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COME RISOLVERE LE CRISI, I PROBLEMI SENTIMENTALI E RESTARE INSIEME? L’amore è un sentimento o un atto di volontà?

Di CuoreMenteSpirito
VOLONTÀ DI AMARE: L’amore è sentimento o un atto di volontà?

 

Perché e come può aiutarti la volontà di amare? È diversa dai sentimenti?

 

Con la volontà si può amare l’altro per amore dell’altro

La scelta di amare l’altro non deriva da qualcosa di prestabilito in modo necessario, perché essendo liberi non esiste amore che non possiamo liberamente rifiutare o smettere di dare all’altro. Quindi l’amore può essere donato solo per una libera scelta della volontà, che è causa libera dell’amore. La volontà è la nuova forza mediante la quale è possibile applicare il nuovo criterio morale di scelta per riuscire a restare insieme amando veramente: amare l’altro per amore dell’altro, essendo l’unica facoltà in grado di compiere lo sforzo per amare l’altro più di se stessi, necessario per rinunciare, quando occorre, alla propria voglia di piacere e felicità immediata e all’egoismo (vedi il post precedente PER QUALE MOTIVO DOVRESTI RIMANERE PROPRIO CON QUELLA PERSONA?).

Sembra che ora abbiamo tutti gli elementi per risolvere il problema morale, suscitato dalla fine dell’innamoramento, dall’instabilità e dal conflitto dei sentimenti: tramite la volontà si può scegliere liberamente di adottare il nuovo criterio di scelta, amare l’altro per amore dell’altro, anche se può non essere ancora chiaro in cosa consiste concretamente tale scelta, ossia cosa significa amare. Questa è proprio la sintesi preliminare che cercavamo per poter iniziare ad amare davvero: l’unione del criterio nuovo e della nuova forza per poter attuarlo.

 

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Che cos’è la volontà di amare?

La volontà può effettuare liberamente tale scelta mediante un atto volontario definibile volontà di amare. La volontà è una facoltà libera, attiva, operativa e di scelta, ed è distinta dalla sentimentalità, facoltà invece soggetta alla necessità degli stimoli esterni ed interni e perciò passiva, ricettiva e sede di tutte le passioni (o sentimenti), ovvero delle spinte che si sentono, si subiscono passivamente e non è necessario che vengano determinate attivamente, cioè possono non essere suscitate da una decisione volontaria, e di solito nascono spontaneamente. Ho chiamato sentimenti queste spinte, le percezioni, le emozioni, le sensazioni, gli affetti e gli altri moti della sentimentalità (affettività o emotività), mentre gli atti della volontà sono le volizioni.

In base a quanto detto finora, la volontà di amare è appunto una volizione, mentre il sentimento dell’amore è una passione, perché si subisce passivamente e può nascere spontaneamente, anche se comunque, per accoglierlo e lasciarlo sviluppare nell’innamoramento, è necessaria la propria apertura: la ricettività immanente passiva (vedi i post COSA SI PROVA QUANDO SI È INNAMORATI? (Parte IV) Desiderio di unione totale: vorresti stare con lui/lei? e BREVE SINTESI DELLA PRIMA SERIE DI POST, E PERCHÉ UN’ALTRA SERIE DI POST SULL’AMORE? Il sentimento dell’amore, le difficoltà ad innamorarsi e i problemi successivi).

 

Se l’amore fosse solo un sentimento, finirebbe sempre dopo l’innamoramento

Ma l’amore non è e non può essere solo un sentimento. Infatti se lo fosse, ogni volta che finisce l’innamoramento, finirebbe anche l’amore, a causa dell’affievolimento del sentimento di amore (vedi i post NON SONO PIÙ INNAMORATO/A. CHE FARE? – 1) La fine dell’innamoramento è normale, 2) Dai problemi sentimentali al problema della scelta: restare con il partner o lasciarlo?, DECIDERE SE RIMANERE INSIEME O LASCIARE IL PARTNER SOLTANTO IN BASE AI SENTIMENTI È UN BUON CRITERIO DI SCELTA? e HAI MAI LASCIATO O PENSI DI LASCIARE IL PARTNER SE NON SEI PIÙ INNAMORATO/A? Sarà la scelta migliore?).

