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I sentimenti vanno tutti seguiti? Quali aiutano ad amare e quali no?
I sentimenti sono componenti naturali della psiche, che vanno orientati all’amore vero mediante la volontà e la ragione
Se hai la volontà razionale di amare (vedi i post PER QUALE MOTIVO DOVRESTI RIMANERE PROPRIO CON QUELLA PERSONA?, COME RISOLVERE LE CRISI, I PROBLEMI SENTIMENTALI E RESTARE INSIEME? L’amore è un sentimento o un atto di volontà? e COME ATTUARE LA SCELTA DI AMARE VERAMENTE E MANTENERE SOLIDA LA RELAZIONE? Cos’è la volontà razionale di amare?), cioè se vuoi amare veramente il partner, Tu fai una scelta per amore dell’altro a prescindere dai sentimenti.
Ma non per questo i sentimenti cessano di esistere, in quanto componenti naturali della persona umana. Allora, se vuoi amare davvero, non devi cercare di eliminarli, ma devi subordinare i moti della sentimentalità – sentimenti, affetti, pulsioni, emozioni, sensazioni e passioni – alla realizzazione concreta della tua scelta. Perciò è proprio dell’amore, della sua purificazione e del suo perfezionamento, che i sentimenti siano opportunamente controllati e regolati dalla volontà mediante la ragione, e ordinati al fine di amare veramente.
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La ragione non è contro tutti i sentimenti, ma contro quelli che impediscono di amare
Lo stoicismo, considerando i sentimenti come malattie dell’anima, passioni che turbano l’intelligenza e impediscono di ragionare, li riteneva cattivi, e mirava non solo al dominio della ragione su di essi, ma addirittura all’apatia (assenza di passione). Tuttavia la ragione non è indiscriminatamente contro tutti i sentimenti. Ad esempio nel post CUORE E MENTE POSSONO ANDARE D’ACCORDO? La ragione è in armonia con il sentimento dell’amore? abbiamo visto che essa è in armonia con il sentimento dell’amore (in assenza di impedimenti alla vera unione con l’altro, vedi il post COSA PUÒ IMPEDIRE DI VIVERE UNA VERA RELAZIONE DI COPPIA? Quando è giusto lasciare il partner?), poiché le percezioni teleologiche che lo accompagnano corrispondono alle modalità ricavate dalla ragione per amare veramente: gratuità, generosità, esclusività, perennità, unione totale.
Invece la ragione è in conflitto con le percezioni anti-teleologiche, che si oppongono all’amore. I sentimenti, considerati in se stessi, non hanno una qualifica morale, non sono né buoni né cattivi, ma sono tali nella misura in cui dipendono dalla ragione e dalla volontà[1]. Infatti è la ragione che riconosce il bene e il male morale in base alla verità, e propriamente buoni o cattivi sono gli atti (interni o esterni) che la persona compie volontariamente, a seconda che siano conformi alla ragione e alla verità sul bene morale oppure in contrasto con essa.
Sentimenti volontari e involontari
Il sentire di per sé non implica suscitare volontariamente ciò che si sente oppure acconsentirvi, né tantomeno agire necessariamente in base a ciò che si sente, perché abbiamo una volontà libera. Ricordiamo la frase di S. Tommaso:
“O il movimento della volontà non ha luogo [cioè si ha un atto involontario] e domina esclusivamente la passione; oppure si dà il movimento della volontà [cioè un atto volontario] e allora essa non segue necessariamente l’impulso della passione”[2].
I sentimenti sono:
- involontari quando nascono spontaneamente, senza la decisione della volontà, e la volontà non vi acconsente o non vi si può opporre;
- sono invece volontari quando vengono suscitati volontariamente oppure quando la volontà vi acconsente, decidendo di non opporsi ad essi o di coltivarli, precisa lo stesso S. Tommaso[3].
Sentimenti buoni e cattivi, positivi e negativi
Perciò i sentimenti si possono dire moralmente buoni o cattivi solo quando sono volontari. Quindi provare certi sentimenti non è né un bene né un male in sé; è il suscitarli o l’acconsentire volontariamente ad essi che è buono o cattivo, in base al loro oggetto. In tale circostanza,
- i sentimenti sono moralmente buoni quando contribuiscono ad un’azione buona;
- mentre sono cattivi nel caso contrario, cioè quando non aiutano a compiere un’azione buona o vi si oppongono, spingendo a fare tutt’altro.
