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Tutti gli amori finiscono? È destino che alcune storie finiscano? Come evitare la rottura delle relazioni?
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“Tutti gli amori finiscono”: è destino che alcune “storie” finiscano?
Il fatalismo pseudo-religioso sminuisce il nostro libero arbitrio
Alcuni con una mentalità fatalista pseudo-religiosa potrebbero pensare: “Magari questa storia e la sua fine l’ha voluta Dio stesso (o il destino, il fato, il karma…) per me, per farmi vivere un’esperienza attraverso cui maturare, e darmi poi modo di viverne un’altra più profonda, che prima non avrei saputo vivere”.
A chi attribuisce questo a Dio, rispondo: eh già, Dio userebbe così le persone che ci propone di amare nella nostra vita, dando loro il dono dell’amore e della felicità attraverso di noi per poi sottrarglielo, ferendole e facendole soffrire per i capricci del suo disegno (confermando i nostri)? Ma – già l’ho fatto presente nel post INNAMORAMENTO – 1) È solo questione di chimica? a proposito del riduzionismo pseudo-religioso dell’innamoramento (teoria fatalista) – che razza di dio sarebbe un dio così? Un dio malvagio anziché buono, che quindi non esiste, o andrebbe eliminato (vedi i futuri post sul problema dell’esistenza e della natura di Dio).
Dio sa trarre il bene anche dal male, ma non è lui a volere il male
Il fatto che Dio sappia trarre il bene dal male, non significa che ne sia l’artefice, e che non avrebbe potuto usare un altro mezzo. Egli può usare le cattive azioni degli uomini e i loro effetti come mezzi per conseguire i suoi scopi, ma non ne è la causa: siamo noi la causa delle nostre azioni cattive, e Dio, senza violare alcuna volontà, fa rientrare anche le nostre libere scelte sbagliate nel suo piano di bene (vedi questi futuri post sul problema del male).
“Ma se io non avessi lasciato lui/lei, non sarebbe avvenuta quest’altra cosa”: discutiamone
Come potrebbe replicare il fatalista?
- “Ma ad es. se Sant’Agostino non avesse lasciato la sua donna (dalla quale ebbe un figlio, morto giovane, e con cui convisse per quindici anni prima di convertirsi e diventare sacerdote), non sarebbe diventato il filosofo, vescovo, teologo e santo che divenne”.
- “Ma se mia madre o mio padre non avesse lasciato il suo ex, non si sarebbe messa o messo con mio padre o mia madre e io non sarei mai nato o nata”.
Se anche questo fosse vero (e non è detto, perché certe cose possono accadere per diverse vie), non implica affatto che Dio abbia causato direttamente quelle scelte sbagliate per ottenere degli effetti positivi, ma soltanto che egli ha saputo trarre il bene dal male, facendo scaturire da scelte umane in sé sbagliate delle nuove opportunità e delle conseguenze molto buone, ragion per cui le ha permesse. Ma meglio sarebbe stato per loro se tali persone in quel momento avessero fatto le scelte giuste anziché quelle sbagliate.
Risposte alle obiezioni sopra
- Forse Sant’Agostino avrebbe potuto diventare un grande pensatore e santo anche da sposato, e comunque avrebbe fatto bene a sposare la donna con la quale era impegnato, e ne sarebbe potuto scaturire un gran bene.
- Se anche tua madre o tuo padre fosse rimasta o rimasto con l’ex, avrebbe avuto ugualmente la possibilità di amare, realizzarsi e dare vita ad altri figli. Sì, ipoteticamente parlando Tu non saresti nato o nata, ma Dio non conosce e non vuole la nascita di una determinata persona a prescindere dalle scelte degli uomini, costringendoli a vivere diverse “storie” per compiere un suo progetto astratto.
Dio conosce e vuole da sempre le persone che nasceranno, ma in un preciso momento e contesto in base alle scelte e situazioni concrete poste in essere liberamente dagli uomini. La volontà del creatore non era che Tu esistessi e basta, a prescindere dalle condizioni che lui stesso ha voluto per la generazione della vita umana (la pro-creazione), ma che Tu esistessi se i tuoi genitori si fossero uniti liberamente e avessero accettato di aprirsi alla generazione di un figlio, cosa che aveva previsto (ma non predeterminato direttamente) nel suo disegno eterno (vedi in particolare il futuro post sulla compatibilità o meno fra libero arbitrio umano e “prescienza” divina).