Perciò nessuna relazione durerebbe oltre quel periodo, se non per ragioni che non c’entrano con l’amore vero per l’altro, come abbiamo constatato nei post COME SCEGLIERE SE RIMANERE INSIEME O LASCIARE IL PARTNER? – 1) Per continuare ad amare bastano le convenzioni morali e sociali?,2) Esiste la “persona giusta”?,3) Basta “stare bene insieme”?, 4) Tutti gli amori finiscono? Come evitarlo?. Di conseguenza l’amore non esisterebbe e sarebbe solo un’illusione evocata da un sentimento che poi si rivela sempre evanescente.

 

L’amore è donare, non sentire qualcosa

Invece amare è una realtà concreta, poiché (come vedremo nei prossimi post) è donare, non sentire qualcosa. Amore e passione sono distinti anche linguisticamente: “amare” è un verbo in forma attiva, che indica un’azione compiuta dal soggetto; la “passione” è invece qualcosa che il soggetto subisce passivamente, come risulta dalle espressioni che si addicono alle passioni, quali: “io sono innamorato”, che è diversa da “io amo”, e va intesa nel senso passivo analogo a quello della frase: “io sono (= vengo) colpito da una malattia”. Chi si innamora spontaneamente non provoca deliberatamente l’innamoramento in se stesso, ma lo riceve in modo passivo (e almeno in parte misterioso – vedi i post INNAMORAMENTO – 1) Perché ci innamoriamo di una certa persona?, 2) È solo questione di chimica? –, ragion per cui non viene detto da chi o da cosa si viene fatti innamorare, bensì di chi, che però è un’altra informazione).

Pertanto “essere innamorati” indica un sentire, una condizione passiva, una ricezione e non un’azione, ed è solo la fase sentimentale, estetica (dal greco aisthētikós = ‘che concerne la sensazione’, derivato di ‘sentire, percepire’) del cammino dell’amore, che inizia con l’essere attratti (ancora una forma passiva) dalla persona che poi nella fase etica successiva, quella della volontà di amare, si deve amare attivamente. Infatti per essere attratti non è necessaria alcuna decisione o sforzo (se non quello per aprirsi alla ricettività immanente passiva), mentre per amare davvero è necessaria una scelta presa attivamente mediante la volontà di amare. Nell’innamoramento si percepisce la persona amata, l’oggetto del sentimento dell’amore, come il tutto per il soggetto. Al contrario l’amore è la condizione in cui il soggetto si fa tutto per l’oggetto, a prescindere dalla percezione sentimentale che ha di esso.

 

Chi cerca solo la passione usa l’altro per se stesso; chi vuole amare ama l’altro per amore dell’altro

Chi vive per la passione sta con l’altro per amore di se stesso, usa l’altro come mezzo per sentirsi appagato; chi vive per amore ama l’altro per amore dell’altro. Per questo chi ama pensa: “Sto con te, non perché mi ami e non perché sono innamorato, ma per amarti”. La passione, che certamente ha un ruolo significativo nel corso dell’innamoramento, è inessenziale e contingente nell’amore, perché amare è donare attivamente, cosa invece essenziale e necessaria per poter parlare di amore.

Ciò non implica che amare esclude la passione, anzi può benissimo comprenderla. Significa semplicemente che non si fonda su di essa, che la passione non costituisce la vera essenza dell’amore. L’essenza è ciò che fa sì che una cosa sia quella e non un’altra, ovvero ciò che la distingue inequivocabilmente, e come vedremo ciò che distingue inequivocabilmente l’amore da ciò che non lo è, è il dono gratuito e completo di sé.