Ora spiegherò meglio due termini che ho già utilizzato, per facilitare l’applicazione di questo discorso alle nostre riflessioni sull’amore. A prescindere dal fatto che vengano suscitati volontariamente oppure nascano spontaneamente, io definisco:
- positivi i sentimenti che spingono o aiutano ad amare il proprio partner, in tutto ciò che l’amore comporta;
- e negativi i sentimenti che non aiutano ad amarlo, oppure spingono a non amarlo o a scelte ed azioni contrarie al vero amore per l’altro.
La volontà razionale asseconda i sentimenti positivi, non quelli negativi, e consente di amare anche a prescindere dai sentimenti
La volontà razionale di amare non agisce solo per contrasto, non è sempre contraria ai sentimenti, ma li trascende, cioè agisce indipendentemente, a prescindere da essi: asseconda e segue la spinta di quelli positivi, ma non asseconda e non segue quelli negativi; compie o non compie determinate scelte e azioni anche in completa assenza di sentimenti, valutando attraverso la coscienza morale se si addicono o non si addicono all’amore (vedi il post COME CAPIRE QUALI SCELTE E ATTI CONCRETI BISOGNA COMPIERE PER AMARE VERAMENTE?).
Aggiungo subito, e poi lo vedremo meglio, che anche i sentimenti negativi possono essere sfruttati come occasioni di bene, per compiere scelte e atti di amore più puro e perfetto.
Perché è importante riflettere prima di agire sull’impulso delle emozioni?
La ricettività immanente passiva serve per innamorarsi
Nell’innamoramento, e quindi nella fase estetica del cammino dell’amore, la ricettività immanente passiva (vedi i post COSA SI PROVA QUANDO SI È INNAMORATI? (Parte IV) Desiderio di unione totale: vorresti stare con lui/lei? e BREVE SINTESI DELLA PRIMA SERIE DI POST, E PERCHÉ UN’ALTRA SERIE DI POST SULL’AMORE? Il sentimento dell’amore, le difficoltà ad innamorarsi e i problemi successivi) è l’apertura interiore necessaria per accogliere e far maturare il sentimento di amore e avvertire le percezioni teleologiche.
Per passare dall’innamoramento all’amore serve la riflessività critica attiva
Ora, nella fase etica del cammino dell’amore abbiamo bisogno di un’altra capacità: la riflessività critica attiva, come preannunciato nel post NON SONO PIÙ INNAMORATO/A. CHE FARE? – 2) Dai problemi sentimentali al problema della scelta: restare con il partner o lasciarlo?.
Questa è la capacità di “filtrare” volontariamente i sentimenti, attraverso la coscienza morale che li giudica e la volontà di assecondare e seguire quelli positivi e non assecondare né seguire quelli negativi, se possibile dirottando la loro forza verso scelte buone. I sentimenti, senza il controllo della ragione e la regolazione della volontà, sono come ciechi che gironzolano senza guida. La ragione deve sempre controllare e la volontà regolare i sentimenti per valutare la moralità delle scelte a cui essi spingono a seconda delle circostanze.
Chiaramente la riflessività critica attiva si oppone alla passività dello spontaneismo (fare sempre, tutto e solo ciò che ci si sente di fare: vedi il post DECIDERE SE RIMANERE INSIEME O LASCIARE IL PARTNER SOLTANTO IN BASE AI SENTIMENTI È UN BUON CRITERIO DI SCELTA?), ma non alla spontaneità: non è detto che quel che si fa non debba mai essere spontaneo. Grazie a questa capacità, puoi fare spontaneamente ciò che ti senti di fare, quando è giusto assecondare e seguire determinati sentimenti; mentre non assecondi né segui altri sentimenti quando non è giusto seguirli; e in ogni caso, se vuoi amare davvero, fai la cosa giusta con o senza l’aiuto o l’opposizione dei sentimenti, che ti venga spontaneo oppure no.
La riflessività critica attiva infatti è anche la capacità di ascoltare la coscienza morale – quindi di ragionare sulla bontà o cattiveria delle scelte e azioni da compiere – e di seguire i suoi dettami a prescindere da ciò che si sente, per amare veramente in ogni situazione.
“Al cuore non si comanda”? A volte i sentimenti nascono spontaneamente, ma poi spetta alla tua intelligenza e volontà scegliere quali assecondare
Detto così può sembrare macchinoso, ma in realtà con il tempo e con la pratica vedrai che ti verrà sempre più facile e spontaneo scegliere ed agire in questo modo, diventando davvero padrone della tua vita e non sottomettendoti più passivamente alle reazioni cieche e automatiche dei tuoi sentimenti.
