ignorarmi, e non rispondesti nemmeno allo squillo che ti feci la sera stessa.
Ora il racconto è veramente concluso. Sai perché l’ho fatto, oltre che per chiarirti come io abbia vissuto tutta la storia? Perché credo che se si vuole che una persona si apra a noi affinché ci chiarisca o ci riveli qualcosa, dobbiamo aprirci noi a lei per primi, in totale sincerità, rispetto e ragionevolezza. Ecco perché mi sono messo a nudo di fronte a te in questa lettera, rivelandoti la mia storia con tutti i suoi eventi, i miei sentimenti, i miei pensieri. Questo significa che io sto cercando qualcosa da te.
Chiara sa benissimo che ti sto scrivendo in questo momento, e tra noi non c’è alcun problema, né io nutro alcun sentimento per te che non sia affetto, perché ti voglio bene come posso voler bene alla ragazza che ho amato per quattro anni e mezzo, ma che ho smesso di amare. E allora perché ho voluto scriverti, per la miseria? Ti starai ancora chiedendo, se hai avuto l’infinita pazienza di leggere questa lettera fin qui. È giunto il momento di spiegarti cosa vorrei sapere da te. Io ora sono molto felice, e sto concludendo questa lettera dopo aver trascorso una bellissima serata con Chiara, ma vorrei una volta per tutte ricevere le risposte alle domande che mi hanno sempre tormentato per quei quattro anni e mezzo riguardo a te. Continuo tuttora a sognarti, ma, quando mi appari dinnanzi, non provo nulla, se non l’ardente desiderio che tu mi dia quelle risposte. Vedi, Maddalena, io ho tanto amato e sofferto per te in quegli anni che credo sia mio diritto adesso sapere la verità; non ce l’ho mai avuta con te né ho mai pensato male di te, perché non è mai stata colpa tua se ho sofferto. Ma voglio una giustificazione del mio passato, non del mio presente, attualmente felice. Ti ho descritto in che modo io ho vissuto tutte queste vicende dal mio punto di vista: ebbene, vorrei che tu facessi altrettanto con me.
Vorrei che mi spiegassi cosa pensassi quando mi hai dato il tuo numero e quando ci sentivamo ogni tanto, e se immaginassi qualcosa dei miei sentimenti; vorrei che mi raccontassi come tu abbia vissuto la mia dichiarazione nell’estate 2006 e che pensieri ti sia fatta; vorrei che mi dicessi cosa pensassi di me e cosa provassi per me in quel momento; vorrei che mi dichiarassi apertamente ciò che hai tentato di comunicarmi solo con il silenzio; vorrei che mi confessassi se è vero che mi hai sempre tenuto bloccato volutamente su MSN oppure no; vorrei che mi chiarissi cosa tu abbia pensato quest’ultima estate quando ti ho scritto che ero fidanzato e non sono passato a salutarti e quando è avvenuto il nostro ultimo scambio di messaggi, e le ragioni per cui dopo quello non mi hai più risposto; e vorrei che mi descrivessi la tua situazione attuale, per sapere se stai insieme a qualcuno che ti rende felice oppure no, e per verificare se tu stia bene come me e come mi auguro.
Perché senza le tue esplicite risposte a queste domande io non posso vivere del tutto sereno, ricordando il mio passato come qualcosa di doloroso e per di più oscuro; l’esperienza di Cristina per esempio è stata dolorosa, ma perfettamente chiara, e così ho potuto riporla al sicuro in un cassetto dello scaffale dei miei ricordi: ti prego, permettimi di chiarire e definire anche il ricordo di te, cioè di conoscere tutte le motivazioni che hai avuto per le tue scelte e i sentimenti che ti hanno guidata, affinché il mio cuore, la mia mente e la mia anima possano darsi pace e cessare di arrovellarsi sulle domande che ti ho sopra espresso, cosicché io possa non disturbarti più ed assicurare una volta per tutte a me stesso e alla mia ragazza che il tuo è un capitolo finalmente chiaro in tutte le sue parti e perciò definitivamente chiuso.
Mi affido completamente alla tua saggezza e alla tua sensibilità, le quali senz’altro ti suggeriranno di rispondere alle domande che ti ho posto implorando una risposta. Il fatto che tu risponda o non risponda deciderà se potrò finalmente iniziare a far cicatrizzare una ferita che conosco bene oppure se continuerò a non esserne in grado, non conoscendola ancora adeguatamente.
Ho pensato e scritto interamente io questa lettera, senza la manipolazione, il controllo, il parere o la supervisione di nessuno. Molte informazioni che ti ho scritto sono di natura molto personale, ti prego quindi di trattarle con adeguato riguardo.
Un saluto e un sincero grazie per aver avuto la cortesia di leggere tutta la lettera, e tanti auguri per un sereno anno nuovo, visto che ho ultimato questa lettera, seppur pensata da parecchio tempo, la sera del 25 dicembre 2007, e Natale è già alle spalle.
Grazie infinitamente per tutto,
Francesco
Com’è andata a finire? Scoprilo nel prossimo post!
Nel prossimo post: COME ANDARE OLTRE I SENTIMENTI CONFUSI E DECIDERE LA COSA MIGLIORE? La mia esperienza personale (parte 2)
Vedi l’indice di tutta la serie: AMORE – problemi e consigli
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