L’amore può non essere provato e vissuto sempre spontaneamente, grazie alla sola spinta dei sentimenti, e in tal caso se si vuole amare è necessario che la volontà di amare agisca con la sua sola forza, contrastando le emozioni e le pulsioni contrarie, egoistiche anziché altruistiche. Facendo questo si conserva l’essenza dell’amore, che è donarsi all’altro per amore dell’altro. Perciò, finché tale dono sussiste, sussiste anche l’essenza dell’amore: anche quando i sentimenti cessano, l’amore rimane.

 

In quali modi puoi usare la volontà di amare?

Ora sai che, se vuoi realizzare la tua aspirazione ad una relazione d’amore autentica e duratura, non puoi amare te stesso/a più dell’altro, sottostando passivamente ai capricci del sentimento dell’amore, che ogni volta si accende, si spegne, si riaccende e si rispegne con una persona dopo l’altra.

 

Voler amare non è un sentimento, una voglia, ma un atto volontario, una scelta

Come dicevo nel post HAI MAI LASCIATO O PENSI DI LASCIARE IL PARTNER SE NON SEI PIÙ INNAMORATO/A? Sarà la scelta migliore?, la passione è troppo limitata per soddisfare la tua sete di eternità e di infinito. Non potrai mai dissetarti, se cerchi solo il sentimento dell’amore, e ogni volta quello, finito l’innamoramento, ti scivola dalle mani come acqua. Proseguendo nel cammino dell’amore invece, passando per tua libera scelta dalla fase estetica a quella etica, puoi trovare una riserva abbondante e durevole, e questa risorsa è proprio dentro te stesso/a: la volontà di amare. Essa non è una passione della sentimentalità, ma una volizione, cioè un atto della volontà, che è la parte libera e attiva dell’uomo nei confronti dell’amore, e quindi è prodotta da uno sforzo attivo che non nasce da solo, ma si attua solo quando lo si vuole.

Voler amare non è un sentimento che esprime una voglia, ma un atto volontario che esprime una scelta, che poi si dovrà manifestare attraverso azioni concrete. Volere non significa desiderare, anche se spesso il verbo volere viene usato impropriamente in questo senso in espressioni come: “voglio un gelato”. La volontà al contrario è la facoltà capace di imperare sui sentimenti e di vincere i desideri spontanei, permettendo di fare una scelta diversa dal seguirli acriticamente, come quella di una persona che pensa: “desidero un gelato, ma voglio stare a dieta, perciò non lo voglio”. Amare non è dire: “mi piace / non mi piace”, “mi va / non mi va”, poiché non dipende da come è l’altro o da come ci si sente, ma solo dalla propria decisione. Non è una questione di oggetto più o meno desiderabile, ma una scelta presa all’interno del soggetto.

 

Non è difficile trovare chi amare; è difficile decidere di amare chi si trova

Per questo non è difficile trovare chi amare; è difficile decidere di amare chi si trova, la persona con cui si sta assieme. Infatti la volontà di amare è l’atto della volontà col quale si sceglie di amare quella persona a prescindere da qualsiasi sentimento sia a sostegno che a contrasto di tale scelta.

 

Con la volontà si può amare anche quando il sentimento di amore è più debole

La volontà di amare non solo può dare “man forte” al sentimento dell’amore, ma essendo una volizione prodotta dalla volontà, che è distinta dalla sentimentalità, può agire sempre e comunque, separatamente dalla sfera dei sentimenti, e perciò permette di amare anche (e soprattutto) quando la percezione del sentimento di amore è più debole, assente o in conflitto con altri sentimenti, anche per lunghi periodi di aridità, persino senza fine. Quel che conta non è sentire di provare o non provare il sentimento dell’amore, ma amare l’altro, e la volontà di amare serve proprio a questo.