Spesso i sentimenti nascono spontaneamente, senza la decisione della volontà. Non bisogna sentirsi in colpa per queste spinte interiori involontarie, per quanto forti e devianti dal bene possano essere, basti pensare alle tentazioni di tradimento o alle attrazioni per altri. Però, una volta percepite, è compito della volontà assecondarle e seguirle o meno, a seconda della moralità del loro oggetto. Se si rifiuta di fare questo, ed è il caso dello spontaneismo, l’uomo diventa una sorta di belva indomabile, con un’emotività molto più dilatata rispetto a quella di un animale, che è in grado di spingerlo alle più grandi imprese nel bene e nel male. Ma l’essere umano è tale perché possiede l’intelletto e la volontà, che prevengono i danni causati da un’emotività non filtrata, incontrollata e sregolata.
Forse pensi ancora che “al cuor non si comanda”? Al cuore si comanda eccome, visto che l’intelletto e la volontà fanno parte del cuore, il centro vitale e decisionale della persona. Oppure hai ancora il dubbio che sia sbagliato non seguire le tue sensazioni e le forti spinte interiori? Del resto si sente dire in continuazione che “conta solo ciò che provi e quello che ti senti di fare”; “ciò che viene dal “cuore” (in realtà dalla sentimentalità), verso cui ti senti spinto, è sempre giusto. Perciò devi fare tutto ciò che senti”.
Cosa succede se fai sempre ciò che senti
Bene, allora prova, comincia subito a fare tutto quel che ti senti di fare: tratta male tutti quando hai i nervi; bevi e drogati fino ad andare all’ospedale quando hai voglia di sballarti; fatti tutte le persone che ti piacciono e lasciale ogni volta che ti stufi; abbandona o uccidi il partner e i figli se ti innamori di un altro o non te la senti di fare il genitore; non fare lavori che non ti piacciono, non lavorare se non ti va, muori di fame e manda sul lastrico la tua famiglia; picchia e ammazza la gente quando ti incavoli; stupra tutte le persone che ti attraggono per strada o nei locali. Poi quando sarai all’ospedale, in prigione, al cimitero o peggio solo, senza amore e con la vita sprecata, potrai renderti conto che quelle idee forse erano sbagliate!
Segui il sentimento che ti spinge ad amare, non quelli negativi: non si ama per il proprio appagamento sentimentale, ma per amore dell’altro
Allora non si devono assecondare e seguire acriticamente tutti i sentimenti. Se si percepisce un sentimento positivo, la volontà razionale di amare lo asseconda e lo segue, non per appagare la tendenza del sentimento, ma perché essa agisce per amore dell’altro, accogliendo volentieri anche il contributo del sentimento positivo, se presente, e rifiutando l’influsso di quelli negativi. Devi amare per amore dell’altro, non perché ti senti di farlo; ma se in più ti senti di amare, tanto meglio, purché Tu non lo faccia solo con l’intenzione egoistica di appagare il tuo sentimento invece di amare per amore dell’altro. Non si deve stare insieme ad una persona solo per appagare il sentimento, ma per amore dell’altro.
Questo però non significa che il sentimento positivo vada escluso: quando si sente, tanto meglio, anzi va coltivato, seguito e goduto; ma quando non si sente, pazienza, si deve amare lo stesso! Perché non si ama per il proprio appagamento sentimentale, ma per amore dell’altro. L’amore si rivela tanto più grande quanto più è generoso e cioè costa sacrificio, si oppone ai sentimenti egoistici e si adopera per il bene dell’altro anche in assenza di sentimenti positivi e con l’opposizione di quelli negativi.
La ragione ha dedotto cosa è necessario fare per amare davvero, ossia le cinque modalità: gratuità, generosità, esclusività, perennità, unione totale. Adesso vanno applicate pure rispetto ai sentimenti, respingendo le loro negazioni. Ecco la regola da tenere a mente. Siccome le percezioni teleologiche spingono a realizzare quelle modalità, e quelle anti-teleologiche alle negazioni di esse, bisogna assecondare e seguire le percezioni teleologiche quando ci sono; attuare comunque le modalità quando non ci sono; non coltivare né seguire le percezioni anti-teleologiche quando ci sono.