Siamo chiamati ad amare veramente la persona a cui ci leghiamo, non a lasciarla egoisticamente, pensando poi “si vede che doveva andare così”
Se Dio ci propone delle persone di cui ci innamoriamo e con cui costruiamo una storia, non sarà per darci la possibilità di amarle veramente, incondizionatamente, perennemente, come egli le ama e ama noi, per arrivare al suo stesso Amore, che è la vera realizzazione della persona umana (scopri perché in questo futuro post), dandoci quindi ogni volta l’occasione per realizzarci nel modo più pieno?
Ma naturalmente ci lascia liberi, e possiamo accettare o rifiutare ogni possibilità che ci manda, ogni persona che ci pone affianco nella vita, come spesso facciamo, disfacendo ogni volta la tela del meraviglioso progetto d’amore che Dio continua a preparare per noi, e che non si stanca mai di ricucire dopo che noi l’abbiamo strappata per l’ennesima volta.
Come uscire dal circolo vizioso della rottura delle relazioni?
Il rispetto esteriore delle convenzioni sociali, credere di aver trovato la “persona giusta” e considerare il legame affettivo, non sono l’amore vero
L’esperienza mostra che non è sempre vero che tutti gli amori finiscono. Ma perché a un certo punto questo ciclo di relazioni interrotte può finire e ci si “sistema”, ci si sposa o comunque si rimane insieme ad oltranza? Riepilogando le motivazioni comuni, esaminate nei post precedenti, per cui si sceglie di restare insieme (almeno temporaneamente), un po’ più forti dello spontaneismo immediato (per il quale vedi i post DECIDERE SE RIMANERE INSIEME O LASCIARE IL PARTNER SOLTANTO IN BASE AI SENTIMENTI È UN BUON CRITERIO DI SCELTA? e HAI MAI LASCIATO O PENSI DI LASCIARE IL PARTNER SE NON SEI PIÙ INNAMORATO/A? Sarà la scelta migliore?), possiamo concludere che:
- se è per il rispetto esteriore della morale tradizionale o delle convenzioni sociali (sempre meno in voga), per sistemarsi, per non restare soli, perché ci sono i figli;
- oppure perché si crede di aver trovato la “persona giusta” (che non esiste);
- o per difendere la propria felicità e serenità che nel complesso deriva dal legame affettivo;
allora questi sono tutti motivi esterni all’amore.
Per amare davvero bisogna volerlo, e per un motivo diverso da quelli già visti
Se l’amore potesse al massimo condurre a questo, al termine del ciclo dello stadio estetico chiuso sentimentale positivo solo grazie ai fattori esterni già analizzati, allora l’amore esclusivo, generoso, disinteressato e perenne di per sé non esisterebbe. Ma i fattori interni all’amore per porre termine al ciclo una volta per tutte o per non cadervi ci sono (li scopriremo a partire dal prossimo post): l’amore non è soltanto un sentimento, e quindi l’amore vero – non l’unione ipocrita e utilitaristica – può esistere di per sé.
Allora cos’altro è l’amore? Quali sono i fattori al suo interno che consentono di farlo durare oltre l’innamoramento? Se non possono essere i criteri dello spontaneismo, della morale esteriore, della “persona giusta” e del legame affettivo, adottando i quali non si può amare veramente, come si fa ad amare? Nei prossimi post mostrerò che è necessario trovare un nuovo criterio per decidere di rimanere con il partner amandolo davvero, e che il passo decisivo per realizzarlo si può compiere solo per mezzo di una facoltà umana superiore e più potente dei sentimenti, in grado di opporsi all’egoismo a cui spesso spingono i sentimenti stessi o la nostra convenienza.
Nel prossimo post: COME ANDARE OLTRE I SENTIMENTI CONFUSI E DECIDERE LA COSA MIGLIORE? La mia esperienza personale (parte 1)
Vedi l’indice di tutta la serie: AMORE – problemi e consigli
Questi post offrono consigli e riflessioni importanti sui dubbi e problemi in amore, difficilmente trovabili altrove.
Tuttavia, se hai bisogno di aiuto psicologico diretto, ti consiglio di rivolgerti ad un professionista.
Questo sito non è affiliato in nessun modo ad alcun servizio di consulenza psicologica.
Giusto per avere un riferimento, vedi ad es. https://www.unobravo.com/focus/relazioni