Essa è indipendente dalle percezioni teleologiche (esclusività, desiderio di unione totale, priorità della felicità dell’altro e perennità) suscitate dal sentimento dell’amore al suo picco (rileggi i post COSA SI PROVA QUANDO SI È INNAMORATI? – 1) Esclusività della persona amata: si può amare più persone contemporaneamente?, 2) Vorresti che fosse felice?, 3) “Ti amerò per sempre”?, 4) Desiderio di unione totale: vorresti stare con lui/lei? e BREVE SINTESI DELLA PRIMA SERIE DI POST, E PERCHÉ UN’ALTRA SERIE DI POST SULL’AMORE? Il sentimento dell’amore, le difficoltà ad innamorarsi e i problemi successivi), anche se questi sentimenti naturalmente possono rendere più facile continuare ad amare. Ma soprattutto dopo la fine dell’innamoramento, le percezioni teleologiche a volte si sentono, altre volte non si sentono, a volte sono più forti, altre volte più deboli, e si scontrano con le percezioni anti-teleologiche che spingono ai fini opposti, ovvero a lasciare l’altro.

 

La volontà di amare si oppone ai sentimenti che spingono a non amare

I sentimenti, se ci sono, propongono alla volontà gli oggetti verso cui tendono (tramite l’intelletto che li conosce), come molte persone che cercano di dare consigli, ognuno tentando di imporre la propria opinione, e possono essere più o meno insistenti e persuasivi. Alcuni (o tutti) possono anche essere assenti in un certo momento o periodo, per esempio quelli che, come il sentimento dell’amore, “consigliano” di restare e di non lasciare.

Ma siccome la volontà è libera, non importa se i sentimenti spingono a lasciare o non lasciare, se ci sono o non ci sono e quanto sono forti, come non importa se le persone danno consigli in una direzione o nell’altra, se ci sono o meno e quanto sono più o meno insistenti e convincenti: i sentimenti, come le altre persone, possono fare pressione, ma mai determinare la volontà verso una o l’altra scelta, a meno che uno non decida liberamente di farsi manovrare come una marionetta.

La volontà di amare è come chi, tempestato dai consigli o dai sentimenti (ma anche se non riceve alcun consiglio o sentimento), dice: “Voi non potete condizionare la mia libertà di scelta, e io scelgo di amare indipendentemente da voi!”, fregandosene di chi è presente e di chi è assente, di chi urla di amare o di non amare, anche se non c’è alcun sentimento che spinga ad amare e a non lasciare, e non facendosi influenzare da quelli che spingono a lasciare. Infatti la volontà di amare non solo ha il compito di sopraffare gli oppositori, ma equivale proprio a voler opporsi a ciò che le si oppone, cioè vuole opporsi a ciò che spinge a non amare, ossia non vuole non amare, quindi vuole amare, che è proprio la volontà di amare, come appunto dicevo.

 

L’amore è un sentimento o un atto di volontà, una decisione e un impegno?

 

La differenza tra innamoramento e amore

L’amore non si fonda dunque sul sentimento dell’amore, ma sulla volontà di amare, e va pertanto distinto dall’innamoramento: questo è solo la prima fase che aiuta ad arrivare all’amore. Tempo fa sono stato molto lieto di trovare nel blog di Ermanno “Scrip” Ferretti una recensione del film (500) giorni insieme, nella quale l’autore esprime molto chiaramente questa realtà e mostra come invece parecchi film (per non dire quasi tutti) la ignorino:

 

Una citazione a conferma

“La morale. Summer/Sole sostiene, all’inizio, che l’amore non esiste, che è un’invenzione. Noi, presissimi da Tom, le urliamo: no, ti sbagli, Tom ti conquisterà, Tom ti dimostrerà che l’amore esiste, eccome. E infatti alla fine Sole si convincerà che l’amore esiste e Tom prima che non esiste e poi, nel rassicurante ripensamento finale, che esiste. Presente però quando Tom dice che i biglietti d’auguri vendono un’idea falsa dell’amore? Be’, il film fa lo stesso. Perché aveva ragione Sole all’inizio: l’amore non esiste. Quello che Tom all’inizio e Sole alla fine chiamano amore non è amore, è innamoramento, è cotta: ed è una cosa che con l’amore c’entra poco o nulla.