I sentimenti negativi da non assecondare in una relazione di coppia
Una rinfrescata su questi sentimenti negativi:
- desiderio di altre persone, tentazioni di tradimento, vecchi e nuovi innamoramenti;
- voglia di lasciare l’altro quando non si sente più la spinta sentimentale;
- paura e rifiuto di impegnarsi fino in fondo;
- amor proprio che induce a mettere al primo posto la propria felicità anziché il bene dell’altro.
Se si vuole amare davvero, e non solo se stessi, non bisogna mai assecondare né seguire tali sentimenti, e nemmeno dar loro troppo peso. Sembra impossibile, ma col tempo e con la buona volontà ci si abitua a non farsi influenzare da queste spinte negative, mettendole in secondo piano rispetto alla scelta di amare una sola persona, fino in fondo, per tutta la vita.
Ogni volta che si avvertono sentimenti negativi, si sa che non vanno seguiti, punto; non è necessario, anzi è doloroso e controproducente starli a soppesare, scrutare e analizzare dando loro più peso di quello che devono avere. È meglio fregarsene, fare come se non ci fossero e andare dritti serenamente per la strada scelta, senza fasi influenzare o abbattere. Vanno trattati come ostacoli senza importanza, non in grado di scalfire le proprie intenzioni, come quando una persona se ne infischia degli insulti e delle malignità delle persone nemiche, non abbassandosi al loro livello, non dando loro peso né soddisfazione. Certo è chiaro che questa può essere una lotta interiore parecchio difficile, che a volte può richiedere sforzi eroici e comportare molta sofferenza.
L’espressività della musica Metal rispecchia la nostra complessità psicologica
Sai qual è secondo me una delle forme d’arte che meglio rappresenta la condizione in cui l’uomo è in preda a sentimenti contrastanti, e nonostante tutto cerca di proseguire sulla strada giusta? La musica Metal, specialmente nelle varianti sinfoniche e melodiche dei due sottogeneri estremi Death Metal e Black Metal. In questi stili, le melodie movimentate, tenebrose o nostalgiche delle chitarre tremolanti e gli slanci musicali più armonici e maestosi erompono con sofferenza dall’opprimente sfondo cupo, pesante e martellante della batteria e del rabbioso o disperato, profondo o stridulo canto gutturale, una voce che evoca ira o lacerazione e tormento.
Quando ascolto il Metal estremo sinfonico o melodico, vibrano le mie corde più profonde, e rabbrividisco rispecchiandomi in questa musica, che rappresenta più efficacemente di qualsiasi altra la mia lotta interiore, in cui la volontà di amare si erge contro i sentimenti negativi. Per i momenti in cui prevalgono i sentimenti positivi e l’allegria, c’è la veloce, melodica e pomposa euforia del Power Metal; per quelli più tristi, il lento, cupo e pesante incedere del Doom Metal; mentre il Metalcore esprime al meglio la veemenza delle passioni e dei sentimenti, e in alcuni gruppi addirittura la decisione della volontà, la convinzione della ragione e la forza della fede… potrei continuare a lungo e mostrare come il vastissimo genere Metal abbia una grandissima forza espressiva, adatta a descrivere qualunque pensiero e stato d’animo.
Se dobbiamo frenare i nostri istinti violenti, perché non dovremmo farlo anche con i sentimenti negativi che distruggono le nostre relazioni?
Se vuoi essere onesto con te stesso, devi ammettere che anche dentro di te a volte mancano sentimenti positivi o ci sono sentimenti negativi, pure se non vorresti, non solo riguardo alla persona con cui stai. Tu sei responsabile di come reagisci a questi sentimenti non solo nei confronti di te stesso, ma anche degli altri. Tu infatti non sei solo Tu, sei anche le tue relazioni: sei il o la conoscente, il o la collega, l’amico o l’amica, il o la parente, il fidanzato o la fidanzata, il marito o la moglie, il padre o la madre, il figlio o la figlia, il fratello o la sorella, il o la nipote, il prossimo del tuo prossimo.
Se ad esempio assecondi o segui un sentimento negativo che ti fa danneggiare o rompere il tuo fidanzamento o matrimonio, Tu ferisci o uccidi la parte di te che è nell’altra persona: il tuo essere il suo fidanzato o la sua fidanzata, suo marito o sua moglie, e così ferisci o uccidi anche lei.
Oppure potresti cedere spesso all’ira, alla voglia di spaccare tutto e fare a botte, ma ti trattieni per il timore delle conseguenze per te e per gli altri. Tutti riconoscono la non violenza (a meno che non sia assolutamente necessaria) come esigenza oggettiva della moralità; se dunque dobbiamo frenare i nostri istinti violenti, che distruggerebbero i nostri rapporti con gli altri e loro stessi, perché non dovremmo frenare pure gli altri sentimenti negativi, che tendono a farci spezzare il legame costruito con la persona con cui stiamo insieme, a ferirla o ucciderla anche solo moralmente, e ci impediscono di amarla veramente, fino in fondo e sino alla fine?
Perché dobbiamo controllare e regolare i nostri sentimenti
Per questo la paziente ma decisa opera di “filtraggio”, controllo e regolazione dei sentimenti è assolutamente necessaria, poiché dentro di noi c’è un costante ribollire di oscurità, che se non viene controllato e regolato può portare fino agli atroci delitti che sentiamo tanto spesso al telegiornale.
A questo dedico la poesia sottostante.
Cuore nero
Il mio cuore non è rosso come il sangue:
non ho ucciso, non ho commesso crimini,
non ho tradito, né fatto male a alcuno;
ma se voi sapeste…
se sapeste com’è nero,
nero come la cronaca mai scritta
di irriferibili delitti mai compiuti,
concepiti nei dettagli…
che atroce verità vi colpirebbe!
Ma io non permetterò che macchi
il candore della vostra vita;
no, voi non dovete sapere
come è nero il mio cuore.
Ma come, come può esser vero questo,
come posso essere malvagio
se non c’è malizia alcuna
nei miei occhi e in alcun gesto,
parola o legame che abbia costruito?
Una bella città non esiste, senza fogne.
Se voi vedeste…
se vedeste l’orrore che si cela
dietro certe gentilezze
e bramosi sguardi rapiti e rapitori,
il macabro silenzio
di tutte le parole seppellite,
la ribelle smania distruttrice
che devasta le proprietà e le relazioni…
allora sentireste il miasma fetido
che aleggia sopra quelle fogne
e mi lascia nauseato.
Ma io non vi farò scendere
in quella putrida cloaca;
no, voi non dovete vedere
lo scorrere di quelle acque nere.
Io non dico, con malcelato vittimismo
o patetico orgoglio ferito,
che non vi servo a niente;
lo so ciò che sono di buono
per voi, per voi che non sapete:
il figlio, il fratello, il nipote,
l’amico sincero e fidato
ed il fedele fidanzato,
il prossimo del mio prossimo.
Se, oppresso dalla lotta,
distruggessi le mie relazioni,
ucciderei me stesso in voi;
e, se qualcosa di buono mi resta,
è non volervi aggiungere un dolore
per far cessare il mio.
Lo so che avete bisogno di me
così come voi mi conoscete,
senza vedermi tutto intero;
per questo lotto senza tregua:
per non mostrarvi mai il mio cuore nero.
Suggerimenti su come amare teneramente, gratuitamente, fedelmente e generosamente nei prossimi post
Fatte queste considerazioni sui sentimenti, nei post successivi darò qualche suggerimento pratico per dimostrare, purificare e perfezionare l’amore e la relazione con l’altro, attraverso la tenerezza, la gratuità, la fedeltà e la generosità.
Nel prossimo post: L’IMPORTANZA DELLA TENEREZZA: COME AMARE PREMUROSAMENTE E PAZIENTEMENTE IL PARTNER?
- Come esprimere affetto e tenerezza? Come affrontare le discussioni?
- Perché e come fare attenzione al proprio atteggiamento, ai propri gesti e al proprio aspetto fisico?
Vedi l’indice di tutta la serie: AMORE – problemi e consigli
Questi post offrono consigli e riflessioni importanti sui dubbi e problemi in amore, difficilmente trovabili altrove.
Tuttavia, se hai bisogno di aiuto psicologico diretto, ti consiglio di rivolgerti ad un professionista.
Questo sito non è affiliato in nessun modo ad alcun servizio di consulenza psicologica.
Giusto per avere un riferimento, vedi ad es. https://www.unobravo.com/focus/relazioni
NOTE
- Cfr. S. Tommaso d’Aquino, Somma teologica, I-II, q. 24, a. 1; Catechismo della Chiesa cattolica, n. 1767. ↑
- Somma teologica, I-II, q. 10, a. 3. ↑
- Cfr. ibidem, I-II, q. 24, a. 1. ↑