Io mi innamoro decine di volte in un anno, ma amo una persona sola. Se l’amore fosse realmente quel fuoco dentro a cui pensano i protagonisti del film, nessuna coppia che sta insieme da più di 6 mesi si amerebbe. L’amore non è un sentimento; l’amore è un atto di volontà. L’amore non è una cosa, come sostengono nel film, che «o la senti o non la senti»; quello è l’innamoramento. Di amare lo decidi. Di amare scegli. L’amore romantico, una passione inesauribile e sempre nel suo picco, non esiste; questo genere di amore rapidamente nasce e rapidamente scompare.

Quando Sole viene abbordata […] da quello che diventerà suo marito, quello che prova non è amore, è una cotta; tempo qualche mese e questa scomparirà: se non saprà sostituirla con dell’amore solido, voluto e duraturo, finirà per trovarsi un amante o divorziare. […] L’idea che l’amore sia una fiammata che ti prende e non puoi controllare e arriva all’improvviso è di una banalità che erode le fondamenta di tutto il film”[1].

Ermanno “Scrip” Ferretti

 

Un’altra citazione a conferma

…E di tutta la vita, ha aggiunto giustamente il mio carissimo amico Jacopo quando gli ho fatto leggere questa perla rara del web.

Ancor più di recente ne ho trovata un’altra nel blog di Sebastiano Dato, sintetica ma efficace:

L’amore non è un sentimento, ma una decisione. Non si basa su emozioni e stati d’animo momentanei, ma è in grado di andare oltre a tutto questo per diventare un atto di volontà. Riesci ad amare nel momento in cui scegli di farlo, nell’istante in cui sostieni l’altra persona e le stai accanto nelle difficoltà, nelle “brutture”, nelle parti più in ombra e nascoste che mostrerà solo in seguito, e che insieme a tutto il resto formano la sua anima. Solo in questo modo l’amore è eterno[2].

Sebastiano Dato
L’amore eroico nel romanzo di Carlo Cassola, La ragazza di Bube

Un’altra opera che rappresenta magnificamente la volontà di amare, pur senza chiamarla in questo modo, è La ragazza di Bube di Carlo Cassola, che infatti è uno dei miei romanzi preferiti e ti consiglio di leggere, per cui non farò spoiler sulla trama, anche se potrei scrivere molte pagine a commento di essa (anzi in fondo è come se lo stessi già facendo in tutti questi post!).

In breve nel racconto viene descritta la maturazione della protagonista, da una semplice infatuazione puerile ad un amore ben oltre i sentimenti, attraverso una scelta assai difficile, anzi eroica, di grande valore morale.

 

Bisogna amare con il “cuore” (che comprende anche intelligenza, ragione e volontà)

Potresti obbiettare che amare con la volontà, con uno sforzo non sostenuto da sentimenti spontanei, è un’ipocrisia, perché bisogna amare con il “cuore”. È vero, bisogna amare con il cuore. Ma il “cuore” identifica il centro del nostro essere, il nucleo intimo della persona, in cui si intrecciano tutte le sue dimensioni: il corpo e lo spirito, l’interiorità e l’apertura al mondo e agli altri. Il cuore è il luogo più profondo dell’uomo, sede di pensieri, ricordi, sentimenti, desideri, progetti e dove si prendono le decisioni significative. Dunque esso non coincide con la sola sfera sentimentale, ma comprende anche la volontà, l’intelligenza e la ragione.

Perciò amare con una libera scelta della volontà significa proprio attingere dal cuore: l’amore donato mediante la volontà di amare proviene proprio dal cuore, anche quando essa agisce senza il sostegno dei sentimenti. I sentimenti positivi possono aiutare, ma non sono necessari affinché si possa decidere di amare. L’amore si misura dalla “qualità”, ovvero dalla sua essenza, che è il dono di sé, non dalla “quantità”, ossia dalla forza del sentimento che sostiene la scelta di questo dono.

Quindi smettiamola di torturarci con l’analisi minuziosa e ipocondriaca dei nostri sentimenti e delle nostre sensazioni, per scrutare ogni momento quali sono, se ci sono o non ci sono, cosa suggeriscono e quanto sono forti. Ciò che conta è decidersi finalmente ad amare: pensiamo piuttosto a compiere questo passo, e per il resto stiamo tranquilli.

 

Il sentimento dell’amore è subordinato all’amore, che è agire, non sentire

Questo non vuol dire che il sentimento dell’amore, se c’è, vada escluso; ma esso è subordinato al vero amore, che consiste nell’adoperarsi per l’altro con o senza l’aiuto dei sentimenti positivi e opponendosi a quelli negativi. È normale che Tu possa non sentirtela a volte; ma l’impegno di amare non è frutto di un sentimento, bensì un atto di volontà.

L’istinto di alimentazione può venir meno. In tal caso l’atto di alimentarsi, poiché rimane giusto e necessario per vivere, deve essere compiuto comunque con la forza della volontà. La stessa cosa vale per l’amore. Dopo la fine dell’innamoramento, il sentimento di amore si affievolisce, non si fa sentire come prima e compete con altri sentimenti contrari. Ma siccome l’innamoramento non è l’amore, la fine dell’innamoramento non è la fine dell’amore, quindi l’amore può e deve rimanere, anzi deve purificarsi e perfezionarsi sempre più.

Né l’affievolimento dei sentimenti positivi, né la forza di quelli negativi possono distruggerlo, perché dipende dalla libera volontà di chi sceglie di amare. Anche se in un certo momento o periodo oppure indefinitamente non provi o avverti il sentimento dell’amore, puoi usare la volontà di amare per dimostrare l’amore, amando di fatto. Invece non è detto che, se provi il sentimento dell’amore, allora automaticamente lo dimostri amando, perché il sentire di per sé non implica l’agire, e amare non è sentire, ma agire.

 

L’amore è la dedizione all’altro

Dunque quale delle due cose è meglio: provare amore per qualcuno o dimostrarglielo? Il sentimento o la volontà di amare? Chiaramente la seconda, perché con la volontà senza il sentimento si può amare, mentre con il sentimento senza la volontà che decide di metterlo in pratica non si ama affatto. Non è necessario che Tu sia spinto dai sentimenti per amare, o che ti sforzi di suscitare sempre in te stesso/a i sentimenti positivi verso le persone da amare; solo la volontà di amare è necessaria.

Quando ti dedichi all’altro, anche se non ti viene spontaneo e costa sforzo e sacrificio, in realtà Tu ami veramente. Ciò significa non solo che se ami allora ti adoperi per il bene dell’altro, ma che se ti adoperi per il bene dell’altro donandoti completamente a lui, allora lo ami davvero, a prescindere dai tuoi sentimenti. Dunque l’amore equivale alla dedizione all’altro.

 

Se ti sforzi di amare, non sei ipocrita, ma ami in modo ancor più vero, disinteressato, gratuito

Quando non ti va tanto, ma resti lo stesso con una persona; quando non hai la spinta sentimentale di manifestarle affetto e trattarla amorevolmente, ma lo fai lo stesso; quando a malincuore sopporti i suoi difetti e comportamenti che non ti piacciono e la perdoni; quando ci discuti e ti verrebbe da urlare, ma resti calmo e dolce pur avendo la rabbia dentro; quando avresti più voglia di pensare a te stesso/a, ma ti sacrifichi per renderla felice, non è vero che ti comporti in modo ipocrita e falso, ma ami in modo ancor più vero!

Perché è più facile fare queste cose assecondando un sentimento che spinge a farle, appagando se stessi. Ma quanto è più autentico, disinteressato e grande un amore vissuto proprio per amore dell’altro, al costo di andare contro se stessi?

 

L’amore non è pensare solo a se stessi, ma all’altro

Amare una persona non è sentirsela o non sentirsela, perché non è pensare solo a se stessi, ma all’altro! Come si può amare un’altra persona, se si pensa solo a se stessi? Smettila di pensare a ciò che senti, a cosa desideri, a cosa provi e “vuoi” Tu, cioè alle tue voglie.

L’amore è amore per l’altro, oppure non è amore. Pensa all’altra persona, mettiti nei suoi panni, ama lei, dalle amore, amala e basta. Smettila di amare più te stesso/a!

 

Se non vuoi amare altri che te stesso/a rimarrai solo/a con il tuo egoismo

Se non ti decidi a fare uno sforzo anche se non te la senti, una rinuncia alle tue voglie per amare un’altra persona, resterai solo con te stesso/a, pure se avrai accanto qualcuno che soddisfi il tuo egoismo, perché resterai nella solitudine logorante di chi non sa amare altri che se stesso. Liberati dal peso così angosciante dei tuoi dolori e dei tuoi desideri insoddisfatti, liberati dalla schiavitù delle tue passioni e sensazioni, liberati dalla smania incontentabile di dover sempre accontentare te stesso/a. Evadi dalla prigione di quella vita ripetitiva, fatta di “storie” e rotture (vedi anche i post HAI MAI LASCIATO O PENSI DI LASCIARE IL PARTNER SE NON SEI PIÙ INNAMORATO/A? Sarà la scelta migliore? e PERCHÉ MOLTE STORIE FINISCONO E SI CONTINUA AD AVERE PROBLEMI IN AMORE?), troppo piena della presenza ingombrante e insufficiente di te stesso/a.

Liberati da te stesso/a, liberati dalla prigionia del tuo egoismo! Spezza le catene che ti impediscono di amare. Dimentica te stesso/a, sposta la tua attenzione sull’altro. Godi della felicità che doni all’altro. Non sarai più oppresso dal peso dei tuoi bisogni, ti sentirai più leggero e comincerai a respirare aria di libertà. Allora scoprirai che non conta più cosa provi, se te la senti o non te la senti, se hai o non hai quella “spinta interiore” che pretendi per fare le tue scelte. Scoprirai che non esisti solo Tu, non sei solo: c’è l’altra persona, che ha bisogno del tuo amore. Vuoi donarglielo oppure no? Non puoi sfuggire a questa domanda.

 

La volontà di amare non è una cosa che senti, ma che decidi tu

Forse pensi: “Non me la sento, non sento dentro la spinta necessaria, non ho questa volontà”. Ma la volontà di amare non è un sentimento, è una scelta! Ecco perché non puoi sentire se ce l’hai o non ce l’hai: sei Tu che lo decidi. Se non la vuoi, non esiste; se la vuoi, eccola lì!

Lascia perdere ciò che provi o non provi e tutte quelle sensazioni o spinte sentimentali che ci sono o non ci sono. Vuoi deciderti ad amare, sì o no? Tutto il resto non ha importanza. Scegli di pensare prima all’altro che a te stesso/a, di donargli l’amore di cui ha bisogno da te. Ed ecco, Tu avrai la volontà di amare.

 

Nel prossimo post: VOLONTÀ, RAGIONE E SENTIMENTO – 1) Che c’entra la ragione in amore? In cosa consiste realmente la scelta di amare?
  • La ragione in amore: perché riflettere su cosa significa amare?
  • Quando un’azione è buona o cattiva? Quando ne siamo moralmente responsabili?
  • Quali sono l’intenzione e il “contenuto” nella scelta di amare?

 

Vedi l’indice di tutta la serie: AMORE – problemi e consigli

 

Questi post offrono consigli e riflessioni importanti sui dubbi e problemi in amore, difficilmente trovabili altrove.
Tuttavia, se hai bisogno di aiuto psicologico diretto, ti consiglio di rivolgerti ad un professionista.

Questo sito non è affiliato in nessun modo ad alcun servizio di consulenza psicologica.
Giusto per avere un riferimento, vedi ad es. https://www.unobravo.com/focus/relazioni

 

NOTE
  1. http://scrip79.tumblr.com/post/280092643/un-film-da-7-e-mezzo-che-poteva-essere-da-10-contiene, punto 4.
  2. http://www.sebastianodato.it/comunicazione-relazione/l-amore-non-e-un-sentimento-e-una-scelta/.

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